Alberto Pietroni, l’ex candidato che “fa le scarpe” ai dipendenti comunali che lavorano al casinò: 78 paia a 13mila euro
VENEZIA - Scarpe nere eleganti con suola in cuoio, un paio per l'inverno e uno per l'estate. Ca' Farsetti acquisterà per gli ispettori comunali in servizio al casinò e per il personale del cerimoniale una nuova dotazione di calzature: 78 paia per una spesa totale di oltre 13mila euro. E chi sarà a fare le scarpe (in senso letterale) al personale del Comune?
La fornitura è stata affidata (in via diretta) alla ditta di Alberto Pietroni, artigiano e candidato consigliere di Municipalità (non eletto) alle ultime elezioni per la lista Venturini sindaco. La parte più consistente della fornitura va agli ispettori comunali che lavorano nelle sale da gioco: 19 uomini e 6 donne, per un totale di 50 paia. Per il cerimoniale, invece, le scarpe andranno a uscieri, autisti e impiegati amministrativi, 14 persone in tutto.
Quantità e caratteristiche sono fissate dal regolamento comunale su divise e vestiario, modificato dalla giunta nel 2023. Per il cerimoniale il regolamento prescrive un abbigliamento «decoroso e consono» alle occasioni istituzionali, comprese quelle con autorità nazionali e internazionali. Per gli ispettori del casinò, che indossano la divisa obbligatoriamente durante il turno in sala, si chiede «una certa qualità» per garantire il decoro.
La ricerca del fornitore
A quanto precisato nella delibera di Ca’ Farsetti, sull’ecommerce della pubblica amministrazione non c'erano convenzioni Consip (Concessionaria servizi informativi pubblici) né prodotti adatti. Per questo, gli uffici hanno iniziato a chiedere i preventivi direttamente ai negozi: prima a essere chiamata in causa una delle aziende più note della città, “Lando Calzature”, che però ha risposto di non essere interessata al bando.
Allora era stata interpellata “Parutto Calzature”, che però ha fatto sapere di non trattare quel tipo di scarpa. Bata (ditta in cui peraltro Pietroni aveva iniziato la sua carriera, negli anni ‘70, prima di mettersi in proprio) ha presentato due proposte, da 6.191,60 e 6.771,60 euro, ma le calzature sono state giudicate «non adeguate agli standard di qualità e decoro» previsti dal regolamento. L'offerta di Pietroni (10.882,50 euro più Iva), pur più alta di 4mila euro, è stata ritenuta migliore dagli uffici in virtù del rapporto qualità-prezzo.
Le scarpe verranno consegnate ai dipendenti direttamente nei punti vendita della ditta.