Attentato all’ex vicesindaco: la Prefettura valuta la scorta

L’attività investigativa che va avanti ininterrottamente da giorni. Il lavoro di coordinamento della Prefettura nel valutare particolari misure sul fronte del controllo del territorio e ma anche della protezione personale. A quasi una settimana dall’intimidazione subita dall’ex vicesindaco di Ostuni, Giuseppe Tanzarella (il 26 agosto sono stati esplosi almeno sette colpi di arma da fuoco contro il portoncino d’ingresso del condominio dove vive e le finestre del suo appartamento) si muove su più fronti la fase investigativa coordinata dalla Procura di Brindisi per risalire ai responsabili dell’episodio e ai mandanti. E la Prefettura attende i primi esiti delle indagini per stabilire se e quale misura di protezione adottare per garantire l’incolumità di Giuseppe Tanzarella. Al vaglio anche la possibilità di assegnargli una scorta, anche alla luce della sequenza di attentati dal 2019 ad oggi subiti dalla sua famiglia di origine.

Il caso è stato esaminato sin da subito dalla Prefettura di Brindisi che ha convocato una Riunione tecnica di coordinamento interforze (Rtc). In questa sede (a differenza del Comitato dell’ordine pubblico e la sicurezza è prevista la presenza del prefetto, del questore e dei comandanti di carabinieri e Guardia di finanza) si è fatto un primo punto sull’attività d’indagine messa in campo in queste ore, anche in riferimento a possibili collegamenti con la serie di intimidazioni che dal novembre 2019 ad oggi hanno colpito non solo la famiglia Tanzarella, ma pure altre rappresentanze politiche e istituzionali come l’ex sindaco Angelo Pomes e l’ex consigliere regionale Giovanni Epifani.

Nell’agosto del 2025 dopo l’intimidazione subita dallo stesso Pomes l’Ucis, (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale del ministero dell'Interno) aveva deciso di prevedere la misura di protezione di scorta (quarto livello) temporanea per sei mesi, poi in totale divenuti undici per l’esponente del Partito Democratico. Poche ore prima del ritrovamento della bomba a mano il 14 agosto 2025 a pochi metri dal suo studio professionale in via Pisanelli, erano stati eseguiti accertamenti a Palazzo di Città, dove era stata segnalata la presenza di un altro ordigno. In quel caso si rivelò un falso allarme bomba.

A meno di sette giorni dall’atto criminoso contro Giuseppe Tanzarella al momento non è stata adottata alcuna misura. Nel 2025 trascorsero 10 giorni tra l’episodio e la decisione del ministero dell’interno. Scorta di quarto livello che è ancora assegnata a Domenico Tanzarella, padre di Giuseppe, ex sindaco per dueci anni e attuale segretario regionale del Psi, anche lui vittima di quattro intimidazioni tra il 2019 ed il 2021. Tutti aspetti che sono stati valutati nella prima Riunione tecnica interforze: non è escluso che ulteriori vertici tra gli inquirenti, coordinati dalla Prefettura di Brindisi, possano essere convocati nelle prossime ore. Un monitoraggio che andrà di pari passo con l’attività investigativa condotta dal commissariato di Ostuni e coordinata dalla Procura.

Resta viva l’ipotesi che possano essere almeno due gli esecutori materiali dei colpi di arma da fuoco esplosi contro l’abitazione del professionista della Città Bianca. Malviventi giunti nei pressi del cortile in via avvocato Palma a bordo di uno scooter. L’analisi delle immagini delle telecamere della zona è ancora in corso.

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