Acerra, la nuova pizzeria di Gaetano Paolella a Palazzo Resistenza
Ve lo avevamo anticipato nell’articolo dedicato alla sua prova nel Campionato della Pizza 2026: Gaetano Paolella ha trasferito la sua attività all’interno di un edificio completamente riqualificato. A cambiare, però, è soltanto il numero civico. Paolella rimane su Corso Resistenza, ad Acerra, confermando il forte legame con la città che lo ha visto crescere.
Il progetto è di quelli ambiziosi. La struttura si sviluppa su due livelli: al piano terra trova spazio la nuova pizzeria, mentre il primo piano ospiterà a breve “Palazzo Resistenza”, un ristorante di mare il cui nome rende omaggio alle eroiche vicende vissute dalla comunità acerrana durante l’invasione tedesca del 1943. Un richiamo alla storia del territorio che racconta la filosofia di Paolella: evolversi senza recidere le proprie radici.
Eccomi quindi a un mese dall’inaugurazione nella nuova pizzeria alle 22 di un giovedì sera. Sala ancora completamente piena e segnale evidente dell’interesse e del consenso che il nuovo progetto sta già raccogliendo.
Il Palazzo Resistenza di Gaetano Paolella

Il locale colpisce fin dal primo sguardo. Affacciato sulla strada, si presenta con un’ampia vetrina che incornicia l’area cucina, dominata da 2 forni firmati Pasquale Fazzone. In primo piano c’è il cuore dell’attività. Accanto, un grande portone è un vero e proprio invito ad entrare in una struttura che ospita circa 200 coperti.
L’atmosfera è calda e avvolgente. I rivestimenti accompagnano il visitatore fin dall’ingresso, estendendosi con continuità dalle pareti al soffitto e creando un ambiente immersivo e coerente. Le scelte estetiche puntano su elementi decorativi di grande attualità, come il mattoncino lucido color arancio, accostato a un pavimento neutro dall’effetto coccio, capace di bilanciare la vivacità delle superfici verticali.
Il progetto concentra la sua espressività soprattutto negli spazi interni, dove texture, trame, colori e decorazioni dialogano tra loro dando vita a un ambiente ricco di personalità e carattere. L’esterno, invece, adotta un linguaggio più essenziale con materiali più tradizionali e un’estetica sobria creando contrasto con l’intensità scenografica degli interni. A fare da protagonista dello spazio esterno è l’ulivo. Elemento naturale che con la sua presenza cattura lo sguardo del visitatore.
La novità più significativa di Gaetano Paolella è senza dubbio l’apertura, ormai imminente, del ristorante di mare al piano superiore, appunto Palazzo Resistenza. Una scelta coraggiosa che amplia l’offerta gastronomica della città, colmando una tipologia di proposta finora poco rappresentata ad Acerra.
A completare il progetto c’è anche un cocktail bar, pensato sia per accompagnare la pizza con drink studiati ad hoc sia per trasformare il locale in un punto d’incontro ideale anche per un aperitivo, ampliando il concetto tradizionale di pizzeria.
Ritocchi minimi al prezzo delle pizze

Un locale più grande significa inevitabilmente più personale, maggiori costi di gestione e un investimento importante. Ci si potrebbe quindi aspettare un sensibile aumento dei prezzi, ma la realtà è diversa: i ritocchi sono minimi e in linea con il livello della nuova struttura.
Le classiche Margherita e Marinara da Paolella a Palazzo Resistenza sono entrambe proposte a 7,50 euro, mentre Capricciosa e Diavola costano rispettivamente 11 e 9,50 euro.
Il prezzo massimo di 15 euro è della pizza Nobile con tartare di marchigiana, blu di bufala e tartufo nero. Stesso prezzo per la Montanara con tartare di marchigiana.
Rispetto alla precedente carta scompaiono i “Paolellini”, la personale interpretazione del padellino, mentre trovano spazio le pizze nel rutiello e le tradizionali stesure a ruota di carro dedicate a Margherita, Marinara, Capricciosa e Bufalina.
Come sono le pizze di Paolella a Palazzo Resistenza
L’impasto conferma una delle qualità migliori di Paolella: è leggero, scioglievole e molto piacevole in masticazione. Il cornicione è ben sviluppato, asciutto e leggermente croccante, mentre le cotture risultano generalmente precise. Anche nella nuova veste emerge con chiarezza la filosofia di Gaetano Paolella: valorizzare il territorio attraverso ingredienti riconoscibili e ricette ispirate alla tradizione, senza rincorrere sperimentazioni fini a sé stesse.
1. Frittatina classica

Bucatini, soffritto, carne tritata (70% vitello e 30% maiale), piselli, besciamella e provola (3,50 €).
Si parte con uno dei simboli dello street food napoletano. La frittatina arriva ben dorata e conquista fin dal primo morso grazie all’equilibrio tra la croccantezza dell’involucro e la cremosità del ripieno. Il blend di carni si rivela una scelta vincente, donando profondità senza coprire gli altri ingredienti, mentre la frittura è asciutta e realizzata con precisione.
2. Come una Nerano

Cremoso di zucchine, chips di zucchine, pancetta affumicata e scaglie di Provolone del Monaco (12,50 €).
Con l’estate è inevitabile lasciarsi tentare da una Nerano, e la versione di Paolella a Palazzo Resistenza arriva già divisa in tre spicchi, scelta replicata anche sulle altre pizze del giro pizza. L’impatto visivo è vivace e invitante, così come il profilo aromatico. L’impasto si conferma leggero e piacevole, ma nel complesso la doppia presenza della zucchina, tra crema e chips, fatica a emergere con decisione, risultando in parte coperta dalla personalità della pancetta affumicata e dall’intensità del Provolone del Monaco. Il risultato resta piacevole, anche se ci si aspetterebbe una maggiore centralità dell’ingrediente protagonista.
3. Contadina

Provola campana, patate con buccia cotte sotto cenere e ripassate al forno con burro, salsiccia affumicata (10 €).
Una proposta dal carattere rustico che colpisce subito per il profumo di burro e basilico. Visivamente si presenta curata, anche se una porzione risulta leggermente meno ricca di condimento. Al palato la pizza convince: la salsiccia affumicata imprime personalità al morso, mentre le patate, morbide e leggermente dolci grazie alla lavorazione con il burro, regalano equilibrio. La provola completa il quadro con una delicata nota affumicata che rende l’insieme avvolgente e armonioso.
4. Scarpariello

Sugo di pomodorini e pomodoro cotto in padella, mix di Pecorino Sardo e Pecorino Romano Buccia Nera (10 €).
Un primo piatto classico della cucina napoletana reinterpretato in chiave pizza. L’impatto visivo è notevole grazie al rosso intenso del condimento, anche se la stesura appare leggermente irregolare e la cottura risulta un po’ spinta. Al naso emergono immediatamente i profumi del pomodoro, capaci di evocare la cucina di casa e rappresentano il punto di forza della proposta. All’assaggio prevalgono le note dolci e acidule del sugo, mentre il contributo del mix di pecorini resta piuttosto discreto. L’olio, presente in quantità generosa, accompagna perfettamente la classica “scarpetta” finale con il cornicione, anche se l’ultimo boccone risente di un lieve retrogusto amarognolo dovuto alla cottura leggermente oltre il punto ideale.
Perché andare da Paolella a Palazzo Resistenza

Il trasferimento non ha cambiato l’identità di Gaetano Paolella, ma ne ha amplificato le potenzialità. La nuova sede è moderna, funzionale e pensata per offrire una cornice più completa, senza perdere quel forte legame con Acerra che continua a emergere in ogni dettaglio, dal nome del ristorante alla proposta gastronomica.
L’accoglienza in sala è impeccabile, calorosa e professionale; il servizio durante la serata, invece, è apparso meno attento e potrebbe essere maggiormente curato. La pizza resta il punto di forza della casa, sostenuta da un impasto ormai maturo e riconoscibile.
Qualche dettaglio nella gestione dei topping e delle cotture è ancora affinabile, ma il progetto appare già solido e lascia intuire margini di crescita importanti. Se l’obiettivo era alzare l’asticella senza snaturarsi, la direzione intrapresa sembra quella giusta.