Alberto Fortis in concerto al Castello Sforzesco tra radici e futuro

Il cantautore festeggia i 47 anni di canzoni con il nuovo album “Sentimental City”, in uscita dopo l’estate assieme a un’esuberante autobiografia. "È un vaccino contro l’indifferenza”

Alberto Fortis

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Milano, 26 luglio 2026 – Anche se in collegamento, ci sarà pure Moni Ovadia questa sera al ritorno di Alberto Fortis nel cuore del Castello Sforzesco. I due, infatti, hanno collaborato a quella “Ricordati di me” scelta dall’uomo delle fragole infinite per traghettare i suoi quarantasette anni di canzoni verso il nuovo album “Sentimental City”, in uscita dopo l’estate assieme a un’esuberante autobiografia carica di flash, momenti ed incontri. Ricordi da sfogliare un po’ come fa lo spettacolo coi sentimenti delle varie Marylin, Jane, Angela unendo passioni sfumate dal tempo.

“Nell’ultimo anno, grazie ad una serie d’incontri alla Statale di Milano, allo Iulm e in diversi teatri ho avuto modo di confrontarmi con ragazzi tra i 17 e i 25 anni scoprendo un humus fortissimo sulla bellezza artistica, musicale, e una grande richiesta di qualità”, racconta Fortis, che in scena sarà accompagnato da una band di cinque elementi, tra cui Amedeo Bianchi al sax, e avrà come ospite Daniela Bessia per condividere (in spagnolo) “La neña del Salvador”.

“Abbiamo parlato di tutto, da Turandot ai rapper d’oltreoceano come Kendrick Lamar o Post Malone, fino a Caparezza che considero un esempio di intelligenza italica. Anche se i giovani sono più vicini alla musica ‘liquida’ dei cellulari dettata dalle grandi linee industriali, vedo che nei concerti c’è un crossover interessante”.

Alberto Fortis, tra radici e futuro

Alberto Fortis, tra radici e futuro

Preceduto dal set di Guido Guglielminetti e i suoi I Viaggiatori, il concerto di Fortis intende sommare radici e futuro. In programma pure una performance sull’intelligenza artificiale di Elisabetta Ubezio e Valerio Incerto.

“Ci saranno le sei o sette canzoni che appartengono ormai alla memoria di chi mi segue e che continuo a reinventare, perché la musica non vive di nostalgia ma della capacità di rinascere ogni volta - prosegue - Racconterò anche il significato del mio impegno come Ambasciatore per la Pace Preventiva, incarico conferitomi dal Segretariato Permanente del Summit Mondiale dei Premi Nobel, perché oggi la musica non può limitarsi a intrattenere: deve interrogare, unire e lasciare una traccia. Credo, infatti, che l’arte sia l’unico antidoto al frastuono del presente.

Per questo il mio prossimo album nasce come un vaccino contro l’indifferenza, un invito a rallentare, sentire e ritrovare ciò che conta davvero. Non ho mai inseguito le mode, preferendo la coerenza alla convenienza e scegliendo di restare fedele alla mia identità artistica e umana. In un tempo attraversato da guerre, paure e relazioni sempre più delegate alle macchine, il sentimento diventa un atto rivoluzionario. Difendere l’empatia, la bellezza e l’umanità è la rivoluzione più necessaria che possiamo compiere assieme”.

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