Autovelox, stangata lungo le Statali: nel 2025 multe per 10 milioni di euro. In testa la Lecce-Gallipoli

di Mattia CHETTA
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lunedì 21 settembre 2026, 08:05 - Ultimo aggiornamento: 08:07
Un attimo di distrazione, occhi sul display dello smartphone o il piede troppo pesante sull’acceleratore. E sulle strade del Salento scatta la sanzione. Tra autovelox lungo le Statali e controlli della Polizia locale, il 2025 si è chiuso con un bilancio pesante per gli automobilisti indisciplinati: i Comuni di Lecce, Trepuzzi, Cavallino e Galatina, insieme alla Provincia di Lecce, hanno incassato quasi 15 milioni di euro tra multe per violazioni al Codice della Strada e sanzioni rilevate dai dispositivi elettronici. Una parte dei proventi, come previsto dalla normativa, viene destinata alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, al rifacimento e al potenziamento della segnaletica, nonché all’installazione e alla manutenzione di barriere protettive e di altri dispositivi volti a garantire la sicurezza degli utenti della strada.
Nel dettaglio, il totale complessivo ammonta a 14.757.578,56 euro.
Di questi, 9.868.189,11 euro derivano dagli autovelox, mentre altri 4.889.389,45 euro arrivano dalle sanzioni “ordinarie”: divieti di sosta, ticket non pagati per le strisce blu, passaggi con il rosso, ingressi non autorizzati nelle Zone a traffico limitato, uso del cellulare alla guida, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e, nei casi più gravi, guida in stato di ebbrezza. A guidare la classifica è il Comune di Galatina dove nel 2025 l’autovelox lungo la Statale 101 ha fatto incassare al Comune 5.365.679,87 euro. Segue Trepuzzi: nel 2025 introiti per 1.992.530,13 euro dai dispositivi installati lungo la Statale 613 (Brindisi-Lecce). Più contenuti gli introiti del Comune di Cavallino: multe per un totale di 897.676,07 euro. Segue Lecce con 830.623,64 euro incassati dai rilevatori di velocità installati lungo la Tangenziale Est. A questi numeri si aggiungono infine quelli della Provincia di Lecce che per il 2025 dichiara 781.679,40 euro provenienti dagli autovelox installati lungo l’asse Lecce–Villa Convento–Novoli. Numeri destinati, inevitabilmente, a riaccendere le polemiche sull’utilizzo degli autovelox. Per le amministrazioni sono strumenti indispensabili per garantire la sicurezza stradale; per molti automobilisti – e anche per diverse associazioni dei consumatori – rappresentano invece un vero e proprio bancomat per le casse pubbliche. Tra ricorsi, proteste e accuse di dispositivi “piazzati” nei punti più redditizi, il dibattito rimane apertissimo. Nel frattempo, però, gli occhi elettronici continuano a immortalare migliaia di conducenti ogni giorno lungo le arterie più trafficate del Salento. Intanto, come documentano le Polizie locali nelle relazioni che ogni anno vengono obbligatoriamente inviate al Dipartimento per gli Affari interni e territoriali, una parte consistente dei proventi viene reinvestita proprio nella sicurezza stradale. L’articolo 208 del Codice della Strada impone infatti agli enti di destinare il 50% degli incassi a finalità precise. Almeno il 25% di quella quota – pari al 12,5% del totale – deve essere utilizzato per sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica stradale. Un altro 25% – sempre pari al 12,5% del totale – deve finanziare il potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle violazioni, anche attraverso l’acquisto di mezzi, attrezzature e veicoli per i corpi di Polizia locale. Il restante 50% della quota vincolata, cioè il 25% dell’intero incasso, può invece essere impiegato per altri interventi legati alla sicurezza stradale: manutenzione delle strade, rifacimento degli asfalti, barriere di sicurezza, illuminazione pubblica, piste ciclabili, attraversamenti pedonali protetti e rimozione delle barriere architettoniche. Non solo. Le risorse possono finanziare anche corsi di educazione stradale nelle scuole e forme di assistenza e previdenza integrativa per gli agenti della Polizia locale. Intanto, si attendono le prime sentenze a seguito del decreto firmato lo scorso giugno (entrato in vigore il 12 luglio scorso) dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matte Salvini. Il provvedimento punta a fare chiarezza sulla distinzione tra approvazione e omologazione dei dispositivi, all’origine di numerose contestazioni e contenziosi. Nel 2024 la Cassazione aveva dichiarato invalide le multe ancora non pagate elevate con dispositivi privi della documentazione di omologazione.
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