Argini del Po trasformati in discarica: «Fototrappole per sanzionare chi inquina la riserva naturale e pregiata»
OCCHIOBELLO - Proprio mentre si stava intervenendo per mettere ordine alla zona arginale tra Canaro e Stienta, con lo sfalcio dell’erba, si è scoperto che proprio la zona lungo il Po sembra essere stata scelta come discarica a cielo aperto. Sono stati rinvenuti infatti molti sacchi di rifiuti abbandonati che saranno raccolti e differenziati in collaborazione con Ecoambiente. «Ho provveduto a verificare gli abbandoni – spiega l’assessore all’ambiente Paolo Pezzini – e si tratta di plastica e sacchi di rifiuti domestici. Nei prossimi giorni, Ecoambiente interverrà per recuperarli».
«Fototrappole contro gli ecovandali»
L’amministrazione però ritiene questo comportamento incivile e poco rispettoso dell’ambiente e ha deciso di prendere provvedimenti immediati. «Collocheremo fototrappole per individuare e sanzionare chi scambia una riserva naturale e pregiata per una discarica» ha fatto sapere Pezzini. Insomma tolleranza zero per chi ha deciso di evitare di provvedere alla raccolta differenziata, trovando molto più semplice caricare la propria immondizia in auto per poi scaricarla sull’argine. Un argine che ormai soffre di quello che Legambiente, nel suo ultimo rapporto, definisce come ecomafie. Proprio il Comune di Occhiobello aveva subito a fine settembre lo sversamento accidentale di borlanda, un fertilizzante organico vegetale, da parte di una ditta di Ficarolo. Si era verificata una moria di pesci che ha impedito l’utilizzo anche delle acque consorziali ad uso irriguo. È stato attivato subito un tavolo, su impulso del sindaco Irene Bononi, al quale hanno partecipato Provincia, Arpav, Ulss 5, Consorzio di Bonifica, Acquevenete e i comuni di Ficarolo, Salara, Gaiba, Stienta, Fiesso Umbertiano, Canaro e Polesella interessati dalla presenza della sostanza nei corsi d’acqua e dalla moria di pesci, nel quale si è stabilito di avviare la procedura per lo smaltimento delle carcasse dei pesci. La ditta dalla cui sede è partito lo sversamento si assumerà l’onere economico della bonifica. Sarà, quindi, Ecoambiente ad occuparsi delle operazioni necessarie.