Agricoltura del futuro, a Jolanda di Savoia nasce il nuovo polo internazionale: opportunità anche per i giovani polesani
Un’opportunità di alta formazione appena al di là del Po anche per i giovani polesani, in un settore che rappresenta uno dei motori dell’economia della provincia di Rovigo: l’agricoltura. A Jolanda di Savoia, nel Ferrarese, è stato presentato Iasa, Institute of Advanced Science for Agriculture, la prima scuola internazionale di dottorato e centro di ricerca e alta formazione universitaria interamente dedicato ai sistemi agroalimentari. La scuola è stata istituita dal ministero dell’Università e della Ricerca e promossa da BF Spa.
Il dottorato
Il primo corso partirà già a novembre con l’anno accademico 2026-2027. Si tratta del dottorato triennale in Advanced Sciences for Agrifood Systems: 22 i posti disponibili, dei quali 12 con borsa di studio – otto riservati a candidati provenienti da Paesi africani – e dieci di dottorato industriale. Per gli studenti è prevista anche la residenzialità gratuita nel Campus di Jolanda di Savoia.
Una proposta che, per la vicinanza geografica e soprattutto per la forte vocazione agricola del Polesine, può rappresentare un’occasione anche per i laureati del territorio interessati a proseguire il proprio percorso nel mondo della ricerca e dell’innovazione applicata all’agricoltura.
Il Campus sorge all’interno del polo agro-zootecnico industriale di BF Spa e dispone di un’azienda agraria sperimentale di oltre 5mila ettari. Il modello è quello del “Living Lab”: lezioni in aula, ricerca in laboratorio e sperimentazione direttamente sul campo. A disposizione ci sono laboratori scientifici, aule multimediali, spazi di co-working, auditorium e strutture ricettive con oltre 150 posti letto.
La sfida
Al centro ci sono agribusiness e agritech, sostenibilità, utilizzo dei dati, sicurezza alimentare, cambiamento climatico e resilienza delle filiere. L’obiettivo è formare ricercatori e professionisti capaci di trasferire l’innovazione scientifica nei sistemi produttivi.
Alla presentazione è intervenuto anche il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. «L’agricoltura innovativa è una delle grandi sfide strategiche del futuro – ha sottolineato – perché intreccia sicurezza alimentare, sostenibilità, competitività e capacità di governare le trasformazioni tecnologiche». Una sfida che, secondo Bernini, richiede nuove competenze e una collaborazione sempre più stretta tra università, ricerca e imprese.
Per Federico Vecchioni, presidente esecutivo di BF Spa, Iasa punta invece alla «formazione della futura classe dirigente dell’agribusiness globale». Il rettore Pier Sandro Cocconcelli ha sottolineato la necessità di creare un ambiente nel quale la ricerca scientifica possa confrontarsi con i problemi reali e trasformare rapidamente le innovazioni in soluzioni concrete.