Barilla-Intercultura, prosegue la partnership che porta gli studenti a fare esperienze all'estero
Si rinnova anche per l’anno scolastico 2026/27 la collaborazione tra Barilla e Fondazione Intercultura ets, associazione di volontariato che promuove programmi di mobilità internazionale consentendo ogni anno a migliaia di studenti delle scuole superiori di vivere un’esperienza di studio all’estero.
In oltre venticinque anni di partnership, sono 53 le ragazze e i ragazzi che hanno potuto vivere un percorso internazionale grazie alle borse di studio Barilla, a fronte di 158 candidature.
Il progetto integra il sostegno ai figli dei lavoratori Barilla che operano nelle sedi e negli stabilimenti italiani del Gruppo e frequentano la scuola secondaria di secondo grado con attività di formazione docenti e di ricerca scientifica.

Le destinazioni scelte dai borsisti raccontano la dimensione internazionale del progetto: il 56% degli studenti ha svolto il proprio programma in Nord America, il 30% in Europa, l’11% in Sud America e l’1% in Asia, vivendo un’esperienza di immersione culturale e scolastica all’interno di famiglie ospitanti e frequentando istituti locali. Gli Stati Uniti rappresentano il pilastro storico dell’iniziativa con 21 partenze, soprattutto nei primi anni della collaborazione, mentre il programma si è progressivamente aperto anche all’America Latina, con esperienze in Argentina, Messico, Costa Rica, Ecuador e Repubblica Dominicana, e all’Europa, con soggiorni in Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi e Portogallo.
Le borse di studio vengono assegnate attraverso un articolato percorso di selezione da parte di Intercultura, che valuta non solo il rendimento scolastico, ma anche la motivazione, la maturità personale e la capacità dei candidati di affrontare un’esperienza di crescita in un contesto internazionale. L’obiettivo è individuare studenti pronti a mettersi in gioco, ad aprirsi al confronto con culture diverse e a valorizzare l’esperienza una volta rientrati in Italia.
Tra le 53 ragazze e i ragazzi che hanno beneficiato di una borsa di studio Barilla c’è Alice Archiani, partita nel 2016 per trascorrere un anno scolastico in Costa Rica. Per dieci mesi ha vissuto con una famiglia ospitante, frequentato una scuola locale e si è immersa in una cultura completamente diversa dalla propria, imparando a confrontarsi ogni giorno con nuove abitudini, una nuova lingua e un nuovo modo di guardare il mondo. A quasi dieci anni dal suo rientro, Alice racconta quell’esperienza come uno dei momenti più importanti del proprio percorso di vita: “C’è un prima e un dopo Intercultura”, osserva. “È stato un punto di svolta che mi ha aiutata a capire chi fossi, cosa volevo fare e quale direzione dare al mio futuro. Quando parti impari a cavartela da sola, a gestire l’imprevisto, ad adattarti. Sono competenze che oggi mi accompagnano ogni giorno, sia nella vita personale sia nel lavoro”.

“Senza il sostegno di Barilla probabilmente non sarei partita, o almeno, non per così tanto”, racconta Alice, figlia di un lavoratore dell’azienda alimentare. “Sono cresciuta vedendo quanto questa azienda fosse importante per mia mamma e, in un certo senso, è sempre stata presente anche nella mia vita. Ho vissuto questa opportunità come un gesto di grande attenzione da parte di Barilla non solo nei confronti delle proprie Persone, ma anche delle loro famiglie. È per questo che provo ancora oggi un profondo senso di gratitudine. È un viaggio che ti lascia strumenti che continuano ad accompagnarti anche nei momenti più difficili della vita. Non è solo un viaggio per conoscere un altro Paese, ma soprattutto per conoscere meglio se stessi”.
Varie indagini confermano il valore di queste esperienze: chi parte con Intercultura sviluppa in media con maggiore facilità competenze linguistiche e trasversali, affronta con più sicurezza il proprio percorso di studio e professionale e dimostra una maggiore propensione ad operare in contesti internazionali. Tra gli ex partecipanti, il 74% dichiara di affrontare positivamente il cambiamento e il 51% lavora in aziende multinazionali o in contesti internazionali. Che si tratti di un investimento capace di generare valore è confermato anche da uno studio di Social Return on Investment realizzato da Human Foundation: ogni euro investito nei programmi educativi produce 3,13 euro di valore sociale, considerando gli impatti positivi sulla crescita personale dei partecipanti, sulle loro competenze e sulle opportunità future.