Ambiente, la linea Pantana: "Sentinelle per il verde. L’aiuola? Per me è bella"
"La gente chiede vicinanza nella soluzione di problemi quotidiani come la cura del verde, delle piante e nel taglio dell’erba". Deborah Pantana, assessora all’ambiente e ai gemellaggi, svela quali sono le esigenze dei cittadini in base alle loro richieste. "L’idea è creare sinergie nei quartieri attraverso sentinelle che si occupano assieme a noi del verde. È importante avere dei guardiani nel territorio per essere ancora più pronti a soddisfare le esigenze dei cittadini che vogliono vedere curati il verde e i parchi. L’amministrazione deve fare la sua parte, ma anche il cittadino che deve essere responsabilizzato".
Pantana, state pensando di avviare delle campagne. "Sì, ne faremo una sulla plastica e nelle scuole sarà promossa l’educazione ambientale".
Quanto tempo sarà necessario perché conosca a fondo la macchina amministrativa? "Un po’ la conosco, però non nascondo di essere stata spaventata quando mi è stata affidata la delega all’ambiente, perché non conoscevo a fondo questo settore. E così mi confronto sempre con gli uffici, con chi lavora da tempo in questo settore e con i cittadini, perché solo in questo modo si conoscono le loro esigenze e richieste".
Lei fa parte di Noi Moderati, da quanto tempo ha aderito? "Ufficialmente da un anno, tuttavia con Maurizio Lupi ho condiviso il suo percorso politico ed era il mio punto di riferimento quando ero in Forza Italia. Poi lui, a un certo momento, ha iniziato un percorso suo, ma io ho sempre mantenuto il rapporto".
Si aspettava più del 2,65% di Noi Moderati ottenuto alle recenti elezioni di Macerata? "È sempre difficile fare previsioni, tuttavia ritengo che abbiamo fatto un’importante operazione politica unendo un partito nazionale con i Civici Marche, un’idea che sento vogliono promuovere anche in altre realtà. A Macerata abbiamo colto un ottimo risultato, superiore alla media nazionale del partito".
Cosa è cambiato rispetto a quando avevate detto di voler scendere in campo in modo autonomo e indipendente? "Avevo parlato con Sandro Parcaroli quando non sapeva ancora se si sarebbe ricandidato, mi ricordo di avergli detto che sarebbe stato confermato se si fosse presentato agli elettori. Ma a quel tempo era ancora incerto e noi abbiamo rotto gli indugi, dicendo che saremmo andati soli se Parcaroli non fosse sceso in campo".
Lei era convinta che il centrodestra sarebbe stato confermato alla guida della città con Parcaroli candidato? "Senza Parcaroli il centrodestra avrebbe potuto perdere. I partiti hanno fatto un grande lavoro, ma la gente vuole bene a Sandro che al ballottaggio ha aumentato di circa 1.600 voti le preferenze. Noi volevamo fortemente Parcaroli, così come Acquaroli che lo ha fortemente voluto e sostenuto: Sandro ha fatto la differenza".
Lei pensa che le donne avrebbero fatto più fatica a entrare nei ruoli apicali delle amministrazioni se non ci fosse stata la legge a imporre che nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore del 40%? "Purtroppo penso di sì. Le donne fanno più fatica a candidarsi, a fare una campagna elettorale dovendo lavorare, curare la casa e i figli".
Lei in Provincia è stata consigliera alla parità. Come ha visto il fatto che il suo ingresso in giunta sia coinciso con l’uscita di Oriana Piccioni e non di un uomo? "La questione è legata alle quote rosa che impone la presenza di almeno quattro donne. Ecco perché è importante avere questa legge".
All’inizio il suo partito è rimasto fuori dalla giunta. Perché? "Ho parlato a lungo con Parcaroli che se avesse potuto non so quanti assessori avrebbe nominato, perché è una persona che crede nella squadra e delega. All’inizio era tutto chiaro, poi sono subentrate delle difficoltà fino a quando non è stata ripristinata la possibilità che tutte le forze della coalizione siano presenti nel governo cittadino".
All’appello manca l’Udc. "Ma ha dato la disponibilità di seguire una delle più importanti partecipate del Comune (Apm)".
Lei nel 2015 è stata candidata sindaco, poi si è allontanata dalla politica cittadina. Ha accusato quella battuta d’arresto? "Ho sentito la necessità di prendermi una pausa. Per me è sempre stata una missione rappresentare la mia città e mi sono spesa tantissimo come è nel mio carattere in qualsiasi cosa abbia fatto. Dopo quelle elezioni Macerata ha attraversato un momento complicatissimo dove mi sono spesa, ma alla fine ero davvero stanca".
I gemellaggi fanno parte delle sue deleghe, c’è l’idea di stringere rapporti con altre città? "Ci sto lavorando. Ringrazio Riccardo Sacchi per avermi ceduto la delega e raccolgo il suo importante lavoro. In giunta ho proposto di allargare il cerchio, perché i gemellaggi aiutano a far conoscere le nostre ricchezze, su tutte lo Sferisterio. Ho iniziato a prendere contatti con altre città, sono interessata a gemellaggi con città di arte e che hanno cura dell’ambiente, così ho scritto a vari Comuni italiani e a città straniere".
Quali? "Al momento è troppo presto per parlarne".
Lei ha dichiarato di avere tante idee per l’ambiente, quale attuerà a breve? "Ai primi di settembre incontrerò le associazioni ambientali, si procederà a una mappatura nei quartieri dove faremo sì che ci siano delle sentinelle sul verde. Poi ho in mente di promuovere entro l’anno gli Stati generale sull’ambiente in cui saranno coinvolti tutti gli assessori perché, come sempre, facciamo un lavoro di squadra".
A proposito, le è piaciuta l’aiuola vicino allo Sferisterio costata sui 10mila euro? "L’importo è di circa tremila euro inferiore e in quella cifra è compreso l’acquisto di fiori e vasi e la sistemazione davanti all’arena. E comunque quell’aiuola la trovo bella".