Alla scoperta dei tesori della Val D’Ambria: i paleontologi pavesi lavorano sulle orme dell’era Paleozoica

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Proseguono gli studi finanziati dal Parco delle Orobie Valtellinesi, nel Sondriese, con i ricercatori universitari. Le scoperte hanno reso l’area uno dei principali luoghi al mondo per lo studio dei fossili

Le ricerche di un gruppo di paleontologi dell’Università di Pavia guidati dal professore Ausonio Ronchi proseguono dall’estate del 2024

Le ricerche di un gruppo di paleontologi dell’Università di Pavia guidati dal professore Ausonio Ronchi proseguono dall’estate del 2024

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Albaredo (Sondrio), 2 agosto 2026 – I tesori della Val D’Ambria in mostra fino al 22 agosto. Con l’arrivo dell’estate, per il terzo anno consecutivo, è ripreso in Val D’Ambria il lavoro certosino dei paleontologi dell’Università di Pavia, finanziato dal Parco delle Orobie Valtellinesi.

Contemporaneamente, alla porta del Parco di Albaredo per San Marco, si potrà visitare la mostra degli importanti ritrovamenti presentati in diversi convegni internazionali, che hanno consacrato la valle sopra Piateda come uno dei principali siti paleontologici del mondo per le orme risalenti al Permiano, l’ultimo periodo dell’era Paleozoica (250 milioni di anni fa).

Un patrimonio che il Parco invita a scoprire guardando i video delle due serate dedicate alle peculiarità geologiche e morfologiche, sul canale YouTube, o di persona, nell’esposizione “Val d’Ambria: tracce di vita preistorica“ inaugurata ieri.

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Un punto del parco delle Orobie valtellinese

"Un gioiello nascosto”

"Le scoperte della Val d’Ambria sono un gioiello nascosto dell’enorme patrimonio naturalistico del nostro Parco che merita di essere divulgato e valorizzato affinché sia conosciuto da un pubblico sempre più ampio, in particolare dai valtellinesi – sottolinea il presidente Marco Ioli –. È un impegno che come Parco ci siamo assunti e che rinnoviamo promuovendo iniziative in collaborazione con i comuni. Dopo Piateda è la volta di Albaredo per San Marco: il periodo estivo, con la presenza di numerosi turisti in valle, consentirà la fruizione di giovani e famiglie. Sapere che in pochissimi posti al mondo si può trovare questo genere di reperti è motivo di grande orgoglio per il Parco e vorremmo che lo fosse per tutta la provincia. L’invito che rivolgiamo è quindi di conoscere lo straordinario patrimonio della Val d’Ambria: questa mostra è l’occasione migliore”.

La soddisfazione dell’assessore

"È per me motivo di grande soddisfazione accogliere e ospitare nell’Ecomuseo della Valle del Bitto di Albaredo questa importante mostra paleontologica, un’iniziativa di grande valore culturale e divulgativo che saprà certamente suscitare l’interesse sia dei più giovani sia degli adulti – afferma l’assessore alla Cultura Antonella Furlini –. Il mondo remoto della paleontologia, con le sue testimonianze di vita risalenti a centinaia di milioni di anni fa, esercita da sempre un grande fascino”.

La mostra “Val d’Ambria: tracce di vita preistorica“ sarà aperta fino al 22 agosto, da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 17.30, con orario continuato. L’ingresso è libero.

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