Bari, un pino abbattuto diventa un caso. Il Comune: «È per la sicurezza»

La notizia è rimbalzata per tutta la mattinata di ieri sui social e sulle chat dei gruppi cittadini: «Per colpa del cantiere del Brt stanno abbattendo in questo momento l’ennesimo pino in viale Papa Giovanni XXIII». Sul posto si è precipitato anche il gruppo dei consiglieri di Fratelli d’Italia del Municipio 2 che hanno girato un video-denuncia a nome di commercianti e residenti, in cui lamentavano la scarsa attenzione per il verde dell’attuale amministrazione comunale. Il crescente malcontento e la preoccupazione per la salute delle alberature cittadine, che va avanti da giorni a colpi di post social, ha spinto il Comune a intervenire. Per smentire «una notizia priva di fondamento secondo cui l’abbattimento del pino in viale papa Giovanni XXIII sarebbe collegato ai lavori del Brt», specificano in una nota.

La risposta

«Si tratta di un’informazione falsa – spiegano ancora da Palazzo di città - L’intervento riguarda esclusivamente un albero già da tempo monitorato dai tecnici comunali perché presentava un quadro di progressivo cedimento. Il pino, pur essendo inclinato da anni e gestito con interventi conservativi, ha mostrato recentemente segnali compatibili con un cedimento in atto, tra cui modifiche dell’inclinazione, sollevamento della zolla e una ridotta capacità di reazione strutturale. In queste condizioni, soprattutto trattandosi di un esemplare posto a bordo strada, non esistono interventi di tutoraggio o consolidamento che possano garantire la sicurezza. L’abbattimento è quindi disposto esclusivamente per ragioni di pubblica incolumità e non ha alcuna relazione con il cantiere del Brt». Anche nella relazione dei tecnici sull’albero in questione si legge il verdetto: «Difetti gravi e palesi che indicano un fattore di sicurezza ormai quasi esaurito; l'abbattimento è l'unica prescrizione possibile». Quanto successo ieri è solo l’ultimo capitolo di uno scontro tra gruppi ambientalisti e amministrazione comunale, iniziato dopo che alcuni alberi sono stati effettivamente rimossi per fare spazio ai cantieri lungo il tracciato percorso dal Bus rapid transit. Anche in questo caso il Comune è stato costretto a intervenire e fornire dettagli per rassicurare la cittadinanza. Lungo gli oltre 38 chilometri di carreggiata stradale interessata dal Brt ci sono circa 700 alberi, e di questi (al termine dei lavori) ne saranno abbattuti complessivamente 83 «tutti concordati con il Settore comunale Giardini a esito di specifici sopralluoghi», sostengono dal Comune. Gli abbattimenti sono necessari per evitare interferenze lungo il percorso del Bus Rapid Transit, o in presenza di esemplari malati. In altri casi, invece, è stata accertata l’instabilità degli alberi, e dunque il rischio per l’incolumità pubblica. Si è proceduto (o si procederà) all’abbattimento solo nei casi di incompatibilità totale con la realizzazione del progetto o con la tutela della sicurezza pubblica. Rispetto agli abbattimenti previsti, di contro, sono stati salvati numerosi alberi, come per esempio otto esemplari in piazza Massari e tre sullo spartitraffico di via di Maratona. Oltre a diverse compensazioni di verde che sono previste su tutto il territorio cittadino. Sul fronte della tutela dell’ambiente, l’amministrazione ha voluto anche ricordare che «il progetto Brt, prevede la piantumazione di alberi e numerose essenze nei pressi dei capolinea e delle pensiline, e consentirà di sottrarre al traffico urbano 3mila auto l’ora: il sistema di trasporto rapido di massa con i nuovi bus elettrici sarà in grado di ridurre la produzione di Co2 mediamente di 72 tonnellate l’ora, 1296 tonnellate al giorno e 473.040 tonnellate l’anno, pari al contributo di 67.400 pini». In arrivo c’è anche un nuovo piano del verde e del clima che dovrebbe essere completato entro il 2026, per aumentare non solo la dotazione di verde pro-capite, ma anche la sua qualità. Intanto la mobilitazione continua e il 20 luglio, in concomitanza con la convocazione alle 16 del consiglio comunale monotematico richiesto dal centrodestra per fare il punto in aula dei cantieri e delle scadenze legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza, diverse associazioni ambientaliste e privati cittadini hanno organizzato una manifestazione di protesta. ©