Agente penitenziario trovato morto in un bosco: ipotesi suicidio, ma accertamenti della Procura

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martedì 13 ottobre 2026, 13:06 - Ultimo aggiornamento: 13:33
Sono in corso accertamenti da parte della Procura di Brindisi dopo la morte scoperta ieri di un agente della polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Lecce. L’uomo, che aveva 37 anni, è stato trovato morto all'interno della sua auto, in una zona boschiva a San Pancrazio Salentino nell’area di Sant’Antonio alla Macchia. Secondo gli inquirenti l'ipotesi principale è che possa trattarsi di un suicidio. Ma il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Sofia Putignani, non ha ancora dato il nulla osta per i funerali. L'uomo, a quanto si apprende, avrebbe utilizzato l'arma di ordinanza per uccidersi: la pistola è stata ritrovata accanto al suo cadavere.
Le reazioni
«Una notizia che sconvolge la nostra Comunità, una Famiglia esemplare, un Ragazzo perbene. Stringiamoci nel silenzio in segno di rispetto e lutto per l'immenso dolore che ha colpito Moglie Figlio Genitori e Parenti tutti...e lasciamo che le indagini degli inquirenti facciano il loro corso», scrive in una nota il sindaco di San Pancrazio Edmondo Moscatelli.
Ad esrpimere cordoglio anche Federico Pilagatti segretario nazionale Sappe: «La morte del poliziotto penitenziario in servizio presso il carcere di Lecce, marito e padre di un bambino, non può essere liquidata come l'ennesima tragedia di cronaca destinata a scomparire nel giro di pochi giorni». Lo stesso Pilagatti racconta anche lo stato danimo dell'agente negli ultimi giorni: «Proprio per rispetto della sua memoria, riteniamo che non debbano essere alimentati sospetti o giudizi sommari legati alla vicenda professionale che lo aveva preoccupato negli ultimi tempi. Una questione di servizio, qualunque ne sia la natura e l'esito, non può cancellare una vita fatta di affetti, impegno e serietà, né diventare motivo per mettere in discussione, senza elementi accertati, la dignità di una persona. Qualche settimana prima della tragedia, l'agente aveva confidato a chi scrive, in qualità di rappresentante sindacale, una preoccupazione relativa a una questione di servizio, chiedendo un consiglio. Avevo cercato di rassicurarlo, garantendogli ascolto, vicinanza e sostegno. Ci è stato riferito che proprio nella giornata di ieri era stato ascoltato proprio in relazione a quella vicenda. Questa tragedia richiama inevitabilmente l'attenzione sulle condizioni di lavoro all'interno della Casa circondariale di Lecce, da tempo denunciate dal Sappe».
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