Alcol in gravidanza, cresce la consapevolezza ma ancora troppo consumo occasionale - Sanità - Ansa.it
Le giovani donne sono sempre più
consapevoli dei rischi legati al consumo di alcol durante la
gravidanza e, nella maggior parte dei casi, dichiarano di
evitarlo. Ma tra ciò che viene riferito e ciò che i dati
mostrano sembra esserci una zona d'ombra: rimane infatti
sottovalutata l'abitudine a bere occasionalmente, specie in
compagnia.
È quanto indica un'analisi su campioni biologici materni e
infantili condotta dal Centro nazionale Dipendenze e Doping
dell'Istituto superiore di sanità tra gennaio 2024 e luglio 2026
nell'ambito del progetto 'Salute materno-infantile: formazione
degli operatori sociosanitari ed empowerment delle giovani donne
(18-24 anni) sui rischi connessi al consumo di alcol in
gravidanza'.
In occasione della giornata dedicata alla sensibilizzazione
sullo spettro dei disturbi feto-alcolici, che si celebra il 9
settembre, gli esperti partendo da questi dati puntano sulla
necessità di rafforzare la formazione degli operatori e
l'informazione alle giovani coppie che cercano una gravidanza.
"Il messaggio è chiaro: zero alcol in gravidanza - sottolinea
Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e
Doping dell'Iss -. Promuovere questa consapevolezza significa
intervenire prima del concepimento, durante la gravidanza e, più
in generale, aumentare la consapevolezza dei rischi legati al
consumo di alcol durante la gestazione".
Nell'ambito del progetto sono stati analizzati 83 campioni di
capelli di gestanti tra i 18 e i 24 anni e 147 campioni di
meconio neonatale. Le analisi hanno cercato tracce di
etilglucuronide (EtG), un indicatore utilizzato per valutare
l'esposizione all'alcol, insieme a uno screening per altre
sostanze psicoattive.
Il dato più significativo riguarda i campioni materni. Soltanto
due campioni hanno mostrato livelli di EtG vicini alla soglia
indicata come riferimento per un consumo cronico di alcol. Ma in
34 casi, pari al 41% del campione, le analisi dei capelli hanno
evidenziato un profilo compatibile con quello di una 'bevitrice
sociale'. Nelle interviste, le donne avevano però dichiarato di
non consumare alcol, di essere astemie oppure di aver interrotto
il consumo durante la gravidanza. Il dato, tuttavia, è
preliminare e dovrà essere ulteriormente approfondito, anche
attraverso una pubblicazione scientifica.
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