Acerra, sostanze cancerogene oltre i limiti: sigilli a sette pozzi nelle campagne
Secondo quanto ha riferito lo stesso sindaco di Acerra, Tito D’Errico, gli ultimi sette pozzi sequestrati dalla polizia municipale si trovano in tutto il perimetro dell’agro acerrano, da nord a sud, da est a ovest. Per la gran parte si tratta di pozzi che emungono l’acqua dalla falda per irrigare i campi. In questi pozzi appena sigillati, l’Asl Napoli 2 Nord ha riscontrato livelli di tricloroetilene e tetracloroetilene, due sostanze chimiche cancerogene, oltre i limiti consentiti. È una situazione da allarme rosso. Il sequestro di questi ultimi sette pozzi si aggiunge a un’altra operazione messa a segno dalla polizia locale alla fine di maggio. In quell’occasione furono sequestrati due pozzi di emungimento. E anche in questo caso le analisi effettuate fecero rilevare livelli troppo alti di tricloroteline e tetracloroetilene, sostanze chimiche utilizzate nell’ambito di lavorazioni industriali. Adesso da queste parti ammontano ormai a nove i punti off limits da cui si estrae l’acqua.
L’Asl
Nella nota con cui il 6 luglio scorso è stato intimato a D’Errico di far chiudere i pozzi, l’ufficio prevenzione dell’Asl Napoli 2 nord ha scritto che «per consentire l’adozione di provvedimenti contingibili e urgenti di competenza del sindaco, volti alla salvaguardia della salute della popolazione e alla sicurezza della filiera agroalimentare, sono state trasmesse al Comune le coordinate dei pozzi da chiudere». Nella stessa intimazione l’Asl ha aggiunto che «si evidenzia la necessità di procedere con la massima urgenza all’estensione del divieto assoluto dell’acqua sotterranea prelevata dai punti indicati per usi domestici, irrigui, zootecnici o per attività produttive che comportino un contatto diretto con persone, animali o alimenti». L’altro giorno il sindaco D’Errico ha preannunciato di aver inviato un appello al presidente della giunta regionale, Roberto Fico, per affrontare il tema. «Ma anche per comprendere - aggiunge D’Errico - quali siano le condizioni in cui effettivamente si trova ora la falda. So che le ultime analisi risalgono ad almeno due anni fa». Problemi su problemi.
L’inquinamento
Il territorio di Acerra, con 39 giorni, ha di recente superato il limite annuale di sforamenti dei livelli di polveri sottili. La triste classifica della “mal’aria” è guidata dal comune di Casoria: 47 sforamenti. «Siamo davanti alla sottovalutazione della prioritaria questione ambientale - commenta Andrea Piatto, esponente dell’opposizione nel consiglio di Acerra - l’opposizione ha prodotto decine di proposte che non hanno mai avuto riscontro».