Adriano Cappellari, l’ordigno davanti casa e le lettere minatorie: “Mi sono inventato l’attentato, chiedo perdono”

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Il giovane cronista ha consegnato una lettera alla pm in cui chiede perdono per i gesti commessi

Adriano Cappellari, il giovane cronista indagato dalla Procura di Vicenza per aver inscenato un attentato incendiario alla sua abitazione, ha consegnato una lettera alla pm in cui chiede perdono per i gesti commessi. Il giornalista avrebbe inviato lettere minatorie contro di sé, la presidente del consiglio Giorgia Meloni e il parroco di Caivano Don Maurizio Patriciello, arrivando a far esplodere un ordigno artigianale fuori dalla propria casa il 30 maggio 2026 per simulare di essere vittima della malavita.

Cappellari: “Chiedo perdono”

“Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa. Le mie prime parole sono rivolte a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà in questi giorni. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia. Chiedo scusa anche alla mia famiglia, agli amici, alla comunità del mio paese, alle istituzioni, alle Forze dell’Ordine e a tutti coloro che, a causa del mio comportamento, sono stati coinvolti in una vicenda che non avrei mai dovuto creare. Non cerco giustificazioni. Quello che è accaduto è grave e ne sono pienamente consapevole”, ha scritto Cappellari, difeso dall’avvocato Roberto Rigoni Stern.

“Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l’Autorità Giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. È una scelta che nasce dal rispetto per la giustizia e dalla volontà di assumermi fino in fondo le responsabilità delle mie azioni. Affronterò il percorso che mi attende con senso di responsabilità, accettando le decisioni che verranno assunte. So che dovrò pagare per gli errori che ho commesso ed è giusto che sia così“, ha aggiunto.

Cappellari: “Mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni”

“In coincidenza con la campagna elettorale, mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale. Ho perso lucidità e ho compiuto un gesto senza rendermi realmente conto delle conseguenze che avrebbe avuto sulla mia vita e su quella di tante altre persone”. “So che sarà difficile recuperare la fiducia delle persone. Forse per qualcuno non sarà mai possibile. Non pretendo comprensione né indulgenza. Posso soltanto chiedere scusa e impegnarmi affinché i miei comportamenti futuri dimostrino di aver compreso fino in fondo la gravità di quanto ho fatto. A tutti coloro che ho deluso, ferito o messo in difficoltà rivolgo ancora una volta le mie più sincere scuse”.