Albania, continuano gli scontri tra manifestanti e polizia a Tirana

Le proteste non si fermano in Albania. Tirana è stata teatro di feroci scontri tra le forze dell’ordine e dei manifestanti nella notte del 21 ottobre 2026. Le manifestazioni procedono l’ottavo giorno consecutivo: gli studenti e gli attivisti scendono in piazza contro il governo. La polizia ha risposto con cariche, lacrimogeni e cannoni ad acqua. La protesta, nata dalle rivendicazioni universitarie, è diventata una sfida politica diretta al premier Edi Rama.

In Albania le proteste degli studenti non si fermano

Le proteste degli studenti e degli attivisti non retrocedono di un passo in Albania. A Tirana gli scontri tra i manifestanti e la polizia si fanno sempre più violenti. Alcune sommosse si sono verificate vicino alla sede del governo: diversi giovani hanno lanciato pietre, razzi e bombe carta contro gli agenti, mentre le forze dell’ordine hanno disperso la folla con idranti, gas lacrimogeni e, secondo le prime ricostruzioni, anche con proiettili di gomma.

Al centro delle rivendicazioni di chi protesta ci sono l’abbassamento dei costi delle tasse universitarie, più investimenti nell’istruzione pubblica e una richiesta di trasparenza contro la corruzione nel sistema educativo. Nelle ultime settimane la mobilitazione ha assunto un respiro più ampio, unendo studenti, giovani e esponenti dell'opposizione che a gran voce chiedono le dimissioni del premier socialista Edi Rama. I manifestanti vogliono nuove elezioni.

Nel frattempo cresce il bilancio dei feriti, dei fermi e dei danni durante le proteste: sono circa 300 i feriti, metà dei quali sarebbero agenti di polizia. Nell’ultima ondata di violenze la direzione di polizia di Tirana ha riferito di 33 nuovi arresti, tra cui sei minorenni, e di procedimenti penali avviati contro altre 41 persone. Rama ha accusato l’opposizione - guidata da Sali Berisha - di incentivare senza scrupoli il clima di violenze, sostenendo che i suoi avversari starebbero portando avanti una presunta “guerra ibrida” contro il Paese.