AGCOM dà più libertà a FiberCop sui prezzi della rete fissa. Ma li boccia per la seconda volta

di Sergio Donato  - 

23/10/2026 14:17 0

AGCOM dà più libertà a FiberCop sui prezzi della rete fissa. Ma li boccia per la seconda volta

Seconda bocciatura in tre mesi per FiberCop. AGCOM respinge anche i listini corretti. I prezzi chiesti agli operatori per usare la rete fissa presentano ancora criticità. Serve una nuova proposta

Il Garante delle comunicazioni non ha approvato nemmeno la nuova versione dei listini all’ingrosso di FiberCop, cioè i prezzi che gli operatori pagano per usare la rete fissa nata dallo scorporo di TIM. AGCOM ha infatti ha riconosciuto alla proposta di FiberCop dei progressi, ma anche criticità tali da impedirne il via libera. Si tratta del secondo no in tre mesi, e il contendere riguarda il modo in cui FiberCop sta usando la libertà sui prezzi ottenuta a marzo.

Qual è il contendere?

Fino a marzo, infatti, i prezzi della rete fissa li stabiliva AGCOM, calcolandoli sui costi. Ma con una delibera l'Autorità ha cambiato strada e ha riconosciuto FiberCop come operatore “wholesale only”.

La società controllata dal fondo KKR può quindi vendere solo all'ingrosso e non ha clienti finali, quindi secondo l'impostazione della delibera non ha motivo di favorire un operatore a scapito di un altro.

Il nuovo ruolo di FiberCop ha così alleggerito la regolazione, con FiberCop che propone i prezzi motivandone l'equità e la ragionevolezza, e AGCOM che li verifica sulla base di criteri fissati nella delibera.

Tra i criteri, sono due a pesare in modo particolare in questa vicenda. Uno è l'equilibrio tra i prezzi dei servizi passivi e quelli attivi, l'altro è l'incentivo a far passare gli utenti dal rame alla fibra, anche attraverso i prezzi dei servizi su rame. I costi restano comunque tra i criteri, ma solo come considerazione generale.

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Protesta delle telco e prima bocciatura

La prima applicazione del nuovo regime è stata subito contestata. Nei listini proposti il 15 aprile FiberCop ha rivisto la struttura dei prezzi. Quelli della fibra fino a casa sono scesi e quelli dei servizi su rame sono saliti, in modo da accelerare il passaggio alla fibra. La società ha sostenuto che anche così l'accesso all'ingrosso in Italia resterebbe tra i più economici d'Europa.

Fastweb+Vodafone, Wind Tre, Sky Italia e iliad non l’hanno vista allo stesso modo. Con due lettere inviate all’AGCOM a giugno e a luglio hanno chiesto di respingere l'intero listino, sostenendo che FiberCop conserva un forte potere di mercato nelle zone in cui la sua rete non ha alternative e che lo sta usando per alzare i prezzi. Come riferimento hanno proposto le tariffe che FiberCop applica a TIM in base al contratto firmato al momento della separazione.

A fine luglio la Commissione ha quindi bocciato quella prima versione proposta da FiberCop. Secondo fonti citate da Milano Finanza, l'Autorità chiedeva modifiche strutturali, contestando aumenti che in alcuni casi avrebbero reso i servizi passivi più cari di quelli attivi. Nei primi l'operatore affitta la fibra spenta e ci collega i propri apparati, nei secondi riceve da FiberCop una linea già accesa.

L'equilibrio tra le due voci è proprio uno dei criteri indicati dalla delibera, perché da quella differenza dipende quanto convenga agli operatori investire in apparati propri. Nel mirino c'erano anche i contributi una tantum per attivare e disattivare le linee, aumentati fino al 500%, almeno secondo gli operatori.

Seconda proposta e seconda bocciatura

FiberCop ha poi presentato una nuova proposta, che secondo il comunicato di oggi mostra dei progressi ma non basta ancora.

AGCOM non ha reso pubblico quali punti restino aperti, ma è chiaro che il procedimento si chiuderà solo con un'ulteriore versione del listino, perché l'Autorità ha ripetuto di non poter fissare i prezzi al posto della società.

Intanto è passato il 16 settembre, data fino alla quale la delibera manteneva le vecchie condizioni economiche e da cui sarebbero dovuti partire i nuovi listini. Comunque, secondo la delibera, quando arriverà l’approvazione i nuovi prezzi potranno valere di norma anche per i mesi già trascorsi, ma non per il periodo fino al 16 settembre, per il quale restano quelli fissati in precedenza da AGCOM. La palla ora è di nuovo nel campo di FiberCop.

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Fonte Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

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