Asse Reggiana-Carpi: si lavora per Rozzio. Il club granata pagherebbe parte dell’ingaggio
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Il capitano, finito nel mirino dei tifosi, vuole giocare vicino a casa (abita a Correggio) e mantenere la Serie C. Si lavora sottotraccia da un mese

Il capitano, finito nel mirino dei tifosi, vuole giocare vicino a casa (abita a Correggio) e mantenere la Serie C. Si lavora sottotraccia da un mese

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Paolo Rozzio potrebbe non cominciare la sua undicesima stagione con la maglia della Reggiana, spostandosi di una decina di chilometri dalla sua Correggio per restare in Serie C. Il Carpi sta infatti cercando di portare in biancorosso il 34enne capitano granata, al momento al lavoro all’Isokitenic di Bologna dopo l’operazione alla caviglia, uno stop che dovrebbe terminare a fine mese.
Il centrale nato a Savigliano (Cuneo), fresco sposo (19 giugno) di Ilaria, sta facendo le ultime valutazioni su un’operazione su cui i due club stanno lavorando sottotraccia ormai da quasi un mese, cercando una quadra in un puzzle piuttosto complicato.
L’idea di chiudere anzitempo l’avventura a Reggio è maturata in Rozzio poco dopo aver firmato a febbraio il rinnovo fino al giugno del 2027, l’ennesimo di una storia d’amore che era nata nel 2016, quando Rozzio arrivò a Reggio dopo 4 stagioni vissute con la maglia del Pisa. Allora in panchina c’era Rubinacci, da poco subentrato a Dionigi e proprio il rapporto con l’ex tecnico granata protagonista della salvezza l’anno prima è stata la miccia, travolto da una tempesta di voci e illazioni, che hanno messo Rozzio nel mirino della critica, alimentata anche dalla classifica deficitaria della squadra poi passata fra le mani di Bisoli, mentre il capitano chiudeva la sua stagione anzitempo nella gara persa 4-0 in casa col Sudtirol del 3 marzo, infortunandosi alla caviglia poi operata e saltando le ultime 10 giornate.
Una situazione al limite dell’esplosivo tanto che ad aprile il difensore aveva affidato a una lunga lettera sui social la sua risposta alle illazioni circolate sul suo conto, specificando di non avere mai remato contro l’allenatore (Dionigi, ndr) e di aver detto che sarebbe andato via a gennaio (se fosse rimasto Magnani, ndr) solamente con lo spirito da padre di famiglia.
In un momento delicato, alla viglia della gara salvezza col Pescara (poi persa 3-1), quella lettera non ebbe sull’ambiente l’effetto sperato da Rozzio e così da allora lo "strappo" si è allargato. Da giocatore amatissimo è diventato inviso a gran parte della tifoseria.
Nelle prossime ore dunque si potrebbe definire un addio, che solo a dicembre 2025, quando Rozzio pubblicava il libro "Granata nelle vene", sembrava impossibile. Al momento l’ostacolo maggiore è quello economico, visto che l’ingaggio di Rozzio (sui 110mila euro netti) è nettamente fuori dalle linee del budget del Carpi, ma le parti stanno studiando una formula che possa accontentare tutti. In pratica la Reggiana si accollerebbe una buona parte dello stipendio.
Rozzio resterebbe a una decina di chilometri da casa e manterrebbe la C, tra l’altro senza doversi "scontrare" con la Reggiana, visto che i granata e il Carpi (oggi usciranno i gironi) saranno in due gruppi differenti.
E la Reggiana direbbe addio senza ulteriori polemiche a uno dei suoi "monumenti" con numeri da record della storia granata: 228 gettoni (appena fuori dalla top ten della storia) con la maglia che ha indossato per la prima volta il 27 agosto 2016 nella sconfitta di Bassano in C e con cui ha conquistato tre salti di categoria, quello del 2018-19 quando decise di rimanere anche in D e i due dalla C alla B del 2020 nella finale playoff post Covid col Bari e del 2023 con la cavalcata targata Diana conclusa a Olbia, vestendo poi il granata anche in B per 4 stagioni (76 gare). Un ruolino condito anche da 11 reti e 2 assist.
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