Andrea Mountbatten-Windsor vuole citare in giudizio la polizia per le perquisizioni e l'arresto dello scorso febbraio: cosa sta succedendo?
Era lo scorso febbraio e le immagini di Andrea Mountbatten-Windsor, fratello minore di re Carlo III, arrestato nel giorno del suo 66esimo compleanno dalla Thames Valley Police fecero il giro del mondo.
Andrea Mountbatten-Windsor vuole citare in giudizio la polizia che perquisì le sue abitazioni a febbraio.
Samir HusseinA distanza di otto mesi, l'ex principe, privato di titoli e onorificenze, vorrebbe citare in giudizio la polizia per una presunta violazione della legge. Stando al Telegraph, che per primo ha riportato la notizia, Andrea Mountbatten-Windsor avrebbe ottenuto l'autorizzazione a contestare la legittimità dell'operato delle forze dell'ordine in merito alle perquisizioni connesse al suo arresto, che vennero effettuate a Marsh Farm, all’interno della tenuta reale di Sandringham, e al Royal Lodge di Windsor, che ai tempi ancora occupava.
Dopo i fatti, Andrea aveva presentato istanza di revisione giudiziaria in merito a quella perquisizione e la sua richiesta è stata ora accolta da un giudice dell'Alta Corte. Manca ancora la decisione definitiva: sarà presa il prossimo giovedì nel corso di un'udienza a porte chiuse, quando potrebbero anche essere resi pubblici alcuni documenti giudiziari relativi al procedimento di revisione.
L'ex principe era stato arrestato con l'accusa di abuso d'ufficio nell'ambito di un'inchiesta parallela a quella dello scandalo Epstein, il finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2009 che Andrea conosceva molto bene. Il fratello di re Carlo III, ai tempi in cui lavorava come emissario commerciale del Regno Unito, avrebbe condiviso informazioni riservate proprio con Epstein, favorendo attività commerciali e investimenti a Singapore, Hong Kong e in Afghanistan.
Una delle immagini più famose dell'arresto dell'ex principe Andrea.
Simon Ackerman/Getty ImagesSi parla di documenti riservati di alto livello. La condivisione sembrava prassi consolidata tra i due, tanto che l'ex principe avrebbe trasmesso all'amico alcuni file appena 5 minuti dopo averli ricevuti. Una vicenda ancora da chiarire, ma che prevede l'ergastolo come pena massima.
Andrea venne rilasciato dodici ore dopo l'arresto, ma le indagini sui suoi presunti illeciti sono ancora in corso, come ha specificato in una nota condivisa con la stampa la Thames Valley Police. «Mentre prosegue l'indagine su presunti illeciti nell'esercizio di funzioni pubbliche, siamo impegnati in un procedimento legale riguardante mandati precedentemente ottenuti dalla Central Criminal Court. Trattandosi di un procedimento in corso, sarebbe inappropriato rilasciare ulteriori commenti». Nessun commento nemmeno dall'entourage dell'ex principe, né tantomeno da Buckingham Palace. Oggi Andrea è un privato cittadino, e come tale deve affrontare e gestire qualunque vicenda, comprese quelle giudiziarie.