Bancomat per pagare il caffè, ecco il cartello che ricorda di saldare: «Se chiede il Pin ma il cliente si è già allontanato, il conto lo paga il bar»
PORDENONE - Ormai pagare anche un caffè o un gelato da poco più di 1 euro con carta di credito o bancomat è diventato la normalità. Sempre più spesso, però, anche per importi particolarmente piccoli come questi viene richiesto il Pin per completare la transazione. Un dettaglio che, nella fretta, può sfuggire sia a chi paga sia, soprattutto, a chi sta dall’altra parte del bancone. Così, giorno dopo giorno, le operazioni non completate si moltiplicano e, alla fine del mese, per gli esercenti il mancato incasso può diventare significativo.
Bisogna quindi correre ai ripari. C’è chi si affida a un richiamo verbale, con la barista o il gelataio di turno che, pur nella confusione del lavoro, invita il cliente ad attendere: «Aspetti un attimo che l’operazione vada a buon fine, grazie. Tutto a posto, buona giornata».
Il cartello
Altri, come il bar Dersut in piazza XX Settembre, scelgono invece di affidarsi a un avviso posizionato accanto alla cassa, che recita: «Per i pagamenti con carte si prega la gentile clientela di attendere l’ok dell’operatore per conferma dell’avvenuto pagamento. Grazie per la collaborazione». Una novità che ha sorpreso gli avventori del locale, che però hanno compreso immediatamente la richiesta, anche perché attendere qualche secondo in più non compromette l’economia di una giornata, ma può consentire di rendere migliore quella del gestore dell’esercizio.
«Purtroppo succede sempre più spesso che, nella fretta, i clienti sentano il primo segnale acustico di accettazione della carta e pensino che l’operazione sia conclusa – spiegano dal Dersut –. Invece, sempre più spesso viene richiesto il Pin. A volte ce ne accorgiamo in tempo e richiamiamo il cliente, altre volte, nella confusione del lavoro, ce ne rendiamo conto solamente quando è troppo tardi e il cliente è già andato via».
Una disattenzione che può sembrare di poco conto, soprattutto quando si tratta di pochi euro, ma che, se ripetuta nel tempo, finisce per incidere sugli incassi degli esercenti. Caffè, gelati e piccole consumazioni che restano di fatto non pagati, sommati giorno dopo giorno, possono infatti tradursi in un ammanco significativo a fine mese, con ripercussioni sui bilanci delle attività. La soluzione resta solamente una: un po’ di pazienza, anche quando il tempo è tiranno.
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