Angurie, l’agricoltura diventa smart: il guadagno corre su un nastro
La mantovana Meccanica Malavasi e il sistema che accelera la raccolta e riduce la fatica

Il nastro della Meccanica Malavasi in azione

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Sermide (Mantova) – Raccogliere angurie sotto il caldo torrido non è mai stata una passeggiata, ma con queste costanti estati di caldo record può diventare pericoloso. A rendere meno pesante il lavoro nei campi e più produttive le campagne di raccolta ci pensa la tecnologia, con un’idea made in Mantova applicata a chilometro zero. Alla Nadalini di Sermide, nella punta più occidentale della Bassa mantovana, per la raccolta delle angurie è stato introdotto il cosiddetto nastro agevolatore.
Il nastro agevolatore alla sua seconda stagione
L’azienda, associata Coldiretti, è tra le prime a usarlo in Italia. Il nastro rende più facile e rapida la raccolta dei pesanti frutti dalla pianta al rimorchio. Una volta caricato, il prodotto viene portato nei locali dove sarà pulito, calibrato e confezionato. “Il nastro lo abbiamo messo in funzione l’anno scorso e questa è la sua seconda stagione – spiega Francesca Nadalini, in questi giorni impegnata nel picco della produzione –. Di fatto, il nastro agevolatore permette alle squadre in campo di evitare il passaggio dell’anguria di mano in mano. I singoli operai raccolgono da terra i frutti e li depositano sul nastro, che li trasporta fin sopra al rimorchio, dove un operatore li deposita in modo da evitare le ammaccature”.
Una realtà storica
Nadalini è un nome molto noto nel Mantovano: dal 1979 coltiva meloni, angurie e zucche nel territorio unico delle Valli Salse, dove il terreno argilloso e il microclima del Po creano condizioni particolarmente favorevoli per i frutti. “Col nuovo sistema – conclude l’imprenditrice – i tempi si riducono del 60-70%. Indicativamente, si raccolgono circa 60 quintali all’ora (ma i costruttori giurano che si può arrivare anche a 100, ndr), riducendo la fatica degli operai in campo e migliorando i conti in azienda”. Nadalini, poi, il nastro se lo è trovato praticamente sotto casa. Infatti, l’azienda che lo ha ideato e lo costruisce è la Meccanica Malavasi, sempre di Sermide, fondata da Roberto Malavasi e oggi gestita dal figlio Enrico e dal nipote Cristian Chieregati. I loro nastri ora li cercano anche all’estero: “In Ungheria lo hanno adattato alla raccolta dei cavoli e pare che ora ne vogliano un altro per la paprika”. Il costo? “Con una produzione di 7mila quintali di angurie, l’ammortamento non supera i 5 anni”.
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