Armi a Kiev, Renzi risponde a Conte: "Pronti alle primarie, ma il giorno dopo tutti insieme"

Armi all’Ucraina, Renzi: “Non condivido Conte, ma siamo pronti alle primarie”. Tajani: “Schlein dica con chi sta”

“Le nostre idee si difendono ai gazebo, non coi proclami. Noi siamo pronti alle primarie. E soprattutto vogliamo vincere le secondarie per evitare Meloni al Quirinale, Salvini al Viminale e Vannacci premier”. Matteo Renzi raccoglie la sfida lanciata da Giuseppe Conte, che domenica ha invocato le primarie per decidere la linea del “campo largo” sul sostegno militare all’Ucraina, il tema più divisivo nella coalizione progressista. “In tutto il mondo ci sono due sinistre, con idee diverse sull’economia, la politica estera, l’energia. Ci sono da sempre gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez. E le primarie servono a decidere candidato e sensibilità programmatiche”, scrive sui social il leader di Italia viva. “Il nodo è che il giorno dopo nessuno si può tirare indietro, chiunque vinca. Perchè dall’altra parte c’è Trump in America come Meloni in Italia. Ci sono due idee di sinistra. Andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie ma è una presa in giro. E a chi mi scrive “Io non condivido le idee di Conte”, rispondo: nemmeno io. Sull’Ucraina non mi pare che siano molto diverse da quelle di Salvini. Ma in democrazia ci si confronta e ci si misura”, afferma.

Più freddo Nicola Fratoianni, il leader di Sinistra italiana che sulle armi ha posizioni molto più vicine ai 5 stelle. “Che siano posizioni diversi su alcuni temi è noto ed è normale all’interno di una coalizione. Ma le primarie, o le eventuali primarie, non possono diventare lo strumento che stabilisce il programma. Non siamo mica nel presidenzialismo. Non è che chi vince le primarie stabilisce il programma dell’intera coalizione”, dice all’agenzia AdnKronos. Dall’altra parte, invece, Antonio Tajani agita il coltello nella spaccatura tra il M5s e il Pd, la cui ala pro-riarmo ha criticato Conte con parole durissime. “Preoccupa l’assordante silenzio di Elly Schlein di fronte alle esternazioni filo russe di Giuseppe Conte”, dice il vicepremier e segretario di Forza Italia.” La sinistra italiana ci dica se sta dalla parte del popolo ucraino o dalla parte di Putin. Se sta dalla parte della democrazia o dalla parte delle dittature. Se vuole che i russi continuino a martellare case, ospedali e città patrimonio dell’umanità oppure vuole impedire il lancio di missili balistici che possono raggiungere anche le nostre Capitali. Se crede nella libertà oppure no. Se sta con l’Europa o contro l’Europa”.