Alessio Pio morto a 18 mesi a Catanzaro, cosa ha rivelato l'autopsia: il ruolo della "sesta malattia"
Un "grave quadro settico con interessamento multiorgano". Sarebbe stata questa la causa del decesso del piccolo Alessio Pio di soli 18 mesi, avvenuto lo scorso 22 luglio dopo il ricovero all'ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Il bimbo frequentava il nido privato Family Baby School di Tropea, in provincia di Vibo Valentia, ora sotto sequestro: altri bambini sono stati ricoverati e poi dimessi dalle strutture sanitarie.
L'autopsia avrebbe escluso che il grave decorso clinico sia stato causato dal Clostridium difficile, come ipotizzato inizialmente. La causa principale sarebbe invece riconducibile al virus HHV-6 (la sesta malattia), associato a una batteriemia da Staphylococcus aureus, secondo quanto riportato da Isabella Aquila, direttrice della Medicina legale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro, che ha eseguito l'esame autoptico disposto dalla Procura.
Le successive indagini microbiologiche sono state condotte dalla Uoc di Microbiologia dell'Università Magna Graecia di Catanzaro.
Morte del piccolo Alessio Pio di 18 mesi a Catanzaro, cos'è emerso dall'autopsia
Alessio Pio era originario di Zungri: il 25 luglio si sono tenuti i funerali nel paese del Vibonese, giorno in cui è stato proclamato anche il lutto cittadino.
Secondo quanto emerso dall'esame autoptico, la terribile sequenza degli eventi sarebbe scaturita da una gastroenterite causata da Escherichia coli e in piccola parte dal Clostridium difficile (di cui non è stata però rilevata la tossina). Le difese immunitarie del bambino sarebbero state quindi indebolite, con un quadro reso ancora più grave dal virus HHV-6 che ha potuto superare "la barriera ematoencefalica e cagionare una devastante meningoencefalite, evento descritto in letteratura, ma raro".
In questo contesto, il batterio Staphylococcus aureus, proveniente dall'esterno, avrebbe provocato una batteriemia sistemica, la miocardite e la polmonite, fino a una sepsi diffusa e una coagulazione intravascolare disseminata che hanno quindi portato il bimbo alla morte.
La nota con i risultati dell'autopsia è stata inviata ai direttori sanitari di tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria, considerando "la rilevanza" e "l'impatto che il caso riveste sotto il profilo della salute pubblica", con l'obiettivo di "coadiuvare la diagnostica di altri potenziali casi in accordo con la Procura della Repubblica di Catanzaro".
A che punto sono le indagini
In una nota diffusa nelle scorse ore dalla Procura di Catanzaro, era già stato evidenziato come il processo patologico avrebbe coinvolto "l'apparato pleuro-polmonare, il cuore, con interessamento pericardico e cardiaco, e il sistema nervoso centrale, con un coinvolgimento meningo-encefalico".
Gli accertamenti svolti finora hanno quindi portato gli inquirenti a "escludere elementi di criticità nella gestione sanitaria del piccolo presso l'ospedale 'Pugliese-Ciaccio' di Catanzaro". Per questa ragione, gli atti sono stati trasmessi per competenza alla Procura di Vibo Valentia.
Sono complessivamente 38 i bambini che nell'ultimo mese hanno frequentato il nido privato di Tropea e che restano sotto osservazione.
Cos'è la sesta malattia
La sesta malattia è un’infezione virale tipica dei bambini piccoli, tra i sei mesi e i due anni di età, causata soprattutto dall’Herpes virus umano HHV-6B. Di solito si manifesta con febbre alta improvvisa per alcuni giorni, seguita dalla comparsa di una caratteristica eruzione cutanea rosata su tronco e collo, a volte anche su viso e arti.
Nella maggior parte dei casi è una malattia lieve e si risolve spontaneamente. Tra le possibili complicanze ci sono soprattutto le convulsioni febbrili. Più raramente, soprattutto in presenza di un sistema immunitario compromesso, possono verificarsi complicanze possono comparire forme più serie, con casi di meningoencefalite.