Art Bonus, il Piemonte quarto in Italia: in dieci anni raccolti 157 milioni - Notizie - Ansa.it
Il Piemonte è la quarta regione
italiana per erogazioni liberali che usufruiscono dell'Art
Bonus, il credito d'imposta introdotto per incentivare il
sostegno al patrimonio culturale. In dieci anni, da quando la
misura è diventata permanente, le donazioni hanno superato
complessivamente i 157 milioni di euro.
L'agevolazione fiscale consiste in un credito d'imposta pari al
65% della somma erogata, entro determinati limiti di spesa: dal
15% del reddito per i privati fino al 5 per mille dei ricavi per
le imprese.
Dello strumento si è parlato al Centro di Conservazione e
Restauro La Venaria Reale, in un incontro organizzato
dall'Ordine dei Commercialisti di Torino, dalla Fondazione
Piccatti Milanese e dall'Unione Giovani Commercialisti di
Torino. A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione
Ccr, Alfonso Frugis, e la direttrice dei Laboratori di Restauro
e della Scuola di Alta Formazione, Michela Cardinali, che hanno
illustrato le attività del Centro e le possibilità di applicare
l'Art Bonus agli interventi di restauro. Il presidente
dell'Ordine, Salvatore Regalbuto, insieme al presidente
dell'Unione Giovani Commercialisti, Emanuele Maria Perotti, ha
sottolineato il valore dello strumento come forma di
partecipazione alla conservazione del patrimonio culturale.
Attualmente l'Art Bonus è riservato ai beni di appartenenza
pubblica. La commercialista Laura Marchisio ha illustrato i
requisiti e gli interventi ammessi, dalla manutenzione e dal
restauro di beni culturali al sostegno di istituzioni e luoghi
della cultura. Ma l'Art Bonus non riguarda soltanto grandi
interventi o imprese. Come ha spiegato il commercialista Andrea
Savino, possono beneficiarne anche lavoratori dipendenti e
pensionati. In Piemonte sono stati finanziati, tra gli altri,
interventi al monumento ad Angelo Brofferio, alla chiesa di
Sant'Antonio da Padova a Valfenera d'Asti e all'Abbazia della
Novalesa.
Nel corso dell'incontro è stata ribadita anche la richiesta
di ampliare la misura ai beni culturali appartenenti a privati,
enti ecclesiastici e Terzo settore.
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