Allarme piscine, la stretta del Nas: «Strutture pubbliche rischiose». Controlli su bagnini e impianti

Presi d’assalto nella stagione estiva, spesso non rispettano le regole, a volte anche involontariamente. Piscine, circoli sportivi e ludici, sono ora al centro di controlli mirati. Ancor più dopo le morti di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni di Sestri Levante risucchiata da un bocchettone in cui le si erano impigliati i capelli, quella di Gabriele Petrucci, 7 anni, annegato ad aprile per lo stesso motivo in un impianto di Suio Terme, in provincia di Latina. E alla luce della gravissima recente intossicazione da esalazione di cloro in un centro sportivo di Mentana, che ha portato otto bambini in ospedale. «Siamo al lavoro, come avviene in particolari periodi dell’anno - precisa il tenente colonnello Giancarlo Di Niso comandante del Nas di Roma - da giugno a settembre, quando o a campione o su segnalazione avviamo la campagna “Estate sicura” su input del Ministero della Salute in accordo con il Comando Tutela salute dei carabinieri». Sotto la lente dei carabinieri tutto ciò che riguarda il settore estivo e balneare, dai lidi alle spiagge, dalle piscine agli impianti sportivi e ludici. «La piscina pubblica è molto rischiosa, da qui un monito per i gestori a fare le cose in regola».

LE VERIFICHE

«Nelle piscine aperte al pubblico ovviamente andiamo a verificare diversi ambiti che attengono alla sicurezza ma anche profili di nostra competenza igienico-sanitario, molto spesso in affiancamento con le pattuglie del Nas e personale Asl e dell’Arpa per eseguire seduta stante il campionamento delle acque. Dal punto di vista della manutenzione spesso riscontriamo la mancanza di ditte specializzate, come è previsto per legge, per la sanificazione degli impianti di filtraggio. Per le piscine pubbliche infatti accanto alla manutenzione ordinaria personale dell’impianto ci deve essere una certificazione del controllo costante dei sistemi filtranti». 
Questa la nota dolente. «Spesso è assente la certificazione dei dosaggi di cloro o di altri prodotti che servono per la manutenzione della piscina, è assente. Da ciò che evita la presenza di alghe o altri metalli che possono essere dannosi per l’organismo umano, alla regolazione del Ph, fino alla certificazione stessa degli impianti e apparecchiature. Ci capita poi di verificare nelle piscine specie delle strutture alberghiere l’assenza di protezioni che evitino l’accesso senza controllo ai bambini, dopo l'orario di apertura». Come pure sono assenti o non funzionano «fontanelle e vaschette lava piedi che sono dei sistemi di sicurezza dal punto di vista sanitario che devono essere sempre funzionanti per evitare la diffusione di batteri e virus». I controlli sono a tutto campo: dallo stato generale dei luoghi agli spogliatoi, alla sala macchine, dove ci sono motori e prodotti».

IL NODO

Soprattutto vanno tenuti d’occhio a inizio giornata i valori di cloro presenti, in caso di impianto automatizzato questo deve lavorare secondo i parametri impostati, deve rilasciare quantitativi piccoli di cloro per permettere l'esatta clorazione dell'acqua. «Normalmente un impianto di clorazione automatizzato è difficile commetta errore, è più problematico e meno preciso quello dove la clorazione avviene in forma manuale, per capirci, con l’omino che controlla il quantitativo di cloro nella giornata, usando cloro liquido o in pasticche. Se la gestione non è corretta può creare problemi respiratori, irritazioni a occhi e mucose. Il problema ripeto è più frequente in un impianto manuale, salvo un malfunzionamento del macchinario. Purtroppo troviamo frequentemente la clorazione manuale».

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La manutenzione fai da te è più frequente, eppure l’occhio umano è fondamentale in ogni caso. Il fatto che l’impianto sia automatizzato non preserva da rischi e «un controllo manuale da parte del proprietario è sempre meglio», avverte Di Niso. Ovviamente, non è facile per i clienti capire il pericolo: «Per quanto riguarda il cloro se si avverte un odore pungente significa che il quantitativo è molto alto ma è difficile realisticamente andare a chiedere a un bagnino o al titolare qual è il valore del cloro nella piscina. In un impianto scoperto al sole con tanti bagnanti il valore del cloro evapora abbastanza velocemente, però potrebbe avvenire una clorazione eccessiva. Ma chi gestisce la piscina lo sa, e lo mantiene a livelli alti. Dipende anche che tipo di prodotto viene usato. Nei nostri controlli troviamo impianti sportivi davvero ben funzionanti da ogni punto di vista, però devo ammette che diversi presentano alcuni profili di irregolarità più o meno gravi, le cose sono lasciate un po’ al caso, proprio perché si tratta di aperture stagionali. Per questo l’elemento umano è fondamentale». 
Il senso di responsabilità non va delegato alle macchine. «Se per esempio si decide un trattamento choc, per ripristinare dei valori ottimali, una volta eseguito la piscina non può essere usata finché non ritorna nei valori ottimali. È tutto nelle mani dell'uomo, di chi la gestisce e di chi usa macchinari o impianti di sicurezza. Non è colpa delle macchine o della casualità».
 

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