Avvelenate con la ricina, interrogate altre due donne: cosa è stato trovato nelle perquisizioni. La Procura smentisce la svolta: «Nessun computer né indirizzo Ip»
Quella di venerdì 2 ottobre è stata un'altra giornata intensa nell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15, avvelenate con la ricina nei giorni a ridosso del Natale 2025. Nuovi interrogatori, ulteriori dettagli sugli oggetti acquisiti durante le perquisizioni e, soprattutto, una smentita netta arrivata dagli investigatori su quella che per alcune ore era sembrata una possibile svolta: non è stato individuato alcun computer né alcun indirizzo Ip riconducibile a ricerche online sulla ricina.
Il giallo di Pietracatella, dunque, resta aperto. A nove mesi dal duplice omicidio, gli investigatori continuano a ricostruire rapporti, contatti e movimenti attorno alla famiglia Di Vita, mentre dalla Germania sono attesi risultati che potrebbero fornire elementi importanti per capire dove fosse presente la sostanza tossica e come possa essere entrata in contatto con le vittime.
I nuovi interrogatori
Nella giornata di ieri, 2 ottobre, in Questura sono state ascoltate altre due donne. Si tratta di parenti di una coppia di Pietracatella legata da rapporti di amicizia alla famiglia Di Vita. Gli interrogatori rientrano nella lunga attività investigativa portata avanti dalla Squadra Mobile di Campobasso per ricostruire quanto accaduto nei giorni precedenti all'avvelenamento di Antonella e Sara.
Proprio mentre venivano raccolte queste nuove deposizioni, ha iniziato a circolare un'indiscrezione destinata ad attirare immediatamente l'attenzione: sarebbe stato identificato un computer, collegato nell'area di Pietracatella, dal quale qualcuno avrebbe effettuato una ricerca su internet relativa alla preparazione della ricina in polvere. Una ricostruzione che avrebbe potuto imprimere una direzione completamente nuova all'inchiesta. Ma la notizia è stata smentita nel giro di poche ore.
La presunta ricerca sulla ricina: la smentita della Procura
A fermare le indiscrezioni è stata direttamente la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta. Alla richiesta di chiarimenti dei giornalisti ha risposto con una parola inequivocabile: «Smentisco». Sulla stessa linea il capo della Squadra Mobile di Campobasso, Marco Graziano: «Anche io, come la procuratrice, non ho notizie in tal senso».
Allo stato delle informazioni rese pubbliche dagli inquirenti, quindi, non risultano individuati né un computer né un indirizzo Ip collegati a ricerche sul web riguardanti la ricina.
Un particolare importante perché separa gli elementi effettivamente acquisiti dagli investigatori dalle indiscrezioni circolate nelle ultime ore.Cosa è stato acquisito durante le perquisizioni
Nella stessa giornata sono emersi anche nuovi particolari sulle perquisizioni effettuate nei due studi professionali di Gianni Di Vita e nella sua nuova abitazione a Pietracatella. Secondo quanto rivelato dal Tg1, tra gli oggetti prelevati dagli investigatori figura la borsa di Antonella Di Ielsi, al cui interno sarebbero state trovate fotografie delle figlie e appunti di lavoro.
Sono stati acquisiti anche un telefono cellulare, una chiavetta Usb e una copia del romanzo dello scrittore molisano Giose Rimanelli Tiro al piccione. L'acquisizione di questi oggetti rientra negli accertamenti investigativi in corso e, al momento, non vengono indicati elementi che consentano di attribuire loro uno specifico significato nella dinamica del duplice omicidio.
Le risposte attese dalla Germania
Una parte decisiva degli accertamenti si sta svolgendo lontano dal Molise. Gli investigatori attendono infatti i risultati delle analisi effettuate dal Robert Koch Institute di Berlino. Gli esami devono verificare l'eventuale presenza di ricina sui reperti e sugli alimenti prelevati nell'abitazione di Pietracatella. Risposte considerate importanti per ricostruire il percorso della sostanza che ha provocato la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Nel frattempo l'attività investigativa continua. Nei prossimi giorni sono previsti altri interrogatori in Questura e non vengono escluse ulteriori perquisizioni.
Ultimo aggiornamento: sabato 3 ottobre 2026, 08:24
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