«Allarme nuove droghe, così si aggirano le regole»

“Miele da sballo”, “white hash” e “frozen”. Tre nuove droghe che, in pochi mesi, hanno invaso il mercato napoletano allettando soprattutto i giovani. Creano particolare “dipendenza” e, per questo, sono altamente pericolose. «Rappresentano una sfida complessa per noi che ci occupiamo della lotta agli stupefacenti», spiega il maggiore Luca Battistella della compagnia Napoli Bagnoli. Sono stati i suoi uomini a effettuare il primo sequestro di “white hash” in città.

Quanto preoccupano le nuove droghe e perché?

«Le nuove sostanze psicoattive rappresentano oggi una delle sfide più complesse per la velocità con cui vengono sintetizzate e immesse sul mercato: spesso si tratta di un composto modificato chimicamente in modo minimo per eludere le tabelle ministeriali che ne vietano la commercializzazione, restando così per un periodo “legale” o comunque non ancora classificato. Questo comporta un duplice rischio: da un lato la difficoltà di intervento immediato da parte delle forze dell’ordine, dall’altro l’assoluta imprevedibilità degli effetti per chi le assume».

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Ci sono nuove droghe che non sono ancora state sequestrate in Italia?

«Sicuramente attraverso i canali di cooperazione internazionale e il monitoraggio dei laboratori di analisi forense europei si è a conoscenza di diverse sostanze di sintesi già in circolazione in altri Paesi che, quantomeno, non sono state sequestrate in Italia. Questo non significa che non arriveranno. Il mercato delle nuove droghe si muove più rapidamente della capacità di adeguamento normativo, ed è per questo che manteniamo un’attività di intelligence costante con le autorità preposte».

Come viene accentuato l’effetto dipendenza?

«Molte delle nuove droghe sono progettate per massimizzare la risposta dopaminergica in tempi più rapidi, generando assuefazione più veloce. Il basso costo abbassa la soglia di accesso e favorisce un consumo più frequente, alimentando un circolo che porta alla dipendenza in tempi molto più rapidi. C’è inoltre una mossa di marketing del pusher: la fa provare gratuitamente. Questo genera un effetto boomerang: una volta provato il “regalo”, non può più farne a meno».

Quanto è difficile controllare il mercato del web?

«È una delle sfide più impegnative perché le transazioni sono difficilmente tracciabili. Il nostro lavoro, in questi casi, si concentra molto sull’attività di polizia giudiziaria digitale».

Di quanto si sta abbassando l’età media dell’acquirente?

«Il primo contatto con la sostanza oggi si ha sempre più spesso nella fascia preadolescenziale ma non abbiamo un dato statistico consolidato».

Adulti e giovani: quali le preferenze?

«Tra i più giovani l’attrazione è per le nuove sostanze sintetiche “da sballo” e a basso costo, spesso acquistate tramite canali social o messaggistica. Sempre di moda hashish e marijuana. Tra gli adulti più diffuso il consumo di sostanze tradizionali come cocaina e hashish. L’acquisto avviene prevalentemente nelle fasce serali».

Prezzi in aumento nonostante il mercato esteso...

«Il mercato della droga, paradossalmente, segue meccanismi simili a quelli dell’economia legale. Un’offerta molto ampia tende a comprimere i prezzi al dettaglio, ma nel caso di alcune sostanze di maggiore purezza o di più recente introduzione registriamo comunque un mantenimento dei prezzi, se non un lieve aumento, dovuto ai rischi crescenti connessi al trasporto e alla distribuzione».

Quanto guadagna un giovane pusher oggi?

«Le cifre variano in base al ruolo. Il reclutamento fa leva su guadagni immediati e apparentemente facili, spesso sproporzionati rispetto al rischio reale percepito dai giovani coinvolti».

Perché le droghe oggi sono sempre più sintetiche?

«Perché la sintesi chimica costa meno, consente una produzione più rapida e meno esposta ai controlli. Al di là dei dati e delle tendenze del mercato, quello su cui vorremmo davvero richiamare l’attenzione è la sottovalutazione del rischio, soprattutto tra i più giovani. La percezione diffusa che alcune sostanze siano “leggere” o comunque gestibili è oggi ancora più pericolosa che in passato, proprio perché non si conosce con certezza cosa si stia realmente assumendo. Le nuove droghe di sintesi cambiano composizione con una velocità tale da rendere ogni singola dose un’incognita».