Andrea Burroni muore a 74 anni dopo una lunga lotta contro la malattia, gli amici: «Uomo con una grande cultura»

PADOVA - Cultura, colore, curiosità. Tre parole che raccontano Andrea Burroni, mancato ieri a Padova dopo una lunga malattia, circondato fino all'ultimo dal calore degli amici che non lo hanno mai lasciato solo. Nato a Siena nel 1952 si era trasferito a Padova giovanissimo, quando aveva appena 16 anni, raggiungendo Abano e cercando subito di trasformare il talento nel disegno in un lavoro. Un talento che aveva già ottenuto riconoscimenti e premi. Artista, designer, antiquario, collezionista, uomo di cultura. Una personalità eclettica difficile da racchiudere in una sola definizione.

Chi era

«Era l'uomo con la maggior cultura che abbia mai conosciuto», racconta un amico che gli è stato vicino per anni. «Ho girato il mondo per lavoro e ho conosciuto tantissime persone, ma nessuno come Andrea. Aveva una memoria incredibile, quasi quella di Pico della Mirandola». Una memoria alimentata da una curiosità senza confini. «Aveva letto tutto quello che c'era da leggere, dall'antiquariato all'arte, fino alla filosofia. E quella cultura la metteva in tutto ciò che faceva». È anche così che Burroni ha costruito il proprio percorso professionale, fino alla nascita dello studio Andrea Burroni Design e alle numerose collaborazioni che hanno segnato la sua carriera, compresa quella con il mondo Gucci.
Un percorso che lo ha portato a vivere e lavorare anche all'estero, New York, Parigi e Londra, senza però perdere mai il legame con Padova, che è rimasta la sua base e il luogo nel quale continuare a progettare, immaginare e costruire. Negli ultimi anni è stato anche presidente dell'associazione Padova Design District, impegnandosi in diversi progetti dedicati alla riqualificazione artistica e culturale della città.

Il progetto

Tra questi, anche il progetto legato a piazza De Gasperi, uno degli spazi sui quali aveva concentrato idee, energie e passione. Andrea Burroni, interior designer ha il suo studio proprio in nel cuore della piazza. «Sono stanco che si parli sempre male di questo meraviglioso quartiere - diceva Burroni parlando di piazza De Gasperi dove aveva deciso di aprire il suo studio proprio in nel cuore della piazza - vorrei che le persone invece di criticare il degrado e i drogati che ci sono in ogni città venissero a vivere la comunità».
Tra i suoi interventi più significativi anche il progetto di urban design sul ponte di via Vigonovese, a Camin, dove ha reinterpretato in chiave contemporanea la celebre Creazione di Michelangelo.

La collega

Al suo fianco, per oltre trent'anni, c'è stata anche Elena, storica collaboratrice e amica. «Ho lavorato con Andrea oltre 30 anni - racconta - in questi anni noi tutti siamo stati una famiglia per lui». Perché Burroni, spiegano gli amici, aveva saputo costruire attorno a sé una rete di affetti profondi, persone che gli sono rimaste accanto anche durante la malattia. Negli ultimi venti giorni ha dovuto affrontare anche il ricovero in ospedale, ma fino a poco tempo prima aveva continuato a lavorare. Il lavoro, per lui, non era soltanto una professione. Era il modo attraverso il quale continuava a esprimere quella curiosità e quella passione per la bellezza che lo avevano accompagnato per tutta la vita.

«Chiunque lo abbia conosciuto, anche soltanto per poco tempo, ne rimaneva affascinato - racconta Elena - trasmetteva gioia, curiosità e una passione infinita per la bellezza». La passione per i colori è un tratto che gli amici vogliono portare anche nell'ultimo saluto. Per la cremazione hanno chiesto che i legni siano naturali e che sia possibile che proprio loro li colorino, come un ultimo gesto d'affetto e un omaggio alla sua maniera di guardare il mondo. Un ultimo progetto, semplice e simbolico, costruito attorno a ciò che più lo rappresentava: i colori, la materia, la creatività. Gli amici che gli sono rimasti accanto durante la lunga malattia oggi lo salutano ricordando non soltanto il professionista ma, soprattutto, l'uomo curioso, colto, eclettico e capace di accendere entusiasmo in chi incontrava. L'ultimo saluto ad Andrea Burroni sarà sabato 26 settembre, alle 11, con rito civile nella Sala del commiato di via Turazza.