Porto di Bari off limits, contro-manifestazione polemica ma pacifica - Notizie - Ansa.it

Cori e 'Bella ciao', slogan anche in dialetto come 'Meloni vattin', 'il governo più servo degli Usa e della Nato' e 'prepariamo l'autunno caldo contro il governo della guerra e del razzismo'. E' partito fra le polemiche, ma è andato avanti pacificamente, il corteo anti Meloni organizzato questo pomeriggio a Bari in contemporanea con la festa di Fratelli d'Italia al porto.

La decisione di limitare il percorso fino alla Basilica di San Nicola, molto lontano dal terminal 10 dove è stato allestito il palco sul quale è salita la premier, ha spinto gli organizzatori a contestare la "gestione della piazza da parte delle autorità", a causa delle "gravi anomalie nelle continue restrizioni". In serata, la manifestazione è arrivata all'altezza della basilica dove ha trovato il blocco delle forze dell'ordine in assetto anti sommossa: ancora polemiche e slogan, ma nessuna tensione.

I manifestanti, oltre 500 con in testa tantissimi giovani, hanno gridato contro i poliziotti 've ne andate sì o no', 'tutti liberi', 'fateci passare', nella speranza di poter proseguire oltre il blocco. Alcuni hanno acceso fumogeni rossi e neri. Ci sono state comunque otto persone che sarebbero state sottoposte a fermo preventivo dalla polizia mentre si recavano al corteo, secondo quanto hanno riferito gli stessi organizzatori, mentre altri sarebbero stati identificati.

La contromanifestazione di protesta è cominciata alle 17.30 con il raduno nella centralissima piazza del Ferrarese al quale hanno aderito diverse sigle fra le quali Cambiare Rotta, Osa, Ex caserma liberata, Usb Bari, Assemblea Bari Palestina, Comitato per la Palestina Brindisi, Potere al popolo e Alternativa comunista. Il corteo si è poi mosso intorno alle 18.00, quando secondo gli organizzatori erano più di 500 i manifestanti, sostando a lungo davanti al teatro Margherita per poi proseguire lentamente sul lungomare fino al cordone di forze dell'ordine in prossimità della Basilica. In piazza anche l'attivista della Global Sumud Flotilla, Tony La Piccirella: "La scelta della presidente del Consiglio di tenere un comizio qui a Bari è singolare perché è proprio il suo governo che cerca di sottrarre fondi pubblici peggiorando la qualità della vita al sud".

Bobo Aprile, dei Cobas Brindisi e fra gli organizzatori del corteo, ha annunciato da subito l'intenzione di chiedere a prefetto e questore di rimuovere il divieto" di raggiungere il porto, senza però trovare il loro assenso. Non è stata l'unica forma di opposizione al governo Meloni espressa in città. Dalla parte politica opposta, infatti, esponenti di Futuro nazionale hanno fatto affiggere manifesti con gli slogan 'sicurezza', 'remigrazione', 'stop islamizzazione'. Un modo "per ricordare a Meloni il motivo per cui ha preso voti", ha spiegato il deputato Rossano Sasso, esponente pugliese di Futuro Nazionale. "Vogliamo la destra vera, quella che qualcuno promette di essere e di cui, evidentemente, non è stato all'altezza", ha concluso.

A Bari il corteo anti-Meloni, 'tre fermi preventivi'

È cominciata nella centralissima piazza del Ferrarese, a Bari, la contro manifestazione organizzata da un'assemblea di movimenti e associazioni in concomitanza della festa di Fratelli d'Italia nel porto per il governo più longevo della storia della Repubblica con la premier, Giorgia Meloni. I manifestanti hanno esposto striscioni con su scritto: 'Meloni vattin, il governo più servo degli Usa e della Nato' e 'prepariamo l'autunno caldo contro il governo della guerra e del razzismo', da megafono si canta anche 'via il governo Meloni'. In piazza ci sono diversi movimenti e associazioni (al momento alcune decine di manifestanti) fra i quali Cambiare Rotta, Osa, Ex caserma liberata, Usb Bari, Rifondazione comunista, Assemblea Bari Palestina, Comitato per la Palestina Brindisi, Alternativa comunista.

Il corteo è partito da piazza del Ferrarese per attraversare parte del lungomare fino all'altezza della Basilica di San Nicola. Tutto il lungomare, dal teatro Margherita al varco della Vittoria del porto, è chiuso al traffico. Quello autorizzato è un percorso più breve rispetto a quello inizialmente previsto (che avrebbe dovuto transitare dal porto).

Gli organizzatori della contro manifestazione lamentano "la gestione della piazza da parte delle autorità" che "ha fatto registrare gravi anomalie nelle continue restrizioni", chiarendo che "chiederemo l'applicazione della Costituzione italiana riguardo la libertà di manifestare" e che "chiederemo con forza e determinazione di far passare il corteo sul lungomare affianco della blindatissima riunione". Da parte sua, il Comune di Bari ha vietato il transito dei veicoli e la fermata in via Calefati, nel pieno centro della città, dove si trova il consolato di Israele. La decisione è stata assunta in seguito a una nota della Questura "per tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica in massima sicurezza, onde evitare il verificarsi di azioni improntate all'illegalità".

Il corteo è poi giunto sul lungomare, in prossimità della basilica di San Nicola dove la strada è bloccata da agenti in tenuta anti sommossa e camionette della polizia. Si tratta del termine del percorso autorizzato dalla Questura, che ha negato l'arrivo dei manifestanti al porto. In testa al corteo tanti giovani che gridano "tutti liberi" e "fateci passare" nella speranza di superare il blocco.

Tre manifestanti che cercavano di raggiungere il corteo anti Meloni, in corso a Bari, sarebbero stati sottoposti a fermo preventivo dalla polizia secondo quanto hanno riferito organizzatori della manifestazione contro il governo in corso a Bari. Al momento non ci sono conferme dalla questura.

I manifestanti hanno ribadito di avere più volte chiesto a questura e prefettura l'autorizzazione a proseguire il corteo oltre la basilica di San Nicola, autorizzazione che è stata negata. Sarebbero inoltre in corso, è stato detto durante la manifestazione, altre identificazioni. Intanto il corteo, partito intorno alle 18.00 da piazza del Ferrarese, è andato via via ingrossandosi superando, sempre secondo gli organizzatori, 500 persone. "Ci hanno bloccato molto prima del porto - dicono - e questa è arroganza che stiamo sperimentando giorno dopo giorno". 

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