Aeroporto Grottaglie, Vasile: «Bando rapido per 12 voli civili, ma Brindisi non rischia»


«Sono d’accordo con Antonio Decaro: lanciamo il bando per 12 collegamenti settimanali da Grottaglie e capiamo in quanti si presentano e come proseguire». Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia, è sicuro: «Saremo in grado di produrre la gara in tempi rapidi». «E – aggiunge – non c’è nessun conflitto di interessi con Brindisi, la situazione è molto diversa». 


Presidente, Decaro ha annunciato un bando per i voli civili dall’aeroporto di Grottaglie. 
«Ha fatto bene, noi abbiamo sempre detto di avere un piano chiaro: Grottaglie come aeroporto industriale, la produzione, i voli cargo. Abbiamo due binari davanti, che viaggiano in modo parallelo ma si tengono: da una parte c’è una riflessione sulla politica territoriale, il Governo e lo Stato che sostengono gli aeroporti minori, cioè quelli che servono aree con collegamenti più scarsi. Dall’altra, facciamo un avviso e vediamo chi è realmente interessato. Sono tutti convinti che i vettori vogliano investire, sono contento di capire se ci saranno. È un’operazione di grande trasparenza. Noi siamo un soggetto pubblico e tutte le operazioni sono visibili. Magari non lo sono nel momento della trattativa, che ha un proprio regime di riservatezza, ma alla fine è tutto trasparente». 


E ora? 
«Adesso dobbiamo fare il bando secondo le direttive europee, perché strumenti di questo tipo devono rispettare una serie di regole che vengono aggiornate continuamente. Ma non c’è nulla di trascendentale: con i nostri uffici lo faremo rapidamente. L’idea che la politica debba essere trasparente non solo in ciò che dice, ma anche in ciò che fa, mi trova assolutamente allineato. Noi lo abbiamo sempre detto. Aggiungo un aspetto».

Prego. 
«Quando ci dicono che abbiamo speso nove milioni di euro “per fare l’aeroporto”, sorrido. Non è vero. Noi siamo obbligati dai contratti di programma stipulati con lo Stato, perché siamo concessionari statali, a mantenere tutte le infrastrutture in perfetta efficienza. L’aeroporto è stato utilizzato per i Giochi del Mediterraneo, ma se anche i Giochi non ci fossero stati, la struttura sarebbe stata comunque pronta. Domani, se ci sarà un’altra occasione – e ce lo auguriamo – avremo un’infrastruttura disponibile. Prendo in prestito un esempio: non si costruisce una squadra di calcio e poi ci si pone il problema dello stadio: lo stadio viene prima della squadra. Allo stesso modo, l’aeroporto non produce turismo da solo. Sono le politiche urbane, provinciali, cittadine e regionali a produrre quell’effetto. Se vuoi costruire un percorso turistico virtuoso, serve l’aeroporto, ma servono tante altre cose. Tornando alle parole del governatore: l’operazione è molto bella, Decaro ha dimostrato che una politica industriale può essere trasparente».


A Brindisi, imprese e politici temono che la vicinanza con un altro aeroporto possa penalizzare lo scalo locale. 
«Brindisi ha numeri così positivi che l’aeroporto dev’essere ampliato. Per noi investire sulla pista vuol dire raddoppiare l’aerostazione. Si sta addirittura acquistando un’area privata per realizzare un parcheggio di tre ettari. Sono polemiche strumentali, perché a Brindisi il traffico c’è. Quella realtà va salvaguardata, ma in modo differente. Grottaglie sarebbe una startup. Decaro ha parlato di 12 voli a settimana. È questo l’avviso che faremo: significa che Taranto sta combattendo contro l’isolamento nazionale. Non si è annunciato che saranno attivate rotte internazionali. È un’operazione di trasparenza politica che deve inserirsi nelle decisioni complessive del territorio». 


Ma a Grottaglie si potrebbe pensare, in un secondo momento, a un aeroporto con più tratte, anche internazionali? 
«Certo, ma passo dopo passo. Intanto va fatto un bando. Se non dovesse presentarsi nessuno, sarebbe un dato di cui tenere conto. Se si dovesse presentare un solo soggetto, idem. E lo stesso vale se dovessero arrivare dieci offerte. Finalmente avremo una discussione corretta. I territori, quando parlano di se stessi, tendono – ed è comprensibile, anche per ragioni affettive – a sopravvalutarsi. L’aeroporto è importante, ma non è l’unica verità di Taranto. Se potessi incidere su una scelta intelligente, vorrei far partire subito lo spazioporto. Perché vorrebbe dire creare un indotto importante, con una facoltà di ingegneria aerospaziale, voli orbitali e così via».

A proposito: un bando come quello che verrà realizzato potrebbe rallentare o annullare il progetto dello spazioporto?

«Assolutamente no. Sono strutture fisicamente diverse. Tornando alla proposta del governatore, il suo discorso in Consiglio regionale è stato molto completo: ha detto che faremo l’avviso secondo le norme europee e che lavoreremo anche sulla continuità territoriale, in modo da avere due percorsi paralleli. Quello del presidente è un atto politico: Taranto deve essere abbracciata a 360 gradi. Non soltanto l’aeroporto, ma anche l’aeroporto. Tant’è che lui mette insieme i temi quando dice di aver chiesto una legge straordinaria per Taranto». 


Grottaglie è uno scalo cruciale per il trasporto merci. Anche questo può essere un aspetto importante per Taranto. 
«Questo è un atto politico voluto dal governatore, con una legge regionale. Per realizzare questo disegno non c’è solo bisogno che la Regione stanzi soldi: bisogna dichiarare una volontà condivisa. Ed è quello che la Regione sta facendo».