ATP Montreal, Zverev: “I Masters 1000 allungati costringono a giocare meno tornei”

Sascha Zverev torna in Canada da campione Slam e finalista di Wimbledon, per giocare da testa di serie n. 1 il torneo in cui si impose nove anni fa in finale su Roger Federer.

È passato tanto tempo da quando ho vinto qui – dice – ma ovviamente sono molto felice di essere tornato a Montreal. Mi piace questa città. Mi piace questo posto. Sì, [sono passati] nove anni: credo fosse il mio secondo Masters. Quindi è passato tanto tempo sul tour, ma sono felice di essere ancora qui“.

“Prima giocavo più 500 e 250, ora non più”

Naturalmente tiene banco la questione relativa ai ritiri poco prima di questo torneo da parte di alcuni giocatori di vertice.

VANNI GIBERTINI (Ubitennis): C’è stato molto dibattito sul fatto che ci siano tanti Masters 1000 e che siano sempre più lunghi, e alcuni giocatori decidono di non disputarli tutti. Tu non sembri avere problemi a giocarli tutti e ad arrivare in fondo. Hai un segreto? Sei semplicemente più abituato? È una scelta specifica?

ALEXANDER ZVEREV:Penso che per essere in grande forma alcuni giocatori abbiano bisogno di giocare più tornei e altri abbiano bisogno di giocarne meno. Io sono sicuramente uno che ha bisogno della competizione, ed è per questo che gioco.

Ma parlando dei forfait qui, e credo che sia il secondo o terzo anno di fila in cui non ci sono Alcaraz, Sinner e Djokovic. Penso che sia semplicemente una conseguenza del formato Masters su due settimane. Credo che per alcuni giocatori sia semplicemente troppo lungo, troppo impegnativo prima degli US Open.

Anch’io prima giocavo più tornei. Giocavo più 500 e più 250 quando i Masters erano più brevi, ma ora non lo faccio più proprio per il tempo passato lontano e il tempo da trascorrere nei tornei.

Ma sì, io ho bisogno di giocare partite. Ho bisogno di giocare tornei.

Non penso necessariamente che qui giocherò il mio miglior tennis, ma credo che il fatto di giocare qui mi aiuterà a giocare meglio a Cincinnati e poi, si spera, il mio miglior tennis a New York.

“Se i tornei durano 2-3 settimane, non potete costringerci a giocare”

Sempre riguardo alla partecipazione ai Masters 1000, il direttore del torneo qui parlava della possibilità di introdurre conseguenze o bonus se un giocatore partecipa a questi eventi. Cosa ne pensi? Potrebbe essere qualcosa che vedi in futuro?

ALEXANDER ZVEREV: “Se non partecipano?”

Partecipare o non partecipare. Tipo un bonus se partecipi o una penalità se non lo fai.

ALEXANDER ZVEREV: “È già così adesso. Voglio dire, non è astrofisica. Riceviamo bonus alla fine dell’anno se giochiamo tutti e nove i Masters.”

Magari qualcosa di più grande, di più importante, così che ai giocatori importi davvero, per esempio che Novak venga?

ALEXANDER ZVEREV: “Pensi che a Novak importerebbe se ricevesse un bonus più alto? Voglio dire, se dovessi tirare a indovinare, il suo conto in banca supera i 400 milioni, quindi non sono sicuro che gli importerebbe di 50.000 in più o in meno.”

E se la sua classifica ne risentisse?

ALEXANDER ZVEREV:Non penso che gli importi nemmeno della classifica. Onestamente, non credo proprio.

Ma cosa volete? Che scendiamo in classifica se non giochiamo? Onestamente, se tutto tornasse come una volta e disputassimo Masters di una settimana, allora sì, se ne può parlare; ma se ci costringete a stare via due settimane e mezzo, tre settimane durante gli Slam e poi la stessa cosa vale per i Masters, non potete obbligarci a giocare. Mi dispiace, ma è una sciocchezza.

Alla fine della giornata, se giochi tutti e nove i Masters, ricevi un bonus a fine anno. Quindi c’è già anche questo.

Roland Garros e Wimbledon

Hai vinto il Roland Garros due mesi fa ormai. Ora che hai avuto un po’ di prospettiva, ha avuto il sapore che immaginavi quando lo sognavi?

ALEXANDER ZVEREV: “Penso — ne ho già parlato molto — che sia una soddisfazione, sicuramente. Voglio dire, aspettavo quel titolo del Grande Slam da tantissimo tempo, in un certo senso, e ovviamente sono molto felice che sia arrivato. Ma il lavoro continua, perché qui in Nord America ci sono tre tornei Masters e ora l’attenzione è rivolta a questo.”

La finale di Wimbledon è stata una bella partita. Dopo, riguardandoti indietro, hai cambiato qualcosa nei tuoi pensieri oppure hai ripensato ancora a quel match?

ALEXANDER ZVEREV:No. Penso che il periodo di due mesi che ho vissuto sia stato fantastico. Ovviamente a Wimbledon volevo vincere la finale, ma alla fine ho affrontato un avversario che sa giocare anche lui in questi momenti, e ha disputato una partita fenomenale. È stato un grande match, che avrebbe anche potuto durare un po’ di più. Ho la sensazione che si sarebbe potuti andare al quinto set.

Nel complesso è stato un buon torneo, e in quel periodo ho giocato tanto tennis. Quindi sono andato in vacanza per una settimana e poi ho ricominciato ad allenarmi e a prepararmi nel miglior modo possibile per questa parte di stagione.”

Alla caccia di Jannik

Considerando che Jannik ti ha battuto, credo, cinque volte, tra finali e semifinali, sei contento che questa volta non sia qui a Montreal?

ALEXANDER ZVEREV:No. Penso che tu voglia competere contro i migliori, soprattutto prima degli US Open. Però lo capisco. Voglio dire, anche noi avevamo pensato di saltare Montreal quest’anno, ma poi abbiamo deciso di giocarlo.

Credo che siamo i due che si sono affrontati più volte di chiunque altro sul tour, perché mi sembra che quest’anno ci siamo incrociati più volte che no, e questo è anche un aspetto positivo. Ovviamente non è positivo continuare a perdere contro lo stesso giocatore, o aver perso più volte contro lo stesso giocatore, ma penso che questo dimostri chiaramente che probabilmente siamo stati i due giocatori più costanti del tour quest’anno, e credo che questo sia positivo.”

Quindi per te non è un peso troppo grande, ma adesso che sei campione Slam la priorità principale è diventare numero 1?

ALEXANDER ZVEREV:Sì, certo, è un obiettivo. Sicuramente è un mio obiettivo. Penso però che giocare il miglior tennis possibile debba essere sempre l’obiettivo numero uno, perché poi i risultati seguono. Le vittorie nei tornei seguono. La classifica segue.

Quindi, finché ti concentri sul migliorare te stesso, sul migliorare il tuo gioco e sul cercare di esprimere il tuo miglior livello, penso che tutto il resto sia semplicemente qualcosa che arriva come conseguenza.”