Bagni all’Ortobene? Un incubo  - L'Unione Sarda.it

Il caso.

18 luglio 2026 alle 00:45

Servizi igienici assenti, solo un impianto chimico vicino alla statua 

L’unico bagno pubblico realmente utilizzabile al monte Ortobene è un gabbiotto chimico in plastica, sistemato ai piedi del Redentore. Rosso e verde, un pugno nell’occhio, presenza che stona con il contesto della Zes: la camminata in granito, i lecci e la lapide che ricorda la dedica della statua realizzata da Jerace. Ci si imbatte senza sapere che c’è mentre si decide di andare a visitare la statua in bronzo. Non è segnalato e si trova lungo lo stradello che conduce alla statua. Una soluzione di fortuna che, per molti visitatori, rappresenta l’unica alternativa ai servizi igienici, ormai in condizioni tali da renderli inutilizzabili.

Il degrado

Chi frequenta il parco e vede l’indicazione di bagni pubblici poco distanti dalla casermetta della polizia locale, infatti, ha una brutta sorpresa: si presentano come un vero e proprio film dell’orrore. Avvicinandosi si percepisce il ronzio delle mosche. Dentro è peggio. All’interno regnano sporcizia e degrado, mentre all’esterno il terreno è coperto da un tappeto di fazzoletti di carta. Chi segue il cartello che indica i servizi, dopo aver percorso una ventina di metri lungo una stradina, non trova altra alternativa che farla fuori. Si nasconde dietro il caseggiato verde e agisce per necessità.

«È un servizio imbarazzante», commentano due turisti trentini con casa vacanze a La Maddalena che martedì hanno scelto di arrivare in cima all’Ortobene. «Un parco fantastico – dicono – ma manca di servizi». Detto da chi con la montagna ha creato un’industria che rispetta l’ambiente deve essere un monito.

Dello stesso avviso anche Paola Carta, nuorese che vive a Olbia, ritornata sul Monte insieme al padre novantenne. «Mio padre ha 90 anni. Posso entrare una volta in un bar e usufruire del bagno prendendo un caffè, ma se le persone sono due, tre o quattro? Non è una soluzione». Il problema va oltre il semplice disagio. Se l’obiettivo è fare del monte Ortobene una destinazione turistica sempre più attrattiva non si può pensare di demandare un servizio essenziale come i bagni pubblici ai due bar presenti nell’area. I servizi igienici con l’affluenza di questi giorni devono essere garantiti dall’amministrazione e disponibili per tutti, indipendentemente dal fatto che si consumi o meno in un esercizio commerciale.

Se il monte vuole crescere

Martedì il parco era affollato: duecento ragazzi e tre pullman. Eppure, per tutti loro, le uniche possibilità erano i servizi dei bar o il bagno in plastica non segnalato. Un paradosso per uno dei luoghi simbolo di Nuoro, sul quale si punta per rilanciare il turismo. Il confronto con altre realtà è inevitabile. «A Laconi e a Tortolì funziona meglio», osserva Paola Carta. «A Olbia o Tempio vengono stanziate risorse. Bisogna imparare a offrire servizi: solo così un territorio diventa accogliente. Se dai servizi poi ottieni». Ma in città da anni è chiuso l’info point turistico di piazza Italia, e l’assenza di servizi nel suo principale richiamo naturalistico non rappresenta certo un bel biglietto da visita.

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