Auto, Pomigliano riparte aspettando la nuova E-car
Vento del Sud, soprattutto. Più forte a Melfi, meno intenso ma sufficiente a far ripartire Pomigliano e la Panda, costante a Pratola Serra, in Irpinia, la capitale dei motori dei veicoli commerciali. Di sicuro, passa da qui (e in parte anche da Mirafiori) il ritorno alla crescita dei volumi produttivi del Gruppo Stellantis in Italia al terzo trimestre 2026. Non è ancora quella annunciata dall’azienda ai tavoli ministeriali, fa notare la Fim Cisl nel consueto aggiornamento trimestrale sui risultati produttivi, ricordando che a fine anno si arriverà a circa 450mila veicoli complessivi, di cui “solo” 250mila auto, ben lontano dal milione indicato a suo tempo. Ma il +28,3% della produzione complessiva dei primi 9 mesi rispetto allo stesso periodo del 2025 (+36,7% per le autovetture) è un dato di fatto perché segna un’inversione di tendenza, ancorché frenata ad ottobre «dai fermi produttivi per mancanza di materiale e per minori ordinativi», con ricorso alla Cassa Integrazione per due settimane, e dalle pesanti incognite sul futuro di Cassino.
E se a Melfi la Jeep Compass permette al sito lucano un significativo +77,2% (dopo il clamoroso-47% di un anno fa), in Campania tra Panda e Tonale la produzione del 3° trimestre riesce a crescere di volumi rispetto ai primi 9 mesi del 2025 (-21% il dato di quell’anno), confermando allo stabilimento intitolato a Giovan Battista Vico il ruolo di leader tra gli impianti Stellantis in Italia. Al terzo trimestre, infatti, a Pomigliano (3.590 lavoratori) la produzione complessiva ha raggiunto 103.500 unità, di cui 92.000 Fiat Panda e 11.500 Alfa Romeo Tonale, mentre risulta ancora ferma la produzione del SUV Dodge Hornet, destinato al mercato nordamericano.
LO SCENARIO
Il dato non era scontato anche perché nel sito «è attualmente attivo il Contratto di Solidarietà in deroga come ammortizzatore sociale. La media giornaliera dei lavoratori coinvolti nella riduzione di attività è pari a circa 520 unità quando la produzione è attiva su tutti i modelli – spiega Fim Cisl -. Sulle linee Tonale/Hornet sono stati effettuati 68 giorni di CDS collettiva, con il coinvolgimento di circa 1.050 lavoratori per ciascuna giornata di fermo produttivo. Per il modello Fiat Panda si registrano invece 34 giorni di CDS collettiva, determinati anche dalla necessità di adeguare l’organizzazione produttiva ai ridotti volumi della gamma Tonale».
In questo scenario, Fiat Panda continua a rappresentare il modello trainante di Pomigliano mentre Tonale, pur mantenendo la propria presenza produttiva, «continua a registrare volumi contenuti che hanno reso necessaria una revisione dell’organizzazione del lavoro». Di qui l’attesa per l’attuazione del piano industriale Stellantis che ha confermato la produzione della Pandina fino al 2030, insieme all’introduzione della nuova versione del modello, con prospettive di continuità anche oltre tale scadenza. Ma in quel piano la vera novità è rappresentata dall’arrivo entro il 2028 della nuova piattaforma e-Car, sulla quale verranno prodotti tre nuovi modelli. «Si tratta di vetture piccole, elettriche ed ecologiche, rigorosamente Made in Europe, pensate per dare slancio all’intera filiera industriale e rafforzare la competitività del Gruppo – spiega Ferdinando Uliano, leader della Fim Cisl -. La costante flessione dei volumi del modello Alfa Romeo Tonale, che sta determinando un utilizzo sempre più elevato degli ammortizzatori sociali, rende necessario anticipare l’avvio delle nuove piattaforme e-Car. E ciò sia per garantire la piena saturazione degli organici del plant di Pomigliano, sia per ridurre progressivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali e assicurare prospettive occupazionali e industriali stabili. In questa fase, l’accelerazione dei nuovi investimenti e delle future produzioni rappresenta una condizione fondamentale per salvaguardare l’occupazione, valorizzare le professionalità presenti nello stabilimento e garantire una prospettiva di piena sostenibilità produttiva per il sito di Pomigliano».
L’ALTRO FRONTE
Buone nuove, infine, da Pratola Serra (circa 1.450 addetti, con 70 trasfertisti provenienti dagli stabilimenti di Termoli, Cassino e Melfi). Tra gennaio e settembre i motori prodotti sono stati circa 380.000, di cui circa il 90% destinato ai veicoli commerciali e il restante 10% alle autovetture. Attualmente non è previsto alcun ammortizzatore sociale. È qui che nascono le motorizzazioni B 2.2 diesel Euro 6.4, che al momento rappresentano la versione diesel più ecologica per tutti i veicoli commerciali del Gruppo. Ma a partire dal 2029 sempre a Pratola Serra verrà prodotto un nuovo motore ibrido-diesel destinato anche in questo caso ad equipaggiare l’intera gamma dei veicoli commerciali targati Stellantis.