Atletica e nuoto, il medagliere dell’Italia è da record: i trionfi europei delle stelle azzurre
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L’Italia dell’atletica si conferma sul tetto d’Europa e ancora una volta beffa gli inglesi ‘ai rigori’, stavolta nel medagliere. Con un balzo da regina di Larissa Iapichino al suo primo titolo continentale nel lungo e una fantastica galoppata della 4×400 maschile nell’ultima gara della rassegna di Birmingham, la nazionale azzurra si prende due ori pesantissimi che valgono il primo posto nel medagliere scalzando proprio i padroni di casa britannici. Con 22 medaglie (10 d’oro), oltre l’asticella che era stata fissata alla vigilia considerando la media tra le dodici di Spalato 1990 e le 24 della Capitale, e 41 finalisti (dato molto vicino al record di 45 ottenuto agli Europei in casa di due anni da a Roma) è un’Italia che salta, corre, marcia, soffre, va veloce e continua a stupire restando in cima al Continente. A dimostrazione che l’edizione casalinga di Roma 2022 non era un caso. Nella giornata finale, quasi memorabile per come è stata sceneggiata dal destino, i due ori più belli sono corredati dai due argenti conquistati nella maratona dalla ragazze nella prova a squadre e da Pietro Riva e da un bronzo magico nella staffetta 4×400 femminile. “I ragazzi e le ragazze hanno dato il 110 per cento, sono scesi in pista, in pedana e in strada ‘avvelenati’, per dimostrare che Roma non era stata un caso” ha dichiarato il presidente della Fidal Stefano Mei, nel tracciare il bilancio della spedizione azzurra.
“Nei primissimi giorni poteva esserci un po’ di rassegnazione, il pessimismo di non riuscire ad avvicinare quel risultato, con Marcell Jacobs che si fa male in una gara già vinta, e l’infortunio di Mattia Furlani che avrebbe avuto chance di medaglia. Così non è stato. Tutta la Nazionale nel suo complesso ha dimostrato di essere la più forte d’Europa”. La serata magica che ha permesso il controsorpasso sulla Gran Bretagna è iniziata con il lungo balzo di Larissa Iapichino. La fiorentina con un salto da sette metri al primo tentativo sospinto da vento favorevole, si mette al collo un oro che ha il forte sapore della rivincita dopo la delusione di due anni fa ai Mondiali quando non riuscì neppure ad entrare in finale. Larissa diventa la prima azzurra a vincere il titolo continentale all’aperto nel lungo femminile. Una notte da sogno coronata prima dal bronzo delle donne della 4×400 con Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione, Eloisa Coiro (3:23.57) e subito dopo dalla formidabile prestazione degli staffettisti del miglio (Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi, Lorenzo Benati) che per tre centesimi (con il tempo di 2’59″16), in un vero proprio corpo a corpo dell’ultima frazionista Benati la spuntano sui britannici rievocando ricordi calcistici (Euro 2021) e regalando all’Italia la vittoria più bella, quella che mette il sigillo sulla qualità di un movimento in continua progressione.
Europei nuoto 2026, Italia seconda nel medagliere
Un’Italia da primato spinta da ragazze d’oro dal talento infinito. Il nuoto azzurro si congeda da Parigi con un bottino finale di sei ori, otto argenti e sei bronzi che non basta per conquistare il primo posto nel medagliere (due ori in meno della Gran Bretagna) ma che per numero di podi (20) la fa issare sul pennone più alto testimoniando la forza del movimento, il ricambio generazionale che riesce ad esprimere e il talento delle nuove leve che trovano spinta anche dalle più esperte. La giornata finale – terminata con un oro e quattro argenti (due dei quali ‘amari’ – , è un estasi di emozioni come quella regalata da Simona Quadarella che in Europa dopo aver abbracciato Glasgow, Budapest e Roma si prende anche anche Parigi. La romana è d’oro di cuore nei 400 stile libero: un dominio che rimarrà negli annali e una medaglia che si unisce ai successi negli 800 di martedì e nei 1500 di venerdì; alle triplette d’oro del 2018 in Scozia e del 2021 in Ungheria (400, 800 e 1500 stile libero) e agli ori negli 800 e nei 1500 e al secondo posto nei 400 a Roma 2022.
Masticano amaro, ancora una volta, le tedesche Isabel Gose seconda in 4’02″41 e beffata dalla regina del mezzofondo negli ultimi cinquanta metri e Maya Werner bronzo in 4’03″73. Fantastica la finale della 27enne romana che nuota la migliore prestazione italiana in tessuto in 4’01″34, con un conclusivo cinquanta metri impressionante in 29″28, che depenna il 4’01″97 registrato da Federica Pellegrini per l’oro mondiale a Shanghai 2011. “Ci speravo nelal vittoria, ma non me l’aspettavo. E’ uno degli ori più speciali”, ha confessato l’azzurra che non partiva da favorita su questa distanza.Un crono sensazionale che le mette al collo l’undicesima medaglia d’oro individuale in un rassegna continentale in vasca lunga – nessuna come lei nella storia del nuoto italiano – come il russo Alexander Popov (davanti a lei solo la svedese Sarah Sjostrom, con 16 ori, gli ungheresi László Cseh, 14, e Katinka Hosszú, 13).
E’ un’Italia che incanta e che promette bene in vista di LA 28. Nell’ultimo atto si festeggiano i due argenti pesanti, che sanno di conferma e solidità di Benedetta Pilato e Thomas Ceccon. L’azzurra, che non scende dal podio mondiale della distanza da Gwangju 2019, chiude nei 50 rana in 29″83 e nel rush finale viene superata dalla lituana, già campionessa mondiale e primatista mondiale (29″13) Ruta Meilutyte per un centesimo. Il bronzo è dell’irlandese Mc Sharry, ad un centesimo dall’italiana, in 29″95. Centesimo beffardo anche per Thomas Ceccon nei 100 dorso che vira primo in 25″16, ma subisce il ritorno del greco Christou Apostolos (26″79 contro 27″12) per il secondo posto in 52″28 dietro al 52″27 ellenico. Bronzo al russo Pavel Samusenko in 52″57.Il gran finale con le 4×100 miste certificano la forza del movimento azzurro in prospettiva olimpica. Nella gara femminile, le azzurre prese per mano dall’inarrestabile Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anna Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci polverizzano il nuovo record italiano in 3’53″60 che cancella il 3’55″79 stampato da Margherita Panziera, Arianna Castiglioni, Elena Di Liddo e Federica Pellegrini alle Olimpiadi di Tokyo 2020.
A beffarle è la Gran Bretagna in 3’53″50 e trascinata nell’ultima frazione dal 53″27 di Freya Colbert. Formidabile, comunque, la gara delle azzurre. Il lancio di Curtis è pazzesco e porta il record italiano dei 100 dorso a 58″43, dopo che la velocista piemontese in batteria aveva nuotato in 58″75, depennando il 58″92 siglato dalla pluricampionessa europea Margherita Panziera agli Assoluti di Riccione il 4 aprile 2019. Sul calar del sipario arriva anche l’argento della 4×100 mista maschile. Thomas Ceccon (52″27), un formidabile Nicolò Martinenghi (58″00), Alberto Razzetti (51″13) e Carlos D’Ambrosio (47″01) nuotano in 3’28″86, preceduti dalla Russia che vince in 3’28″67. Sul gradino più basso del podio sale la Francia in 3’29″03. I quattro moschettieri azzurri mantengono l’Italia sul podio continentale per la terza volta consecutiva. E’ una nazionale che c’è piace e convince. “Sì, questa Italia è promossa, è stato un campionato più complicato del solito con il rientro dei russi. Si è riscontrato un livello più alto di prestazioni ed è un dato normale in vista del percorso olimpico – ha detto Cesare Butini, dt dell’Italnuoto -. Hanno risposto egregiamente i più esperti, ma si è confermata anche la tendenze delle giovani, soprattutto a livello femminile. Noi ci aspettavamo un consolidamento dei giovani con un ruolo da protagonisti e lo abbiamo visto soprattutto dalle ragazze”. La Curtis su tutte che a 17 anni ha già scritto pagine da leggenda.