Arena 11, torna a Roma la rassegna di cinema che celebra la Capitale

Dal 31 agosto al 6 settembre 2026, il Parco Tevere del Municipio XI di Roma ospita la seconda edizione di Arena 11 – Cinema e Comunità, rassegna gratuita curata da Cultural Pro ETS. Sette serate intrecciano cinema italiano e internazionale e una riflessione sull’alienazione, sulle disuguaglianze sociali e di genere e sulla possibilità di costruire relazioni più ospitali e solidali

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Il cinema torna sulle rive del Tevere per raccontare Roma, il quartiere di Viale Marconi e le relazioni che lo attraversano. Dal 31 agosto al 6 settembre 2026, il Parco Tevere nel Municipio XI ospiterà la seconda edizione di Arena 11 – Cinema e Comunità, rassegna cinematografica transculturale curata da Cultural Pro ETS. L'ingresso sarà gratuito e il pubblico avrà a disposizione 150 posti a sedere, senza obbligo di prenotazione, oltre a un punto ristoro e alla vista sul fiume.

La manifestazione propone una selezione di film italiani e internazionali attraverso cui osservare il territorio e la sua comunità, mettendone in luce i legami con altri contesti storici, sociali e culturali. Il filo conduttore dell'edizione 2026 è l'alienazione, intesa come distanza tra le persone prodotta dalle disuguaglianze sociali e di genere. L'obiettivo è guardare al quartiere attraverso il cinema e riscoprirne la dimensione collettiva, interrogandosi sulla necessità di sostenersi reciprocamente per costruire un mondo più ospitale e solidale.

La commare secca di Bernardo Bertolucci

La rassegna si apre lunedì 31 agosto con La commare secca di Bernardo Bertolucci, opera prima del regista, ambientata sulle rive del Tevere e girata in parte tra Parco Schuster e Ponte Marconi. Prima della proiezione, alle 20:30, è previsto un incontro di presentazione con Sofia Dati, Nensi Bego e Fabio Bego; il film sarà proiettato alle 21:00.

Il soggetto è di Pier Paolo Pasolini e la storia prende avvio dall'omicidio misterioso di una donna, attorno al quale si sviluppano diverse vicende. Nel film il Tevere diventa uno spazio separato dalla città, quasi un residuo di vita rupestre nel quale cercare una dimensione di “natura”, lontana dal controllo e dalla conformità della vita urbana. Le sue rive si trasformano così in una terra di confine attraversata da personaggi legati tra loro ma incapaci quasi di vedersi.

Anche la colonna sonora di Piero Piccioni contribuisce a questo ritratto, mentre il titolo del film richiama un'idea di assenza di empatia e di rassegnazione davanti alla sorte di categorie marginalizzate, come le donne emarginate, costrette a confrontarsi con una dura lotta per la sopravvivenza tra gli scarti del progresso.

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Adam di Maryam Touzani

Martedì 1° settembre 2026 è la volta di Adam di Maryam Touzani, film marocchino del 2019. La protagonista è Samia, una ragazza incinta, sola ed emarginata, che cerca un impiego come domestica nei quartieri popolari di Casablanca.

La diffidenza e il pregiudizio condizionano i rapporti con gli altri, ma Samia incontra Abla, una panettiera che vive con la figlia e decide di accoglierla. Tra le due nasce un legame affettivo profondo, capace di mettere in discussione le norme sociali.

Il film interpreta l'ospitalità come una forma di opposizione a una società che tende a chiudersi nel proprio individualismo. La vicenda suggerisce inoltre che una “famiglia” o una comunità non debbano essere definite necessariamente dai legami di “sangue” o da rituali che riproducono gerarchie patriarcali, ma possano nascere dal sostegno reciproco nei momenti di difficoltà.

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Fiume o morte! di Igor Bezinović

Mercoledì 2 settembre la rassegna affronta la storia con Fiume o morte! di Igor Bezinović, coproduzione tra Croazia, Italia e Slovenia del 2025. Alle 20:30 è prevista la presentazione con il direttore della fotografia Gregor Božič, mentre la proiezione inizierà alle 21:00.

Il film ricostruisce l'occupazione di Fiume del 1919 da parte di Gabriele D'Annunzio e dei reparti militari guidati dal poeta. Materiali d'archivio e scene ricreate con attori amatoriali vengono utilizzati per interrogare il modo in cui quegli avvenimenti sono stati trasformati dalla memoria collettiva sui due lati dell'Adriatico.

L'opera si concentra anche sui miti della forza e della mascolinità propri dell'estetica proto-fascista e sulla sua dimensione ambigua e tragicamente teatrale. La vicenda di Fiume viene così utilizzata per riflettere sul colonialismo come tentativo di sottomettere territori e popolazioni a un progetto di sfruttamento fondato su un'ideologia imperiale, nazionalista e razzista. Dietro l'apparente dimensione giocosa dell'esperimento cinematografico emerge quindi il tema della violenza e della guerra come elementi ancora presenti nel patrimonio politico e culturale.

R.M.N. (Animali selvatici) di Cristian Mungiu

Giovedì 3 settembre arriva R.M.N. (Animali selvatici), film del 2022 diretto da Cristian Mungiu e ambientato in Transilvania, regione definita “multi-etnica” della Romania.

Al centro della storia c'è Matthias, operaio romeno di “etnia” tedesca emigrato in Germania, dove è vittima del razzismo da parte dei tedeschi considerati “autoctoni”. Quando torna nel suo villaggio, trova una comunità trasformata dall'emigrazione di molti abitanti, partiti alla ricerca di salari più alti.

La situazione cambia ulteriormente quando un'impresa locale assume operai cingalesi. La popolazione rimasta reagisce con un senso crescente di minaccia. Ispirato a una storia vera, il piccolo paese diventa così una rappresentazione più ampia delle tensioni europee e della xenofobia.

Il film mette in discussione l'idea del razzismo come conseguenza esclusiva di presunte “teorie scientifiche” e lo riconduce invece al concetto di identità nazionale intesa come realtà chiusa, geneticamente e culturalmente predeterminata.

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Souad di Ayten Amin

Venerdì 4 settembre la protagonista della serata sarà Souad, diretto da Ayten Amin nel 2021. La vicenda segue una studentessa di Zagazig coinvolta in una relazione sentimentale a distanza che finisce per modificare profondamente la sua quotidianità, i rapporti familiari e le relazioni con le amiche.

La storia diventa anche uno strumento per riflettere sull'impatto dei social media. Le piattaforme digitali alimentano ansie e aspettative e possono modificare il modo in cui le persone percepiscono se stesse e gli altri.

Souad si muove all'interno di una società sospesa tra sviluppo tecnologico e urbano e conservazione dell'ordine sociale. Attraverso la sua esperienza, il film osserva come le identità costruite e rappresentate online possano accentuare le disuguaglianze sociali e di genere.

All we imagine as light (Amore a Mumbay) di Payal Kapadia

Sabato 5 settembre è in programma All we imagine as light (Amore a Mumbay) di Payal Kapadia, produzione indiana del 2024. Il film parte da una condizione di estraneità: anche dopo più di vent'anni trascorsi in una città, una persona può continuare a sentirsi straniera di fronte alla possibilità di essere allontanata.

La storia è ambientata nella metropoli di Mumbay e segue Pabhra e Anu, due infermiere e amiche provenienti dal sud dell'India che condividono la stessa abitazione. Entrambe vivono situazioni sentimentali complesse che finiscono per allontanarle dai colleghi e dalle rispettive famiglie.

La città diventa lo spazio nel quale si incrociano differenze di classe, genere e religione, mentre le grandi oligarchie globali sottraggono terra, vite e affetti. In questo scenario l'amicizia assume per le protagoniste il valore di una luce capace di offrire conforto e gioia davanti all'angoscia per un futuro difficile da intravedere.

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Medusa di Anita Rocha da Silveira

A chiudere la rassegna domenica 6 settembre sarà Medusa di Anita Rocha da Silveira, film brasiliano del 2021. La protagonista Mariana appartiene a una setta religiosa guidata da un predicatore carismatico che impone il rispetto rigoroso dei valori definiti “cristiani” e vieta comportamenti considerati incompatibili con i propri principi.

Durante la notte, le donne appartenenti alla setta organizzano ronde per punire altre donne accusate di immoralità. Il film, ispirato in parte a Suspiria di Dario Argento, utilizza questa vicenda per riflettere sull'oppressione femminile e sui concetti di “femminilità” e “mascolinità” attraverso i quali vengono costruiti ruoli e identità.

La riflessione si allarga quindi alla pressione esercitata dalla società sugli individui, costretti a indossare una maschera e ad assumere un ruolo stabilito prima ancora della nascita. Festa, fuga e autodifesa diventano, nella prospettiva del film, strumenti di ribellione contro una violenza strutturata e accettata.

Una rassegna dedicata alla comunità

Le sette serate di Arena 11 – Cinema e Comunità costruiscono così un percorso attraverso storie ambientate in luoghi e contesti differenti, mantenendo come punto di riferimento il rapporto tra individui, territorio e comunità. La rassegna invita a osservare le forme di isolamento prodotte dalle disuguaglianze e, attraverso il cinema, a recuperare una dimensione di incontro e socialità.

L'evento è promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. L'appuntamento è dal 31 agosto al 6 settembre al Parco Tevere, nel Municipio XI di Roma, con ingresso gratuito.

Italian director and actor Carlo Verdone arrives on the red carpet for the screening of the movie  Vita da Carlo - Stagione finale  at the 20th annual Rome Film Fest, in Rome, Italy, 26 October 2025. The Rome Film Festival runs from 15 to 26 October 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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