Bari si candida a Capitale europea del piccolo commercio 2027: inviato il dossier a Bruxelles
Il Comune ci prova e come unica città in Puglia candida Bari a capitale europea del piccolo commercio 2027. Lo ha deciso la giunta che ha già inviato il dossier per la candidatura nei giorni scorsi. L’obiettivo è di «rafforzare il ruolo del commercio urbano nelle politiche di sviluppo della città e promuoverne il riconoscimento nel contesto europeo delle economie di prossimità», si legge nella delibera.
La sfida
Il programma "Capitali europee del piccolo commercio" (European Capital of Small Retail – ECoSR) è un'iniziativa dell'Unione europea, proposta dal Parlamento europeo su impulso di una petizione dei cittadini e attuata dal Consiglio europeo per l'innovazione e dall'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese; l'iniziativa è volta a riconoscere, premiare e promuovere le città che si distinguono nel sostenere il piccolo commercio al dettaglio e nel favorire la vitalità dei propri centri urbani, quale leva fondamentale per la coesione sociale, la preservazione dell'identità culturale e la resilienza economica dei quartieri. Attraverso il concorso, il programma persegue i seguenti obiettivi: valorizzare sistemi di supporto esemplari per i piccoli commercianti; evidenziare percorsi di transizione digitale e verde nel settore del commercio al dettaglio; promuovere lo scambio di buone pratiche tra autorità locali; sensibilizzare l'opinione pubblica sull'impatto economico e sociale del settore.
La Commissione europea, in ragione del crescente interesse suscitato dal programma e dei risultati conseguiti nell'edizione 2026, ha quindi pubblicato un nuovo bando per l'assegnazione del titolo di Capitale europea del piccolo commercio – Edizione 2027, con termine perentorio per la presentazione delle candidature fissato al 9 ottobre alle ore 12, al quale il Comune di Bari ha deciso appunto di partecipare.
La candidatura
La candidatura si fonda sul lavoro sviluppato in questi anni attraverso il programma d_Bari, il sistema di politiche comunali dedicato al commercio urbano, che ha sostenuto centinaia di attività commerciali e promosso interventi su negozi, strade, mercati. Da questo complesso percorso sono nate misure concrete come “Un negozio non è solo un negozio”; “Impresa Prossima”; “Bari Artigiana”; “Scuola Barese del Commercio”; “Strade Vive”.
Le finaliste
A novembre si conosceranno le 9 finaliste che dovranno sviluppare un progetto da presentare alla giuria. Il nome del vincitore sarà comunicato a Bruxelles tra gennaio e febbraio prossimi.
«Questa candidatura costituisce una sfida importante per la città di Bari – aveva detto nei mesi scorsi il sindaco Vito Leccese - ma ciò che conta ancora di più è il percorso che ci conduce a questa scelta e che punta a rileggere e valorizzare una vocazione identitaria della nostra città. Il commercio, infatti, non è più quello di trent’anni fa. Non vogliamo restare a guardare questo cambiamento né limitarci a raccontarlo con nostalgia. Ci sono aree della città che vivono difficoltà e processi di desertificazione commerciale che non possiamo ignorare, ma accanto a queste esiste una Bari che investe, apre attività, innova, sperimenta nuovi modelli e costruisce comunità. Per questo - aveva detto Leccese - non vogliamo difendere il commercio di ieri, ma accompagnare e costruire quello di domani».
Sul progetto si è impegnato in prima persona l’assessore allo Sviluppo economico, Pietro Petruzzelli che in estate, quando fu presentata la volontà di Bari di concorrere a capitale europea aveva detto: «Questo è un modo per accendere i riflettori sulla nostra città e su ciò che finora abbiamo realizzato. Negli ultimi anni abbiamo investito più di 12 milioni di euro per innovare il settore, ora intendiamo alzare l’asticella perché crediamo fermamente siano ancora tante le azioni possibili da realizzare. Se il commercio cresce, cresce la nostra stessa comunità».