Ansia da rientro a scuola: guida utile e consigli

Settembre è arrivato ed è inutile continuare a nascondere l'elefante nella stanza: ancora pochi giorni e ci toccherà tornare sui banchi a studiare, tra compiti e interrogazioni. E, sì, lo sappiamo: anche noi stiamo vivendo con un po' di ansietta questo rientro, un sentimento sempre più comune nelle nuove generazioni.


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Se la sola idea di varcare la soglia dell'aula, incontrare i nuovi prof e riprendere in mano le versioni di latino o greco ti fa venire voglia di trasferirvi su un'isola deserta senza Wi-Fi, sappi che non sei solo/a. Ma soprattutto: non stai esagerando!

I numeri spiegano perché non sei l'unica/o a sentirti così

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Prima di pensare di «essere troppo fragili» o «non avere abbastanza carattere», fai un bel respiro.

Diamo innanzitutto un'occhiata a quello che dicono i numeri ufficiali: secondo il più recente report dell'OCSE intitolato Promoting good mental health in children and young adults, la prevalenza di ansia e depressione tra i giovani sotto i 20 anni ha registrato tra il 2018 e il 2022 un aumento del 20%. Un balzo in avanti preoccupante, che colpisce in modo particolare le ragazze e che dimostra come il nostro disagio emotivo sia un problema strutturale.

Il report sottolinea che il benessere mentale negli anni dell'istruzione è in costante declino. Non è solo questione di «ansia da prestazione» per un'interrogazione andata male: chi vive un disagio psicologico ha il 25% di probabilità in più di dover ripetere un anno scolastico. E la cosa più delicata è che le difficoltà emotive nate sui banchi tendono a proiettarsi nell'età adulta se non gestite in tempo.

Niente panico, però: riconoscere che il problema esiste è esattamente il primo passo per smettere di subirlo e iniziare a gestirlo.

Le forme del mostro: dal "butterflies in the stomach" al rifiuto scolastico

Ma come si manifesta concretamente l'ansia da rientro? Non tutte le menti reagiscono allo stesso modo. Come spiegano la Dott.ssa Rachel Busman e la Dott.ssa Erika Chiappini, psicologhe cliniche ed esperte di salute mentale giovanile, esiste uno spettro molto ampio di reazioni.

C'è chi prova la classica sensazione di "farfalle nello stomaco" che si trasforma in ansia da separazione dal proprio safe space domestico o dai genitori, una dinamica frequentissima in chi deve affrontare un anno di passaggio, come la prima liceo o il primo anno di università. C'è chi invece esprime il disagio attraverso il corpo. Il famoso «non mi sento bene» prima di uscire di casa non è sempre una scusa per marinare la scuola: mal di testa ricorrenti, dolori addominali mattutini, insonnia e stanchezza cronica sono veri e propri segnali d'allarme con cui il corpo somatizza una tensione psicologica troppo spesso non verbalizzata.

Quando questo meccanismo diventa sistematico, si rischia di scivolare in quello che gli esperti definiscono rifiuto scolastico (school refusal). Non si tratta di pigrizia, ma di una paralisi emotiva guidata dalla paura. Le cause sottostanti possono essere molteplici:

  • Un Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) non diagnosticato che rende estenuante la gestione della giornata in classe;
  • Dinamiche di bullismo o cyberbullismo, dove la scuola cessa di essere un luogo sicuro e diventa una minaccia;
  • Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) non riconosciuti, una neurodivergenza che genera un senso costante di vergogna e inadeguatezza;
  • Ansia sociale e FOMO, alimentate dal timore di non essere all'altezza delle aspettative del gruppo dei pari o di non rientrare negli standard sociali dominanti.

La guida pratica: 5 moves per superare il Back-to-School senza andare in burnout

Se ti riconosci in questa descrizione o vedi una persona cara soffrire per il rientro, la buona notizia è che esistono strategie concrete e validate dalla psicologia per disarmare l'ansia prima che prenda il sopravvento. Ecco i nostri consigli pratici per fare un hard reset ed entrare in classe con lo spirito giusto.

1. Fai "coping ahead" (ovvero: la prova generale)

L'ignoto è il miglior carburante dell'ansia. Se stai per cambiare scuola o classe, la Dott.ssa Busman consiglia di praticare l'esposizione graduale: visita l'istituto qualche giorno prima dell'inizio ufficiale, cammina nei corridoi, individua dove si trovano i bagni, la ricreazione, la tua futura aula.

Se ne hai la possibilità, saluta in anticipo i professori: familiarizzare con gli spazi azzera l'effetto sorpresa ed evita che il primo giorno sia un sovraccarico sensoriale.

2. Ricalibra la routine prima del giorno X

Passare dalle 3 di notte su TikTok con sveglia a mezzogiorno all'alzataccia delle 6:30 dall'oggi al domani è il modo migliore per mandare in tilt il sistema nervoso. Almeno una settimana prima, riallinea i tuoi ritmi circadiani!

Sposta gradualmente l'orario del sonno e inizia a scegliere gli outfit o a preparare lo zaino la sera prima. Riduci il numero di decisioni da prendere al mattino per risparmiare energia mentale.

3. Attiva i tuoi bestie

Affrontare le transizioni con al proprio fianco figure amichevoli migliora drasticamente l'adattamento emotivo e scolastico.

Pianifica dei momenti con i tuoi compagni di classe prima del primo suono della campanella. Sapere di avere un "buddy" con cui condividere il banco o l'intervallo trasforma la paura in complicità.

4. Valida i tuoi sentimenti senza giudicarti

Dire a se stessi "devo stare calmo/a, non è niente" non funziona quasi mai. Riconoscere la propria paura è la chiave per ridurne il potere. Ripetiti che è assolutamente normale provare ansia di fronte alle novità!

Concediti la possibilità di vivere le tue emozioni e prepara un piano d'azione semplice per i momenti no: una tecnica di respirazione, una traccia musicale rassicurante da ascoltare durante il tragitto o una persona di riferimento a cui inviare un messaggio se senti che la pressione sale.

5. Premia ogni piccolo traguardo

La motivazione funziona meglio quando è legata a una ricompensa immediata.

Riconosci l'impegno che ci metti nel superare un momento difficile. Organizza una merenda che adori subito dopo l'uscita da scuola, o concediti un episodio della tua serie preferita senza sensi di colpa. Celebrarti per essere andato/a in classe nonostante la paura rinforza la tua percezione di efficacia personale.

Le tips dell'Istituto Superiore di Sanità

Proprio pochissime ore fa, la ricercatrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità Chiara Cattaneo ha stilato una serie di consigli che arrivano al momento giusto.

Particolarmente interessanti sono le indicazioni sul ruolo dei genitori: sul piano emotivo, il compito della mamma e del papà è quello di ascoltare e accogliere le preoccupazioni dei figli senza ridimensionarle, ponendo domande aperte e facendo attenzione a non trasmettere le proprie ansie o aspettative.

Occorre inoltre evitare di sovraccaricare gli studenti, distribuendo bene i compiti rimasti e posponendo l'avvio di nuovi impegni extra scolastici finché i ritmi non si saranno consolidati. Un'attenzione specifica va riservata alle famiglie con gemelli: è fondamentale garantire a ciascun fratello lo spazio per esprimere la propria emotività senza fare paragoni, poiché ogni ragazzo reagisce alle novità con tempi e sensibilità differenti.

Se non basta: quando è il momento di chiedere aiuto?

Bisogna essere chiari: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un gesto di grande maturità e consapevolezza. Un recente report dell'OCSE evidenzia come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e i programmi d'ascolto psicologico ad accesso libero (come lo sportello d'ascolto scolastico o i servizi territoriali dedicati ai giovani) siano in grado di ridurre i sintomi d'ansia fino al 19% e di sbloccare situazioni di paralisi.

Se l'ansia non passa dopo le prime 3-4 settimane, se le crisi di pianto, il rifiuto o i sintomi fisici continuano ad ostacolare la vita di tutti i giorni, parlarne con un professionista della salute mentale - uno psicologo o uno psicoterapeuta - è la scelta migliore per ritrovare serenità.

La scuola è un capitolo importante, ma non definisce il tuo valore come persona. Con il giusto supporto, le giuste strategie e un pizzico di gentilezza verso te stessi, questo nuovo anno scolastico può trasformarsi da motivo di panico a un'occasione per scoprire quanto sai essere forte.