Azzate, sorpresi in casa: ladri si fingono forze dell’ordine. Inscenata anche la raccolta di una denuncia
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Due abitazioni vicine e una messinscena studiata sul momento per guadagnare tempo e dileguarsi. È la dinamica, ancora da ricostruire dei furti avvenuti nella zona di via Colli, dove alcuni malviventi sarebbero riusciti a sottrarre diversi oggetti prima di far perdere le proprie tracce

Ladri si sono spacciati per carabinieri dopo essere stati scoperti in un’abitazione

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AZZATE
Due abitazioni vicine, entrambe appartenenti a familiari, e una messinscena studiata sul momento per guadagnare tempo e dileguarsi. È la dinamica, ancora da ricostruire dei furti avvenuti ad Azzate, nella zona di via Colli, dove alcuni malviventi sarebbero riusciti a sottrarre diversi oggetti prima di far perdere le proprie tracce. La vicenda si è sviluppata in due momenti distinti. Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero raggiunto inizialmente una delle abitazioni, riuscendo a introdursi all’interno e a impossessarsi di alcuni beni.
Lo stratagemma
Successivamente si sarebbero spostati nella casa attigua, approfittando della vicinanza tra i due immobili e della facilità di accesso. Proprio mentre erano ancora impegnati a cercare qualcosa da rubare, però, si sono trovati di fronte al rientro della proprietaria. È a quel punto che sarebbe scattato lo stratagemma. Anziché tentare una fuga i responsabili si sarebbero qualificati come appartenenti alle forze dell’ordine, raccontando alla donna che nell’abitazione vicina era appena stato commesso un furto. Non solo: avrebbero persino simulato la raccolta di una denuncia, costruendo una situazione credibile da consentire loro di prendere tempo e allontanarsi senza destare immediatamente sospetti.
Preoccupazione tra i residenti
L’episodio ha suscitato preoccupazione tra i residenti ed è stato segnalato dal gruppo di Controllo del vicinato attraverso un messaggio rilanciato dall’amministrazione comunale. Nel primo avviso si parlava di malviventi “travestiti da Carabinieri”, ma una successiva ricostruzione ha precisato che non sarebbero entrati nelle abitazioni già camuffati da militari: la falsa identificazione sarebbe stata improvvisata soltanto dopo essere stati sorpresi dalla proprietaria. Una dinamica che ha coinvolto due abitazioni della stessa famiglia e che riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle zone residenziali, dove la conoscenza tra vicini e la capacità di riconoscere tempestivamente situazioni anomale possono fare la differenza.
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