Angelo Peressini, chi è l'uomo più longevo d'Italia con i suoi 109 anni: «Il mio segreto? La pazienza e l'onestà»

Dopo la scomparsa di Vitantonio Lovallo, 112enne di Avigliano in provincia di Potenza, Angelo Peressini, di San Pietro di Feletto, è l'uomo più longevo d'Italia.
Angelo, che nella speciale classifica delle persone più anziane d'Italia si piazza al 32° posto preceduto da tante signore, vive a Rua e lo scorso mese di luglio, circondato dall'affetto dei suoi cari, ha spento ben 109 candeline.

«Sono incredulo - ha detto ai familiari - Non pensavo di poter arrivare a questa età e sono orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo. Se sono arrivato fin qui, è perché ho sempre avuto tanta pazienza e ho cercato di voler bene a tutti, possibilmente appianando eventuali dissapori».
In occasione del suo compleanno, aveva aggiunto che il suo "elisir di lunga vita" comprendeva anche l'onestà, la volontà di non portare rancore nei confronti di nessuno e la determinazione nello svolgere serenamente i propri compiti.

Chi è

Classe 1917, Peressini è un reduce di guerra, un marito, un papà affettuoso e un lavoratore instancabile. Nacque a San Daniele del Friuli in una famiglia con otto fratelli, venne allevato da una zia a Pieris di San Canzian d'Isonzo e da giovane imparò il lavoro dell'elettricista.
Fece il militare per sette anni e, durante la Seconda Guerra Mondiale, venne fatto prigioniero in Albania. Dopo la fine del conflitto, tornò a casa e raggiunse Treviso, dove aveva fatto il militare, trovando appoggio da alcuni conoscenti. In seguito, venne assunto dall'Anonima Elettrica, società che operava nel settore dell'elettrificazione, dove lavorò per qualche anno.

Nel 1953 si trasferì a San Pietro di Feletto come capozona e in paese ricordano che fu lui a portare la corrente in tutte le case. Il 1953 fu una data importante anche sul fronte sentimentale perché sposò Maria, anche lei di San Daniele del Friuli. Dalla loro unione nacquero due figlie. Peressini ha guidato la macchina fino a 92 anni e, quando si è reso conto di essere molto anziano, ha dismesso la patente in autonomia.
Nel 2016 ha perso la sua amata moglie, che ricorda sempre con profondo affetto ribadendo in più occasioni che il giorno più bello della sua vita è quando l'ha sposata. Appassionato di calcio (in particolare dell'Udinese), boxe, corse di moto e auto, è sempre stato una buona forchetta.

Angelo si informa sulle vicende del suo territorio e del mondo leggendo il giornale e, finché ha potuto, non ha mai rinunciato alla sua passeggiata quotidiana in paese.
Da sempre vicino all'Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia (A.N.Art.I.), ha partecipato attivamente a diversi raduni, gite e cerimonie organizzate dagli artiglieri. «La sezione di Pieve di Soligo dell'A.N.Art.I. è felicissima per questo traguardo - commenta il presidente Fabio Decet -. Non ho più aggettivi e parole per descrivere Angelo i valori che incarna per la nostra Associazione. Come ho già detto in occasione del suo 109esimo compleanno, è il nostro "angelo custode" infinito: un vero artigliere duro al pezzo».

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