F1 Madrid | Antonelli legittima i colpi di fortuna: Ferrari, un azzardo senza alternative
x
Vai al contenuto
/
La sorte priva Norris della vittoria e avvicina la Mercedes ai titoli mondiali. Alla Ferrari non riesce l’azzardo, ma era la scelta migliore
Riproduzione riservata
Pubblicato il 13 Settembre 2026 ore 19:17
9 minuti
Antonelli non si ferma più e dopo Monza conquista un’altra vittoria, questa volta propiziata da un doppio colpo di fortuna, che l’italiano ha saputo cogliere correndo all’insegna della costanza e dell’intelligenza. Alla gioia di Kimi si contrappone la delusione di Norris, con una McLaren nuovamente velocissima che adesso assapora l’assalto al secondo posto costruttori della Ferrari. Il Cavallino ha sperato nel colpo grosso al Madring, tentando un azzardo quasi disperato con Leclerc, a cui però non c’erano alternative.
Antonelli, i meriti oltre alla fortuna
Solo una settimana fa la Mercedes dettava legge sui rettilinei di Monza, mentre le 22 curve del Madring hanno riportato la W17 a livelli più umani. In Spagna le Frecce d’Argento hanno dimostrato una buona competitività, non tale da potersi definire il punto di riferimento, ma sufficiente per essere in lotta con i primi e farsi trovare pronti a ogni occasione. È esattamente quello che ha fatto Antonelli, aiutato nella sua vittoria da un doppio colpo di fortuna. Il più evidente è il pit stop a rilento di Norris appena terminata la Virtual Safety Car, mentre pochi giri prima l’italiano aveva ereditato la seconda posizione da Verstappen, costretto a lasciar passare Hamilton che si trovava alle spalle di Kimi.
Ad Antonelli va il merito di aver saputo capitalizzare l’occasione propizia, a partire dal passo espresso dopo la sosta. Il pilota azzurro ha mantenuto il ritmo di Leclerc, recependo i consigli del muretto che gli intimava di restare a debita distanza per non degradare troppo gli pneumatici. Quando poi a fine gara si è ritrovato Verstappen e Norris alle calcagna, Kimi aveva ancora sufficiente vita nelle gomme per allungare e mettersi al riparo, conquistando una vittoria preziosissima.

Sono infatti 81 ora i punti di vantaggio in classifica su Russell, solo quinto al traguardo. Il britannico ha pagato la scelta di fermarsi con la Virtual Safety Car, dovendo a quel punto abbandonare le gomme dure. Montate le medie, il team non se l’è sentita di arrivare fino in fondo, richiamando George ai box per un secondo pit stop, costato la posizione su Norris e verosimilmente su Leclerc. Il Gran Premio di Spagna, comunque avvicina, i due titoli mondiali alla Mercedes, che si prepara anche a introdurre importanti aggiornamenti aerodinamici e al motore per chiudere definitivamente la partita.
McLaren era più veloce
Il grande deluso di giornata è sicuramente Lando Norris, privato di una vittoria a dir poco meritata. Sicuramente il tempismo della Virtual Safety Car ha compromesso la gara del campione del mondo, ma, guardando al passo monstre della MCL40, viene da chiedersi se non convenisse a quel punto ritardare la sosta per provare ad aprire un margine sugli inseguitori. Inoltre, i cinque secondi persi al cambio gomme di certo non hanno aiutato, ma difficilmente sarebbe cambiato qualcosa.
Il problema per Lando Norris non è stato tanto il ritardo accumulato dalla vetta, che poi ha saputo recuperare, quanto le posizioni perse in pista. Il Madring, infatti, ha confermato essere un circuito ostico ai sorpassi, anche se la McLaren ha da recriminarsi ancora una volta la scarsa velocità di punta della MCL40. Se non altro, l’ottima prestazione di Madrid e prima ancora le vittorie di Budapest e Zandvoort legittimano l’ambizione ad attaccare il secondo posto della Ferrari tra i costruttori, a maggior ragione considerando l’arrivo tra qualche gara del motore Mercedes aggiornato.

La rimonta di Lando Norris si è interrotta alle spalle di Max Verstappen, secondo al traguardo. Si tratta del secondo podio consecutivo per l’olandese e per la Red Bull, questa volta su una pista molto tecnica, un risultato che potrebbe essere l’indizio di un passo in avanti nella comprensione della RB22. Vincere una gara entro la fine dell’anno non sembra essere un obiettivo irraggiungibile per Verstappen, nonostante la squadra abbia da tempo dirottato le risorse sul 2027. Chi invece festeggia già una vittoria personale è Franco Colapinto, settimo assoluto e primo degli altri con un’Alpine rivitalizzata dagli aggiornamenti, capace di riaccendere la lotta per il quinto posto con la Racing Bulls.
Ferrari senza alternative
Chi ha tenuto banco nella domenica di Madrid è stata anche la Ferrari, a lungo in testa con Leclerc, alla ricerca di un colpo di fortuna che non è mai arrivato. Al Cavallino si potrebbe recriminare una strategia interamente improntata all’azzardo, ma la realtà è che per la formazione di Maranello non c’erano alternative. Richiamare il monegasco durante la Virtual Safety Car avrebbe significato condannarlo alla doppia sosta, avendo l’obbligo di sostituire la gomma dura della partenza con la soft, che non avrebbe mai potuto reggere per quaranta giri.
Leclerc è così rimasto in pista con le dure, illudendo i ferraristi di poter tenere testa al passo degli inseguitori, i quali in realtà stavano solo gestendo le proprie coperture. La Ferrari avrebbe potuto richiamare il monegasco prima di quanto fatto per montare le gomme soft con cui poi tentare una rimonta, ma c’era la consapevolezza che la mescola più morbida non avrebbe reso come la dura, come poi dimostrato nel finale. Senza nulla da perdere, la Ferrari si è così giocata la carta di rimanere fuori il più a lungo possibile nella speranza di una neutralizzazione, rientrando all’ultimo momento utile per coprire la posizione sull’arrembante Russell.

Sarebbe inutile esprimere giudizi sul passo della SF-26 di Leclerc, sfalsato come strategia da tutti i concorrenti e appiattito dalle iper robuste gomme dure, mentre sarebbe stato interessante valutare il ritmo di Hamilton. L’inglese, però, è stato costretto al ritiro per uno dei rari problemi di affidabilità della Ferrari quest’anno, con un pedale del freno troppo lungo che pone la pompa e il brake-by-wire tra i sospettati. Purtroppo per il Cavallino, difficilmente ci sarà modo di riscattarsi nel prossimo appuntamento a Baku, i cui lunghi rettilinei esporranno tutte le lacune della power unit.
Madring promosso a metà
Ancor più di qualsiasi pilota, il grande atteso del weekend era il nuovo circuito del Madring, su cui i protagonisti hanno espresso parere positivo per quanto riguarda il disegno e le sfide di guida. Diverso è il discorso per i sorpassi, strozzati da rettilinei troppo corti e staccate in combinato. Migliorare per il futuro è possibile, agendo non solo sul disegno, ma anche sulla scelta delle mescole e sui parametri della modalità sorpasso. Con gomme più morbide e un vantaggio energetico più grande per gli inseguitori, la prima gara al Madring avrebbe potuto regalare più sorpassi e il vincitore, forse, non sarebbe stato Antonelli, sempre più leader di questo mondiale e di questa Formula 1.