Auto sotto sequestro e confisca: cosa accade e come funziona?

Guida pratica all’art 213: differenze tra sequestro e confisca, doveri del custode, sanzioni per guida abusiva, rischi penali e ricorso al Prefetto.

Quando si commette una violazione grave al volante, le conseguenze non si limitano sempre al pagamento di una somma di denaro o alla decurtazione dei punti. Esistono situazioni in cui la legge prevede che il conducente venga privato della sua automobile. Il Codice della Strada, recentemente riformato dal D.L. 113/2018 (convertito nella L. 132/2018), ha riscritto le regole del gioco rendendo fondamentale capire la differenza tra una misura temporanea e la perdita definitiva del mezzo. Molti automobilisti si chiedono, infatti cosa accade se l’auto è sotto sequestro e come funziona questa misura sul veicolo. Per rispondere, dobbiamo analizzare l’articolo 213, che disciplina queste procedure. Non si tratta solo di burocrazia, ma di capire quali sono i propri doveri quando si viene nominati custodi del proprio bene e quali rischi si corrono se si decide di ignorare i sigilli apposti dalla polizia. In questo articolo spiegheremo con chiarezza tutti i passaggi, dalla contestazione su strada fino all’eventuale vendita del bene da parte dello Stato o alla sua restituzione.

Indice

  • Cosa significano sequestro e confisca amministrativa?
  • Cosa succede al momento del controllo di polizia?
  • Posso rifiutarmi di custodire il veicolo sequestrato?
  • Che succede se il proprietario non è presente al fatto?
  • Chi paga le spese e come si conclude l’iter?
  • Come posso oppormi al sequestro del mezzo?
  • Cosa rischio se guido un veicolo sotto sequestro?
  • Guidare l’auto sequestrata ha conseguenze penali?
  • Il veicolo viene confiscato se appartiene a un estraneo?

Cosa significano sequestro e confisca amministrativa?

Per comprendere la regola, dobbiamo distinguere due concetti base. La misura cautelare del sequestro amministrativo è una situazione provvisoria: le autorità tolgono al proprietario la disponibilità del bene, ma non per sempre, almeno non subito. Questa misura è obbligatoria e serve a “congelare” la situazione: si impedisce che il veicolo venga usato ancora, garantendo che rimanga intatto in attesa della decisione finale. Lo scopo è conservare il mezzo affinché possa essere, eventualmente, confiscato.

La sanzione accessoria della confisca amministrativa, invece, è il passo successivo e definitivo. Qui avviene l’espropriazione: la Pubblica Amministrazione diventa proprietaria del veicolo a titolo originario e senza pagare nulla. Il vecchio proprietario perde tutto. Questa misura serve a prevenire nuovi illeciti togliendo di mezzo lo strumento usato per commettere la violazione (il veicolo) e colpisce il patrimonio del trasgressore in modo simile a una multa salata.

Non tutte le infrazioni portano alla confisca. La norma elenca una serie precisa di violazioni gravi che fanno scattare questa procedura. Si tratta di ipotesi tassative previste dagli articoli del Codice della Strada: 7 c. 15-bis; 9-bis c.5; 9-ter c. 3; 45 cc. 9 e 9-ter; 67 c. 7; 70 c. 5; 77 c. 3-bis; 80 c. 14; 86 c. 2; 93 c. 7 e 7-bis; 97 c. 14; 98 c. 4; 99 c. 5; 100 c. 15; 101 c. 6; 116 c. 17; 132 c. 5; 134 c. 2; 168 c. 8-bis; 171 c. 5; 172 c. 13; 176 c. 22; 186 c. 2 lett. c) e 7; 186-bis c. 6; 187 c. 1; 193 c. 4 e 4-bis; 214 c. 8; 216 c. 6; 217 c. 6; 218 c. 6.

Inoltre, è sempre disposta la confisca obbligatoria (ai sensi del comma 4) se il veicolo è stato usato per commettere un reato non stradale, e questo vale sia che il conducente sia maggiorenne sia che sia minorenne.

Cosa succede al momento del controllo di polizia?

Quando l’organo di polizia accerta una delle violazioni sopra elencate, fa scattare il sequestro scrivendolo nel verbale. A questo punto, il veicolo non può essere abbandonato in strada. La legge (comma 2) prevede che il proprietario, o in sua assenza il conducente (o un altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196), venga nominato custode.

Il custode ha un obbligo preciso: deve portare il veicolo in un luogo di cui ha la disponibilità (come un posto auto privato o un garage) o in un altro luogo non accessibile al pubblico, a proprie spese. Il trasporto deve avvenire in sicurezza. La polizia ritira il documento di circolazione e applica sul veicolo una segnalazione visibile (i sigilli) che indica lo stato di sequestro.

Posso rifiutarmi di custodire il veicolo sequestrato?

Rifiutarsi di trasportare o custodire il mezzo è una pessima idea. Il comma 5 stabilisce conseguenze molto pesanti: si applica una sanzione pecuniaria da 1.814 a 7.261 euro e la sospensione della patente da 1 a 3 mesi (secondo l’art. 218).

Se il custode rifiuta, o se il veicolo è guidato da un minorenne (in questo caso la custodia spetta ai genitori o a un maggiorenne delegato) e questi non possono occuparsene, la polizia dispone l’immediata rimozione del veicolo. Il mezzo viene trasportato da un soggetto autorizzato (chiamato custode-acquirente).

Attenzione ai tempi introdotti dalla L. 156/2021 (che converte il D.L. 121/2021): la polizia pubblica sul sito della prefettura l’avviso di deposito. Se l’avente diritto non assume la custodia entro 5 giorni pagando le spese, il veicolo viene alienato (venduto) o rottamato. I soldi ricavati finiscono in un conto statale: se alla fine del processo ci sarà confisca, lo Stato terrà i soldi; se ci sarà restituzione, i soldi torneranno al proprietario.

Che succede se il proprietario non è presente al fatto?

Può capitare che il veicolo venga sequestrato mentre il proprietario non c’è e non è possibile rintracciare nessuno. In questo caso, grazie alle modifiche della L. 156/2021 (conversione del D.L. 121/2021), il verbale viene notificato al proprietario senza ritardo.

Contestualmente, la polizia pubblica un avviso nell’albo pretorio del comune dove è avvenuta la violazione. Se ci sono difficoltà oggettive a notificare l’atto, la notifica si considera eseguita automaticamente il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione sull’albo. Questo meccanismo serve a evitare che i veicoli restino depositati per anni senza un responsabile.

Chi paga le spese e come si conclude l’iter?

Se il custode non appartiene alle forze di polizia, le spese di custodia vengono anticipate dall’amministrazione di appartenenza dell’agente accertatore (comma 3). La prefettura liquida le somme. Una volta che la confisca diventa definitiva, la palla passa all’Agenzia del demanio, che gestirà i pagamenti.

Dopo che il provvedimento di confisca è diventato definitivo, passati 30 giorni, il custode deve trasferire il veicolo nel luogo indicato dal prefetto. Se non lo fa, ci pensa la polizia a spese del custode stesso, che rischia anche una denuncia.

Le comunicazioni tra gli uffici (Ministero dell’Interno e Agenzia del Demanio) avvengono secondo modalità telematiche stabilite da decreto dirigenziale (comma 6). Infine, il Prefetto comunica la confisca al P.R.A. per aggiornare i registri pubblici (comma 10).

Come posso oppormi al sequestro del mezzo?

Il cittadino ha diritto di difendersi. Contro il sequestro è possibile fare ricorso al Prefetto entro 60 giorni (art. 203). Ci sono due scenari possibili descritti dal comma 7:

a) il ricorso viene accolto perché l’accertamento era infondato: si dispone il dissequestro e la restituzione del veicolo (o della somma se è già stato venduto);123456

b) il ricorso viene rigettato: il sequestro è confermato.789101112

La confisca vera e propria viene disposta dal Prefetto con l’ordinanza-ingiunzione (art. 204) o con un atto separato. Questo 13documento vale anche come t14itolo esecutivo per farsi rimbor15sare le spese di carro attrezzi 16e custodia.1718

Cosa rischio se guido un veicolo sotto sequestro?

Guidare un’auto che doveva restare ferma è gravissimo. Il comma 8 punisce il custode che circola abusivamente (o permette ad altri di farlo) con una sanzione da 1.984 a 7.937 euro. È prevista anche la sanzione accessoria della revoca della patente (art. 219).

Tuttavia, bisogna segnalare una novità importante introdotta dalla Consulta (sent. n. 246 del 9/12/2022). La Corte Costituzionale ha stabilito che la revoca della patente non deve essere un automatismo cieco (“si applica”), ma una possibilità valutata caso per caso (“può essere applicata”). Questo per rispettare il principio di proporzionalità (art. 3 Cost.): l’autorità deve valutare la gravità del caso concreto prima di togliere la patente.

Guidare l’auto sequestrata ha conseguenze penali?

Molti temono il carcere in questi casi. La giurisprudenza (Cass. Pen., Sez. Un., 28/10/2010, n. 1963) ha chiarito che, per il principio di specialità (art. 9 L. 689/1981), circolare con il veicolo sequestrato è solo un illecito amministrativo (art. 213) e non un reato (art. 334 c.p.). La conseguenza pratica è che la polizia rimuove il veicolo e lo porta via.

Attenzione, però: se il custode compie azioni diverse dalla semplice guida, come nascondere il veicolo, sottrarlo o trasferirlo in un luogo diverso senza autorizzazione per impedire alla polizia di trovarlo, allora commette reato. In questo caso si applica l’art. 334 c.p. (sottrazione di cose sottoposte a sequestro), come confermato dalla Cassazione (sez. II, 9/8/2021, n. 31216).

Il veicolo viene confiscato se appartiene a un estraneo?

C’è una tutela importante per chi non c’entra nulla con l’infrazione. Il comma 9 specifica che la sanzione della confisca non si applica se il veicolo appartiene a una persona estranea alla violazione amministrativa. La regola generale è che lo Stato non può espropriare beni di terzi innocenti. Se il proprietario è diverso dal trasgressore, potrà opporsi al provvedimento per salvare la sua auto.