America's Cup a Napoli, il ministro Francesco Lollobrigida al Mattino: «Non c'è sfida che l'Italia non possa vincere»
Il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, è intervenuto in diretta dal Race Village dell'America's Cup, intervistato dal direttore Vincenzo Di Vincenzo e Gerardo Ausiello.
«Mi sono trovato immerso nelle bellezze enogastronomiche campane. Tutto legato alle nostre filiere produttive. Lo stile campano riesce a mostrarsi al mondo anche in competizioni del genere» ha detto Lollobrigida.
«Il 15 maggio il premier annunciò questo appuntamento. È stata però molto importante la collaborazione istituzionale».
«Siamo contenti dell'impegno serrato anche dopo i ripensamenti di alcune forze politiche».
Della trasformazione fatta fino a oggi il simbolo è Bagnoli.
«Si sta lavorando per la valorizzazione. L'Italia dovrebbe essere la nazione più ricca al mondo, prima forse non funzionava qualcosa oggi dobbiamo impegnarci per mostrare quello che abbiamo. Non c'è sfida che l'Italia non possa vincere».
«Appena festeggiato il governo più longevo. Sottolineo che solo una donna poteva riuscire ciò che 77 uomini non erano riusciti a fare. Abbiamo il massimo dell'export dell'agroalimentare. Abbiamo vari record della storia repubblicana. L'Italia per le opposizioni doveva essere marginalizzata ma invece eccoci qui».
«Risultati in un mondo in cui ci sono nuovi assetti. Oggi è cambiata la geografia, il commercio. L'Italia ha goduto di situazioni capitate altrove? »
«Non siamo millantatori, esistono problemi rilevanti. Ma abbiamo raggiunto risultati importanti. L'export ha rilanciato l'economia e riusciamo a raccontare un'Italia che ha tutto. Abbiamo lavorato per dare un'idea d'Italia che inverte la rotta cosi come fa una barca con un buon vento».
Ministro, per quanto riguarda le Olimpiadi Napoli-Roma?
«Ne parlavo con Buonfiglio. Sono un sogno e soprattutto i risultati te li porti dietro, cosi come abbiam visto nelle ultime invernali, l'investimento è importante ma il ritorno economico ci porta un guadagno, è quello che si deve vedere».
Cosa diciamo agli appassionati di ippica?
«Varenne è stato uno dei campioni. L'ippica è una tradizione importante collegata ad economia e lavoro. Così accade in tante altre parti del mondo ed è un esempio di interclassismo. Abbiamo fatto degli errori l'UNIRE funzionava male ma scioglierla è stata una follia. Ora la competenza è al ministero e dobbiamo investire sull'ippica come il modello francese. Noi investiamo 150 milioni l'anno e abbiamo ricreato il nucleo dei carabinieri di sorveglianza dell'ippica che non agiva dall'83. La differenza con la Francia è che lì c'è un guadagno di 700 milioni. L'evento ad Agnano ci consentì di sostenere iniziative benefiche. I miracoli li fanno i santi, ma noi possiamo invertire la rotta».