Alla Openjobmetis va di traverso l'ultima portata: la Maxima passa a Masnago

Si inceppa all’ultimo giro la macchina estiva della Openjobmetis, fino a qui quasi perfetta. Nell’unica uscita alla Itelyum Arena la squadra di Kastritis viene infilzata nell’ultimo periodo da un’ottima Roma – la Maxima di Cotelli – che sforacchia con 105 punti (a 99) la difesa biancorossa, tutt’altro che impeccabile. Un colpo di tosse non piccolo, pur ricordando la natura amichevole del confronto (come dicevamo anche nelle vittorie), perché a 8 giorni dal via ufficiale non sono mancate le cose da rivedere. Almeno quattro.
Galleria fotografica
Amichevole: Openjobmetis Varese – Maxima Roma 99-105 4 di 23




Uno: anche oggi William McDowell-White è rimasto a guardare nonostante le speranze di vederlo in campo alla vigilia. La versione è sempre quella della “gestione” giorno per giorno per evitare forzature (“con Bologna ci sarà”, giura Kastritis) ma l’assenza dell’unico play puro si è fatta sentire sull’arco dei 40′. Un po’ per logiche ragioni di gestione palla, un po’ perché la situazione ha costretto Hale (e in parte Della Valle) a sobbarcarsi la regia, con riflessi negativi sulla produttività in attacco.
Due: la difesa. L’impressione (e la speranza) è stata che Varese abbia voluto spesso forzare raddoppi e pressioni sulla palla testando l’abilità di Roma nel trovare l’uomo libero. Il fatto è che la Maxima è spesso riuscita nell’intento e per Varese sono stati dolori: sei in doppia cifra tra i romani con cuccagna nel tiro da lontano (55,6%!).
Tre: quando Varese – a lungo avanti – è andata sotto nel punteggio, ha scelto di forzare tanto dall’arco smettendo di alternare i tiri da fuori con palla sotto (cosa che, pur senza abbondare, aveva funzionato in precedenza). E quando da tre Hale e Della Valle – vedi punto uno – hanno fatto cilecca, Roma ne ha approfittato e ha chiuso i conti.
Quattro: i falli. Varese ne ha commessi 32, un’infinità, che allunga quanto già avvenuto in altre amichevoli. Questa volta era possibile essere più aggressivi del solito, ma in campionato bisognerà limitare certe scelte, anche perché Roma è andata in lunetta 35 volte e si è aggrappata ai liberi nei momenti meno buoni, salvandosi e rilanciando.
Fatta la conta delle cose andate male, teniamoci anche quelle buone: un ottimo quarto d’apertura (rovinato solo negli ultimi possessi), un Alviti in formato lusso (20 punti, 6/7 dal campo), un Kamagate che fino a oggi era stato piuttosto in difficoltà e che contro la Maxima ha firmato i primi sprazzi di grande spessore, togliendosi il lusso di un paio di stoppate a Bilan (e non solo). I romani di Cotelli (senza Moon e l’ultima presa Tyson) si sono dimostrati compagine di valore, trovando poi anche tanta gloria al tiro, come detto. Ora sotto con l’ultimo giro di lavori: la gente – 3000 a Masnago – non vede l’ora di firmare subito un’impresa e ha preso con filosofia questo ko. Basta non ripeterlo.
LA PARTITA
I – Quella del primo periodo – pardon dei primi 9′ – è una gran bella Openjobmetis: anche con un quintetto originale (Hale e Duke a portar palla, esordio di Kamagate dal 1′) la squadra di Kastritis mette in campo la giusta grinta nella propria metà campo e trova i due uomini – Alviti e Hale – più pronti in attacco. Varese strappa nel punteggio, scappa in avanti ma nell’ultimo giro di lancette si fa sorprendere da Holiday e soci che imbucano anche la tripla del 25-22.
II – L’assenza di McDowell in regia si fa sentire con il passare dei minuti: vero che Della Valle e – a volte – Librizzi e Hale – trovano qualche bel passaggio, ma nel corso del periodo arrivano anche alcune perse di troppo che permettono alla Maxima di stare in scia. E, alla lunga, anche di mettere il naso avanti nei momenti più complicati di Hale. Il “cacciatore” però esplode una tripla al momento giusto, Alviti è ancora caldo dagli angoli mentre i soliti Nikolic e Ikangi garantiscono solidità. La pausa lunga dice 54-51 perché intanto Bilan ha alzato il numero dei colpi.
III – L’avvio è ancora di marca biancorossa: Della Valle slalomeggia, Kamagate difende l’area e Roby segna dall’arco irrobustendo il vantaggio che arriva a +10 dopo la rubata-contropiede-schiacciata di Duke (63-53). Tocca a Ryan scuotere i suoi con due triple ravvicinate che sono preludio di un riavvicinamento in cui c’è anche Bilan, preciso dalla lunetta. Kastritis ferma il gioco ma l’inerzia è Maxima: Alibegovic colpisce due volte dall’arco (una anche Della Valle), Alviti spreca due liberi su 3 e nel finale arriva il sorpasso ancora dell’ex udinese. Il punteggio sulla sirena è pro Varese (79-78) grazie a due liberi di Duke allo scadere.
Kastritis: “In difesa non ci siamo ancora, ma è normale in questo momento”
IL FINALE
Roma completa la rincorsa fin dalle prime battute del quarto conclusivo grazie a un’altra doppietta pesante di Alibegovic, bravo a punire ogni spazio concesso dai biancorossi. Una fiammata di Hale (assist per Renfro) regala spettacolo ma serve a poco a livello di rimonta: la Maxima allunga anche con Holiday e Lemar mentre la OJM deve forzare senza trovare il canestro. Guizzo anche di Camara che poi cade e si fa male (applausi del pubblico all’uscita) e solo nei giri finali Varese riavvicina i fuggitivi fino al -5. Un errore di Hale da fuori però, spegne le speranze: passano i giallorossi 99-105.
OPENJOBMETIS VARESE – MAXIMA ROMA 99-105
(25-22, 54-51; 79-78)
VARESE: Hale 26 (2-9, 5-12), Duke 11 (2-3, 1-3), Alviti 20 (1-1, 5-6), Nikolic 4 (2-3), Kamagate 6 (3-5); Villa, Della Valle 14 (1-3, 1-4), Librizzi (0-1 da 3), Renfro 2 (1-3), Roby 5 (1-1, 1-2), Ladurner, Ikangi 8 (1-1, 1-3). All. Kastritis.
ROMA: Holiday 18 (3-4, 2-4), Veronesi 4 (1-3 da 3), Wheatle 5 (0-2, 0-2), Ryan 12 (0-1, 4-7), Bilan 12 (3-5); Brown 11 (4-5), Alibegovic 23 (1-4, 6-6), Lemar 8 (3-6, 0-2), Bonacini 6 (0-1, 2-3), Camara 6 (2-4). Ne: Dozic, Carnevale. All. Cotelli.