Adriatica a singhiozzo: "Lavori fermi da mesi"

Residenti e non a Ravenna, automobilisti e camionisti si preparino pure: li aspetta un autunno di file interminabili sulla statale 16 Adriatica. Il cantiere per il ponte sul fiume Ronco è fermo da mesi e a nulla sono valse le esortazioni di Anas a riprendere i lavori. Che ripartiranno quando? Non si sa, l’unica cosa certa è che Anas solleciterà la ripartenza alla ditta entro i primi di ottobre e che il cronoprogramma di Anas non è stato rispettato.

È questa la realtà emersa ieri dal question time in Consiglio comunale: su sollecitazione di Alberto Ancarani (Forza Italia) l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani ha fatto il punto sulla situazione del cantiere sul fiume Ronco è il quadro che ne emerge è desolante: "il cantiere sul fiume Ronco – ha detto Cameliani – non sta rispettando i tempi previsti e il cronoprogramma in forza del quale la prima parte dei lavori sarebbe dovuta terminare entro l’estate 2026. Ad oggi Anas ci ha comunicato che ci sono difficoltà con l’impresa esecutrice e che la sta sollecitando a riprendere i lavori entro i primi di ottobre". Resta il fatto che i lavori non vanno avanti. "Noi abbiamo sollecitato in ogni modo Anas, che è un’azienda pubblica sotto il controllo del governo. Per cui chiediamo che tutti, anche i partiti di opposizione, sollecitino il livello nazionale su una problematica importante per la città. Da parte nostra ci stiamo adoperando in tutte le sedi possibili", ha detto Cameliani.

Pronta la risposta di Ancarani: "Se organizzate un sit in a Roma o altrove io ci sarò. Ma resta il fatto che per tutto agosto il sindaco e l’amministrazione comunale non hanno scritto una riga sul tema mentre abbiamo sentito un profluvio di interventi sulle merci dual use che passano dal porto di Ravenna. È ora che l’Amministrazione si concentri sui problemi veri dei ravennati". Intanto, rispondendo in Consiglio a Falco Caponegro di Fratelli d’Italia, l’assessore Cameliani spiega che la deformazione della trave numero 7 della copertura del Palazzetto dello Sport, in riferimento al cedimento riscontrato durante la prova dell’agosto 2025, fu causata dal cedimento di una saldatura. "Una volta completati questi interventi, l’intera struttura formata dalle due travi è stata rimontata", inoltre "il Comune addebiterà all’impresa tutti i costi derivanti dalle prove di carico e dalle verifiche sulle saldature effettuate".

Giorgio Costa