Nove storie che arrivano dritte al cuore: ad Angera il cinema parla di salute mentale

Generico 14 Sep 2026

Sala piena e grande emozione ad Angera per Ciak-Azione! Sguardi sulla salute mentale, la serata di venerdì 18 settembre dedicata al cinema come strumento per raccontare fragilità, relazioni, inclusione e benessere psicologico. L’iniziativa si è svolta nella Sala Consiliare ed è collegata al progetto Il Museo prescritto: nuovi percorsi per l’accessibilità, il Ben-essere e l’invecchiamento attivo.

Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali della sindaca di Angera Marcella Androni, davanti a un pubblico che ha riempito la sala. Al centro dell’incontro sono state soprattutto le immagini e le storie: nove cortometraggi capaci di suscitare partecipazione, commozione e, in alcuni casi, inquietudine, affrontando da prospettive molto diverse il tema della salute mentale.

Il risultato della prima edizione del festival ha superato le aspettative degli organizzatori: 43 i filmati iscritti, 15 quelli arrivati alla selezione finale e nove quelli scelti per la proiezione di Angera. Un dato significativo anche per l’eterogeneità dei partecipanti: accanto a filmmaker e autori hanno presentato lavori scuole, cooperative, centri diurni, associazioni e altre realtà impegnate nel sociale.

Proprio questa pluralità era uno degli obiettivi del progetto. Agli autori non era stato imposto un tema rigidamente definito all’interno della salute mentale, né particolari vincoli espressivi oltre a quelli necessari per la realizzazione dei cortometraggi. Una scelta che ha lasciato spazio alla creatività e alla possibilità di raccontare liberamente disagio e sofferenza, ma anche risorse, relazioni e speranza.

Particolarmente importante è stata la partecipazione dei giovani e delle scuole. Nel corso della presentazione è stato ricordato come il disagio giovanile sia diventato ancora più evidente negli anni successivi alla pandemia e come offrire ai ragazzi occasioni nelle quali trasformare pensieri ed esperienze in un linguaggio creativo possa avere un valore che va oltre il risultato cinematografico.

«Lo scopo non era premiare semplicemente chi aveva realizzato il lavoro esteticamente o tecnologicamente migliore, ma dare una vetrina e una possibilità a persone e realtà molto diverse di proporre la propria arte e il proprio racconto», è stato sottolineato durante la serata. La soddisfazione degli organizzatori nasce anche dalla risposta ricevuta dai partecipanti alla manifestazione conclusiva del festival dello scorso 15 maggio.

Generico 14 Sep 2026

La selezione delle opere è stata affidata a una giuria composta da figure provenienti da ambiti differenti. A presiederla è stato il regista Giacomo Campiotti; tra i componenti ricordati durante la serata anche Marco Giovannelli e Matteo Inzaghi, insieme a rappresentanti del mondo delle istituzioni, della scuola e dei servizi educativi. Una composizione pensata per mettere a confronto sensibilità e competenze diverse, senza ridurre il giudizio alla sola dimensione tecnica.

Ad Angera sono stati presentati Stringhe del Centro Lavoro Guidato “La nostra famiglia” di Como, Quello che non si vede della 4ª A dell’Istituto superiore SSAS Stein di Gavirate e Quiet hours di Theo Knox. A seguire Chi è della Cooperativa Gulliver “Casa nuovi orizzonti” di Varese, The Nightmare di David Russo e Rumore di fondo del liceo “Ferraris” di Varese. Nel terzo gruppo, Quello che non vediamo della Cooperativa Gulliver – Centro Diurno “Padre Beccaro” di Varese, Uno come noi della seconda B della scuola media di Casciago e Volevamo solo giocare dell’associazione “I fiori oltre il giardino” di Como. A completare il programma, il lavoro primo classificato, Pillole di salute mentale della Comunità “S. Giuseppe” di Albavilla.

Titoli e storie differenti, accomunati dalla volontà di mettersi in gioco e rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto. Ed è stato proprio questo uno degli aspetti che ha maggiormente colpito il pubblico: dietro ai filmati non c’erano soltanto idee e tecniche cinematografiche, ma persone che hanno scelto di esporre qualcosa di sé e, come è stato detto durante l’incontro, di «aprire un po’ il loro cuore».

Ad accompagnare la visione e il confronto sono intervenuti Isidoro Cioffi, psichiatra, il Gruppo di Lavoro per la salute mentale di Varese, Guido Ranza, presidente di Somsart di Comerio, e Marco Giovannelli, direttore di VareseNews.

La scelta della stessa immagine utilizzata per presentare l’iniziativa – due giovani che sorridono – contiene in fondo il messaggio della serata: parlare di salute mentale significa certamente non nascondere sofferenza e disagio, ma non fermarsi alla sofferenza. Significa raccontare anche possibilità, relazioni, creatività e percorsi attraverso i quali tornare a guardare avanti.

La risposta del pubblico di Angera e l’emozione che ha accompagnato le proiezioni confermano così il senso dell’esperimento: fare del cortometraggio una piccola finestra attraverso la quale esperienze molto differenti possano essere viste, ascoltate e condivise. E, dopo una prima edizione capace di raccogliere 43 lavori, per gli organizzatori c’è già la prospettiva di fare tesoro dell’esperienza per una prossima edizione.

L’evento a Materia

Il 30 settembre si replica l’iniziativa a Materia con gli stessi protagonisti e altri ospiti, studenti e operatori

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