Anno scolastico al via ma il personale non basta, la protesta: «Manca l’assistenza agli alunni con disabilità» - L'Unione Sarda.it
«A causa della mancanza del personale Ata il personale scolastico non riesce a gestire in maniera dignitosa gli alunni con disabilità grave. Sempre più spesso i genitori sono costretti a correre a scuola per somministrare l’insulina ai propri figli o per cambiare loro il pannolino. La situazione è ormai insostenibile».
Lo denuncia il segretario generale della UIL Scuola Sardegna, Giuseppe Corrias. «La situazione nelle scuole della Sardegna ha raggiunto un livello di criticità non più tollerabile – ribadisce il segretario -. Il progressivo taglio agli organici del personale Ata ha ridotto il numero dei collaboratori scolastici al minimo storico, lasciando gli istituti nell’impossibilità di garantire una gestione dignitosa e sicura degli alunni con disabilità grave e con patologie croniche come il diabete infantile».
Oggi le scuole, rende noto la Uil, si trovano ad affrontare quotidianamente emergenze complesse: dalla gestione dell’igiene personale e dal cambio del pannolino per i bambini con gravi disabilità, fino al monitoraggio della glicemia e alla somministrazione dell'insulina per i piccoli alunni diabetici. «Mansioni di natura delicata e sanitaria che non possono e non devono più essere scaricate su collaboratori scolastici già oberati di lavoro, sottodimensionati e privi di una formazione specialistica adatta a far fronte a tali responsabilità», precisa il sindacato.
Secondo Corrias «non si può continuare a delegare compiti di natura socio-sanitaria al personale scolastico per colmare le lacune del sistema sanitario e degli enti locali. Serve un intervento immediato e strutturato. Chiediamo alla Regione e agli Enti Locali di dotare gli istituti scolastici di figure professionali specializzate in grado di intervenire tempestivamente nelle scuole».
Carenze che secondo la Uil si ripercuotono sulle famiglie dei bambini. «Sempre più spesso i genitori sono costretti a rimanere in reperibilità costante, dovendo correre a scuola ad ogni ora del giorno per sostituirsi alle istituzioni – segnala il segretario generale della UIL Scuola Sardegna -. Molti di loro si sono trovati nell'impossibilità di mantenere una normale vita lavorativa, arrivando a rinunciare alla propria occupazione o a ripiegare su impieghi precari pur di garantire l'assistenza ai propri figli».
La Uil Scuola Sardegna ribadisce che «il diritto all'istruzione, alla salute e all'inclusione non può essere garantito a prezzo del sacrificio delle famiglie o della sicurezza del personale scolastico – conclude il sindacato -. Chiediamo un tavolo di confronto urgente con la Regione per programmare interventi concreti ed evitare che la scuola pubblica continui a trasformarsi in un luogo di emergenza quotidiana».
(Unioneonline/A.D.)
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