«Bartali, il ciclismo e le mie mille gare»  - L'Unione Sarda.it

Monserrato.

31 luglio 2026 alle 01:06

A 82 anni Gino Mameli organizza ancora eventi per gli appassionati della bici 

Quando la passione viaggia su due ruote e il cuore batte al ritmo martellante dei pedali, sessant’anni di storia sportiva non sono mai un traguardo finale, ma l’ennesima ed entusiasmante ripartenza. Se a Monserrato si pronuncia la parola ciclismo, c’è un unico nome che risuona come un’eco leggendaria: Gino Mameli.

Una vita per il ciclismo

A 82 anni non è soltanto un instancabile organizzatore, ma una vera istituzione della bici a livello internazionale. «Avrò organizzato almeno un migliaio di gare e me le ricordo tutte», rivela sornione, con gli occhi che si illuminano di quel fuoco che appartiene soltanto ai grandi pionieri dello sport. Sui circuiti cittadini ideati da Mameli e nelle sue grandi manifestazioni hanno sfrecciato le leggende del pedale. «Ogni anno a Monserrato riuscivo a portare il vincitore del Giro d’Italia in carica», racconta orgoglioso. Ma il desiderio di portare proprio tutti i più grandi dell’epoca si scontrò con i costi del professionismo: «Nel suo periodo d’oro, provai anche con Pantani ma purtroppo aveva un cachet troppo alto», ricorda con un pizzico di rammarico.

Bartali e gli altri

Tra i tantissimi campioni incontrati, uno su tutti ha lasciato un segno indelebile nella sua vita: Gino Bartali. «Ho conosciuto tanti campioni ma quello che mi è rimasto più nel cuore è Gino Bartali. Una leggenda vivente e un grandissimo uomo», dice. «Bartali per me ha sempre rappresentato un idolo, oltre che un esempio di umanità e umiltà», prosegue con un pizzico di emozione. «Fu ospite al Trittico del ciclocross nel 1989. Una persona di una bontà rara e la lealtà è sempre venuta prima del desiderio di vincere. Quando lo portai a Monserrato per una gara ciclistica, eravamo praticamente scortati dai carabinieri perché le persone volevano portarselo a casa».

Nel cassetto dei ricordi c’è poi lo splendore del Giro di Sardegna del 1997: «Si aprì nell’isola de La Maddalena e colpì davvero tutti per la sua bellezza. Addirittura capitò che tanti ciclisti rallentarono o si fermarono durante la gara per osservare i panorami». Un legame viscerale con la Sardegna che lo ha spinto a lavorare per la Corsa Rosa: «Nel 2014 inizio a collaborare con la Regione per riportare il Giro d’Italia nell’isola, cosa che nel 2017 avvenne, dopo 10 anni dall’ultima volta».

Il futuro

E la vista rimane proiettata al futuro: «Mi piacerebbe riportare il giro in Sardegna. Sarebbe una grande occasione anche dal punto di vista turistico perché ci sono collegate tv da tutto il mondo e le persone potrebbero vedere tutte le nostre bellezze». Formatore nelle scuole per insegnare ai giovani ad andare in bicicletta, Mameli non ha intenzione di tirare i freni. Il prossimo 20 settembre risuonerà lo sparo di partenza per il Gran Premio Ciclistico Estate Monserratina abbinato al sesto Memorial Argiolas e Serreli: una sfida amatoriale sul “Circuito dei Campioni” dove sfrecciavano i grandi del pedale. Perché finché ci sarà strada da percorrere, l’intramontabile Gino Mameli continuerà a far correre e sognare la sua Monserrato.

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