Altri 100 milioni per Ex Ilva, Giorgetti: "Completa il percorso di cessione dell'attività"
Redazione 27 luglio 2026 19:12
Nuovi fondi per l'Ex Ilva. Il governo prende atto del provvedimento della Corte di Appello di Milano, che interviene alla vigilia del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali previsto per domani e che, alla luce di tale decisione, rende tale confronto ancora più necessario. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi poco prima del Consiglio dei ministri di oggi, lunedì 27 luglio, che ha approvato lo stanziamento di un'ulteriore tranche del prestito necessaria ad assicurare la continuità operativa dell'azienda in attesa del perfezionamento della cessione con riferimento all'area a freddo dello stabilimento di Taranto.
Nuovo finanziamento da 100 milioni per Ex Ilva: il decreto del governo
Con il provvedimento della Corte d'appello di Milano 'l'area a caldo' dell'ex Ilva di Taranto di fatto 'non esiste più'. È questa l'interpretazione data alla decisione dei giudici milanesi da fonti di governo. Per questo Palazzo Chigi, dopo il Consiglio dei ministri, ha indicato in una nota che si procede al prestito per 'assicurare la continuità operativa dell'azienda in attesa del perfezionamento della cessione con riferimento all'area a freddo. L'area a freddo può lavorare le bramme prodotte altrove e di fronte a tali cambiamenti della situazione del gruppo siderurgico 'ora si dovra' capire come procedere' e si fa notare da fonti governative che 'se non c'e' piu' l'area a caldo non resta che concentrarsi sull'area a freddo'.
"Per quanto riguarda l'Ilva, le sentenze sono sentenze, valgono per tutti e la sentenza mi sembra assolutamente chiara con l'ordine della chiusura dell'area a caldo, è questo è un fatto su cui stiamo ragionando, domani c'è un incontro con i sindacati, ma questo è un fatto che stravolge - se vogliamo dirla tutta - una fase di cessione che era abbastanza avanzata direi prossima alla definizione con la controparte e che in questo momento cambia completamente le condizioni della vicenda", ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti commentando in conferenza stampa dopo il cdm la sentenza di Milano.
"L'altro articolo in Cdm, che era stato concepito prima della sentenza del Tribunale di Milano, su cui aveva commentato direttamente Palazzo Chigi, sono ulteriori 100 milioni a favore dell'amministrazione straordinaria di Ilva per completare il percorso a questo punto di cessione delle attività. In questo caso mi sembra vada a circoscrivere le attività a freddo che erano in fase di avanzata definizione e che adesso dovranno essere, diciamo così, aggiornate in base alla sentenza che è intervenuta", ha detto Giorgetti. "Direi che bisogna leggere la sentenza. Non è che se ci sono problemi di salute cambia la questione se il soggetto che produce e inquina è privato o pubblico", spiega poi rispondendo a chi gli chiedeva se a questo punto è possibile una presenza presenza pubblica nella compagine.
Federacciai, Gozzi: "Apoteosi di un approccio giudiziario che ignora realtà industriale"
Pretendere la rimozione dell'amianto dai cowper di un altoforno significa imporre una prescrizione incompatibile con la tecnologia stessa dell'impianto: è come pretendere che un'automobile possa funzionare senza motore". Lo afferma Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, in merito alla decisione della Corte d'Appello di Milano di fermare gli stabilimenti ex Ilva, spiegando che "se gli stessi criteri venissero applicati a tutta la siderurgia europea, gli altiforni del continente sarebbero costretti a fermarsi".
"È una clamorosa ingiustizia che colpisce solo l'industria italiana, con un'interpretazione delle norme che, nei fatti, rende impossibile produrre acciaio da altoforno - aggiunge Gozzi - La tutela della salute è un valore irrinunciabile, ma non può tradursi in prescrizioni tecnicamente irrealizzabili che mettono a rischio un settore strategico per il Paese. Di fatto si è scelta la chiusura dell'impianto, con conseguenze gravissime per migliaia di lavoratori, per le loro famiglie e per l'intera filiera dell'acciaio italiano", conclude.