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Openjobmetis Varese - Virtus Costa Bologna

DAL PARQUET – Lunedì 28 alle 11 esce la prima puntata di “Dal Parquet”, il podcast che arriva dopo ogni partita della Openjobmetis. Per i vostri commenti: 353.4848857 (WhatsApp)

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Openjobmetis Varese – Virtus Costa Bologna 4 di 41

Openjobmetis Varese - Virtus Costa Bologna

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Openjobmetis Varese - Virtus Costa Bologna

Openjobmetis Varese - Virtus Costa Bologna

ALVITI 7 (IL MIGLIORE) – Tira cinque volte, segna cinque volte e solo un libero malandrino gli toglie il 100% in serata. Ma a parte i 14 punti e la precisione al tiro, è anche uno di quelli che sgomitano nella lotta a rimbalzo e hanno un’idea concreta di gioco collettivo (vedi i due assist consecutivi a Renfro). In mezzo a gente che corre, salta, si appende al ferro, pare avere due marce in meno e invece è il più affidabile di tutta la banda.
MVP Confident per i lettori della #direttaVN con il 63% dei voti.

DUKE 4,5 – Nei 3′ buoni ha quasi svoltato la partita. Peccato per gli altri 22′ trascorsi in campo senza raccolto e, anzi, con tante lacune. Soffre a lungo fisicità e rapidità degli avversari diretti anche quando è in attacco, ovvero quando non riesce mai a mettere a terra la sua qualità in entrata. E il tiro è sempre inaffidabile. Poi, dicevamo, nel terzo quarto vive un momento da protagonista che porta al quasi pareggio di Alviti. Dopo quel break però, torna nell’oblio al posto di restare al fronte.

NIKOLIC 6,5 – Quel che può fare, Stefan lo fa. Ovvero farsi trovare pronto sugli scarichi, provare a muovere la palla anche attaccando l’uomo, lavorare sotto i tabelloni (anche se a rimbalzo raccoglie poco-nulla), fare muro con i pari ruolo. Il migliore dei nuovi arrivati, anche se la concorrenza è stata bassina.

HALE 4 (IL PEGGIORE) – Tutti i timori della vigilia sul suo impiego da play si sono concentrati, condensati e hanno colpito duro. Regia del tutto assente (mille palleggi senza coinvolgere nessuno), idee latitanti, mano storta anche quando i piedi sono dritti verso il canestro (figuriamoci quando non lo sono), tendenza a tirare sempre e a non metterla mai. 4 su 22 dal campo, -20 di valutazione: esordio peggiore di certi catorci senza arte né parte passati da queste parti negli ultimi vent’anni. Lui è di un’altra pasta, senza dubbio, ma stasera il giudizio è impietoso.

LIBRIZZI 5,5 – Un altro nella lista dei meno colpevoli, non foss’altro perché appena va dentro si fa notare in positivo e più tardi, pur sbagliando tutti i tiri, serve al pezzo con un po’ di logica. Dietro è aggressivo il giusto, nel senso che piega le gambe senza deragliare con i falli anche se talvolta fatica contro le frecce Frazier e Carr. A proposito di falli: uno fatto e sei subiti sono indubbiamente una notizia.

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RENFRO 6,5 – Sufficienza ampia per il buon Nate, che parte il quintetto e offre tutta la sua vivacità. In un match non per pivot di ruolo, chiude con un positivo 8+5 (punti e rimbalzi), si fa trovare pronto sotto i due canestri e mostra la versatilità dei giorni buoni. Un paio di dabbenaggini, altrimenti non sarebbe lui, ma il totale è positivo.

KAMAGATE 6 – Sufficiente viste le premesse estive, ma non ancora il giocatore che sa essere. Passo dopo passo prosegue nel percorso di risalita: un paio di zampate dal cuore dell’area, uno sprazzo di rapidità (subito spento ma vabbè), sei rimbalzi di pura presenza.

ROBY 4 – Per uno che tira troppo, Hale, uno che non lo fa mai. O meglio, lo fa qualche volta senza trovare il bersaglio. Solido a livello fisico ma morbido nell’impatto sulla partita: un blocco in movimento, un’infrazione di passi, la sensazione di non aver capito bene come e dove muoversi in campo. Ci può anche stare, ma proprio per questo Isaiah avrebbe dovuto almeno graffiare, alzare la voce, provarci. Invece niente: tiretto senza pretese sul ferro, passaggio in più, giro a largo dalla lotta. Fantasma.

IKANGI 5,5 – Buon avvio, buona applicazione difensiva (non sempre vincente, ma i play avversari sono dei bei petardi) ma a lungo andare anche tante, troppe sbavature. Due tiri che non prendono il ferro, uno scoccato in modo precipitoso quando la Virtus era a portata di mano, qualche fallo evitabile dipingono un quadro non proprio da museo.

VILLA, KANGUR, LADURNER S. V. – Felici per il canestro di Maurito (ma i liberi….), felici per l’esordio di Robert che va a recuperare la palla persa poco prima. Solo 1′ per Max.

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