Alessio: “Alla Juve servono i leader e Locatelli mancherà”

Angelo Alessio analizza la Juventus: servono tempo e leader. Promossi Carnevali, Massara e Ottolini, mentre Conte viene considerato lontano dai bianconeri.

Tempo e leader. Sono questi, secondo Angelo Alessio, gli ingredienti che mancano alla Juventus per completare la propria ricostruzione e tornare stabilmente protagonista.

L'ex centrocampista bianconero, successivamente vice di Antonio Conte nel triennio 2011-2014, ha analizzato il momento della squadra di Luciano Spalletti a margine del Football Jersey Expo all'Allianz Stadium, come riportato da La Stampa.

Il giudizio parte da una considerazione: dopo anni caratterizzati da continui cambiamenti, pretendere risultati immediati sarebbe complicato.

«Di una squadra ancora in fase di costruzione, anzi di ricostruzione. E che quindi ha bisogno ancora di tanto tempo per poter raggiungere il livello sperato, in primis da Luciano Spalletti. In questi anni è sempre cambiato molto, dirigenti, allenatori, giocatori. È normale perciò dire questo, si tratta di una Juve che ha bisogno di tempo».

«Alla Juventus mancano dei leader»

Il problema, però, non riguarda soltanto il tempo necessario per costruire un nuovo ciclo.

Alessio individua una carenza precisa nella rosa: la leadership.

«Poi credo che le manchino dei leader, anche nelle ultime stagioni è stato così. Servirebbe un giocatore di grande personalità in più in ogni reparto, ora come ora forse l'unico in grado di trascinare la squadra è Locatelli, la sua è un'assenza che rischia di pesare molto».

Un'investitura importante per il centrocampista juventino, destinato a saltare una parte significativa della stagione a causa dell'infortunio.

Secondo Alessio, quindi, il problema non è soltanto sostituire tecnicamente Locatelli. Alla Juventus viene a mancare anche uno dei pochi elementi capaci di assumersi responsabilità nei momenti difficili.

Carnevali, Massara e Ottolini per aprire un ciclo

Se sul campo la costruzione è ancora incompleta, Alessio vede invece positivamente la nuova struttura societaria.

Dopo le numerose trasformazioni vissute dalla Juventus negli ultimi anni, la speranza è che finalmente possa essere stata individuata una base sulla quale costruire nel lungo periodo.

«Con Carnevali, Massara e Ottolini spero e credo che ci possa essere quel blocco dirigenziale forte in grado di rappresentare un punto fermo per ritrovare solidità e tornare a ottenere risultati». La continuità, quindi, deve partire dall'alto. Meno rivoluzioni e un progetto capace di svilupparsi nel tempo potrebbero rappresentare il primo passo per riportare la Juventus ai livelli ai quali aspira.

Gli infortuni non possono diventare un alibi

La squadra di Spalletti sta pagando anche un'emergenza particolarmente pesante.

Locatelli, Thuram e Yildiz sono soltanto alcuni dei giocatori importanti finiti in infermeria.

Alessio riconosce la sfortuna, ma allo stesso tempo pone una condizione alle grandi squadre:

«Non lo so, è vero che la Juve è stata particolarmente sfortunata con Locatelli, Thuram, Yildiz... ma è anche vero che quello degli infortuni è un problema che prima o poi affrontano tutti, diventare forti significherà anche andare oltre questi problemi».

Un concetto chiaro: le assenze possono spiegare le difficoltà, ma una Juventus che vuole tornare grande deve imparare a superarle.

Alessio promuove la reazione di Spalletti

L'ex bianconero riconosce inoltre un merito preciso all'attuale allenatore.

Dopo la pesante sconfitta contro il Sassuolo, Spalletti è riuscito immediatamente a intervenire sulla squadra. «Spalletti è un grande allenatore, anche la scorsa settimana ha subito saputo ricompattare la squadra anche dopo la sconfitta con il Sassuolo».

La risposta arrivata nelle partite successive rappresenta quindi un segnale importante.

La Juventus resta un cantiere, ma la capacità del tecnico di intervenire nei momenti di difficoltà viene considerata una garanzia.

«Conte? Il suo pensiero è molto lontano dalla Juve»

Inevitabile, infine, il riferimento ad Antonio Conte, con il quale Alessio ha condiviso alcune delle stagioni più importanti della recente storia juventina.

Il nome dell'ex tecnico continua ciclicamente a essere accostato alla panchina bianconera.

Alessio, però, raffredda lo scenario: «Sì, ma questo accostamento è più che altro un'esigenza dei media e una speranza dei tifosi. Secondo me il pensiero di Conte è molto lontano dalla Juve di oggi».

Parole che riportano l'attenzione sul presente e su Spalletti.

Per Alessio la Juventus non ha bisogno dell'ennesima rivoluzione, ma esattamente del contrario: tempo, continuità societaria e nuovi leader. Carnevali, Massara e Ottolini possono rappresentare il punto fermo fuori dal campo, mentre dentro manca ancora personalità. E l'indicazione più significativa riguarda proprio Locatelli: nella Juve attuale, secondo l'ex vice di Conte, è forse l'unico vero trascinatore.